Viaggio nella Religione
Gli altri Messia (parte II)
di Antonio Sammartino

Trascrizione del contenuto di una serie di video della National Geographic (parte II)

L'Imperatore continua a governare supremo ma nel 132 d.c. Il suo culto viene ancora sfidato da un rivale di Gesù. Un libero ebreo di Gerusalemme che non predica la pace ma la guerra. Si chiama: Simone Baak Khobar. Molti all'epoca pensavano che Simone Baak proponeva, per il titolo di Messia, argomenti più efficaci rispetto a quelli di Gesù.

Come Gesù era un discendente della famiglia Reale di Re Davide, come Gesù era un leader carismatico con un seguito piccolo, ma leale. Come Gesù si esprimeva contro Roma, ma a differenza di Gesù Simon combatteva contro i romani. La scintilla che diede inizio alla ribellione, fu innescata dall'Imperatore Romano Adriano. Proprio dove sorgeva il Grande Tempio di Gerusalemme, Adriano fece costruire un tempio pagano dedicato al Dio romano Giove. Per gli ebrei fu una dissacrazione blasfema che provocò ripercussioni in tutta la città.

La rivolta di Simone Baak fu il risultato di una attenta pianificazione, già dal 125 d.c. gli ebrei avevano iniziato a raccogliere armi. Sembra che Simone Baak fosse abilissimo nelle operazioni di guerriglia, bande di combattenti nascoste tendevano agguati ai legionari da nascondigli in cui avevano raccolto cibo e armi.

L'inizio della guerra fu un grande successo militare perché Simone Baak e i suoi seguaci sapevano come affrontare un esercito e gestire un conflitto. La campagna di Baak Khobar ebbe un tale successo, da annientare una intera legione romana. Liberò Gerusalemme dall'occupazione e sconfisse i romani in tutta la Giudea.
Mentre l'Impero di Roma vantava un potere incontrastato in ogni angolo del mondo mediterraneo, in Giudea esiste uno Stato Ebreo libero.
Simone Baak aveva cacciato i romani dalla Regione, questo fatto nel paese, risvegliò la speranza nel Messia.

Simone Baak Khobar si definì Principe d'Israele. Per i suoi adepti non poteva che essere il Messia Ebreo, atteso da lungo tempo. In quei tempo, il termine Messia aveva un significato diverso, infatti letteralmente la parola Messia in ebraico significava colui che è unto e si riferiva agli alti prelati e ai Re, che venivano unti con l'olio. Nel Giudaismo l'idea del Messia era diversa, solo nel Nuovo Testamento matura la concezione di un futuro Re figlio di Dio che soffrirà e morirà.

Grazie ai trionfi militari, molti ebrei nel primo secolo, credevano che  Simone Baak e non Gesù, il candidato ideale ad essere il Messia, in quanto era viva l a convinzione, che un discendente di Davide predestinato a diventare il Messia, avrebbe risolto i problemi del mondo con un intervento militare. Infatti, si auspicava l'arrivo del Messia, come un Re trionfante, capace di rovesciare i romani e creare la nazione d'Israele.
Il nuovo Messia prima minaccia la Chiesa cristiana, poi pretende che i cristiani di Gerusalemme abiurino Gesù e accettino solo lui come Redentore. Se paragonato al leader militare trionfante che aveva sconfitto il più forte impero del mondo, un falegname crocifisso non poteva essere il Messia. Questa era l'opinione di molti.

I suoi seguaci credevano che Baak Khobar fosse riuscito lì, dove Gesù aveva fallito.

A Gerusalemme vengono coniate monete che definiscono Simone Baak Khobar: il salvatore e il redentore. Su un lato delle monete coniate l'iscrizione recita: anno uno della redenzione d'Israele, sull'altro lato, l'immagine del tempio sovrastata da una stella, in quanto Baak Khobar letteralmente significa: figlio della stella. Per molti ebrei era il vero Messia, mentre per i cristiani era un formidabile rivale di Gesù che attraeva i cuori e le menti della gente.

Intanto dall'altra parte del Mediterraneo l'Imperatore raduna l'esercito, Roma intende trattare il Messia nello stesso modo in cui ha trattato l'ultimo. Cento anni dopo l'esecuzione di Gesù, il leader ribelle ebreo Simone Baak Khobar realizza l'inimmaginabile, sconfigge la potente Roma: Baak Khobar e i suoi guerriglieri cacciano i romani da Gerusalemme, viene chiamato Principe d'Israele, il Messia, finalmente Israele è libera.

L'Impero Romano non può accettare una qualsiasi sconfitta, per cui l 'Imperatore Adriano invia un esercito in quella Regione sperduta dell'Impero. Per tre anni le sue legioni combattono l'esercito di Baak Khobar finché non spingono quello che ne rimane sulla collina di Bhetar. Secondo una leggenda ebrea, gli uomini di Simone si mozzano un dito per dare prova di un inflessibile coraggio. Per un devoto ebreo l'auto mutilazione è un peccato terribile, eppure gli uomini di Baak Khobar sono disposti a rischiare tuttoper la vittoria, anche la dannazione .

135 d.c. L'esercito romano sbaraglia brutalmente Baak Khobar, l'Imperatore giura di radere al suolo quella turbolenta nazione ebrea. Gerusalemme viene occupata e ricostruita come una città romana, il giudaismo viene dichiarato fuori legge e i rabbini condannati a morte.
La rivolta di Baak Khobar distrusse il popolo eletto. Il fallimento e la fine violenta di questo Messia, avvicina nuovi fedeli al messaggio pacifico di Gesù.

Gesù è l'antitesi di qualsiasi militarismo, il suo pacifismo è totale.

Anche se è un discendente, non evoca la figura di Re Davide, le sue qualità si identificano con i suoi insegnamenti e con la predicazione del Regno di Dio. Gesù predica un messaggio di non violenza, inoltre quando dice ai suoi fedeli: “date a Cesare ciò che è di Cesare” letteralmente invita a pagare le tasse e ubbidire alle leggi.

Anno 138 d.c. Mentre i ribelli del Messia guerriero Baak Khobar vengono annientati si affermano quietamente nell'Impero. Roma regna ancora suprema, le sue legioni si spingono negli angoli più remoti del mondo conosciuto, dagli alti piani scozzesi, ai giardini di Persia e con le legioni si afferma un altro culto, un potente il Dio dei soldati, un salvatore di nome Mitra.

La leggenda di Mitra ha straordinarie somiglianze con la storia cristiana di Gesù, nasce da una vergine il 25 dicembre, condivide l'ultimo pasto prima di essere chiamato in cielo, poi resuscita e ritorna in terra come figlio di Dio. Nel duecento i fedeli di Mitra sono più dei seguaci di Gesù di Nazareth.

Se fossi stato uno scommettitore avrei puntato sul fatto che il culto di Mitra sarebbe diventata la religione ufficiale dell'Impero romano, certamente non il cristianesimo. Era molto popolare fra i soldati delle legioni e seguito dagli ufficiali dell'Impero.

Templi dedicati a Mitra sono stati scoperti ovunque dal centro di Londra alle montagne della Romania. Sono costruiti sotto terra, i soffitti rappresentano il cosmo, una statua o una raffigurazione del Dio che domina tutti i culti. Mitra viene sempre rappresentato mentre cavalca un toro in perfetto stile rodeo, piega il collo dell'animale all'indietro e lo sgozza nell'atto culminante della liturgia del culto.
I nuovi adepti della religione di Mitra sono “iniziati” con un rito segreto, il discepolo è bendato e legato in modo simbolico una lama taglia le corde che stanno a significare il contatto con il mondo, gli viene tolta la benda dagli occhi, dopo di che il Sacerdote di Mitra simbolicamente gli offre una corona e lo eleva ad avere il governo della terra l'iniziato deve rifiutare sostenendo: “Mitra è il mio unico Dio”. Solo dopo l'iniziazione il nuovo adepto può partecipare al Sacro pasto.

Il cibo rituale del culto mitraico: pane e vino vuole evocare il sangue sacrificale e il corpo di Mitra assieme al sacro toro che egli uccide. Non è ancora chiaro se il pasto a base di pane e vino nel culto mitraico preceda il rituale del pane e del vino celebrato dai cristiani durante la messa. Nel duecento quando il culto di Mitra si diffonde nell'Impero Romano entrambe le religioni sono da tempo consolidate.

Anche oggi la gente rimane turbata dal paragone fra la Santa Eucarestia del cristianesimo e il pasto del culto mitraico. Nei primi secoli i cristiani ne erano contrariati e l'unico argomento in cui potevano controbattere era che il diavolo aveva indotto i cultori di Mitra a imitare la verità dell'Eucarestia. I culti misteri ci sono estremamente esclusivi il culto di Mitra è di fatto una setta di soli uomini e forse proprio questo ne determina la fine.

Forse il cristianesimo ha avuto la meglio non solo perché aveva offerto un sistema di maggior valore etico e una vita di comunione, ma anche perché fin dall'inizio era una religione più aperta .

Mentre il culto di Mitra raggiunge il suo culmine, un'altra religione più comprensiva guadagna proseliti, offre la potente protezione della Santa Madre di Dio una donna spesso raffigurata con un bambino viene chiamata: Regina del cielo e Stella del mare.

Equinozio di primavera nel 200 d.c. I fedeli romani sfilano in onore della Santa Madre di Dio. Il suo nome non è Maria, ma: Iside. Questo culto rivaleggia profondamente con quello di Gesù.

Iside una antica divinità egizia è moglie di Osiride Re degli Dei. Fin dal 2000 a.c. è raffigurata sulle sculture tombali e sui rotoli di papiro. Quando nel 30 a.c. L'Egitto diventa parte dell'Impero di Roma il culto di Iside inizia a diffondersi. Intorno al 40 d.c. L'Imperatore romano Caligola costruisce a Roma un tempio dedicato a Iside. Nel 200 d.c. La religione di Iside si è diffusa in tutto l'Impero è celebrata con fastose processioni. I Sacerdoti e le Sacerdotesse del culto indossano indumenti di lino bianco come segno di castità.

Gli uomini di Roma odiavano il culto di Iside perché le donne che lo praticavano si astenevano dai rapporti sessuali durante alcuni periodi che dedicavano la loro castità a Iside. E questo era sopportato con fastidio dai loro uomini.

In ogni caso Iside viene venerata dai fedeli come vergine madre. Nel 200 d.c. Le somiglianze fra Iside e la Vergine Maria della Chiesa Cattolica sono straordinarie. Entrambe vengono chiamate Regina del cielo e Santa Madre di Dio.

Può anche non piacerci ammetterlo ma l'iconografia che mostra Gesù fra le braccia di Maria deriva direttamente dal culto di Iside dall'antico Egitto, in cui viene raffigurata l'amorevole madre.