Nata Indesiderata
Riflessione e Speranza
di Antonio Sammartino
Per la mia intera esistenza è esistita solo mia madre, mentre l’immagine di mio padre non c’è mai stata dentro di me e mi sono chiesta spesso come ridurre lo spazio di mia madre dentro di me per darne un po’ anche a mio padre?
Se un giorno lo scoprirò, è troppo tardi per valorizzarlo? Lui è stato sempre escluso e credo di aver avuto anch’io la mia parte di responsabilità nell’averlo eliminato come riferimento, anche se l’ho pensato spesso, è quel senso di colpa che invade chi nonostante non abbia colpe, si sente comunque colpevole.
Spesso mi chiedo: è possibile far rientrare in gioco mio padre?
Crede che un eventuale incontro con quel delinquente di suo padre che l’ha abbandonata, potrebbe contribuire a curare questo vuoto che percepisce?
Non so… spero di si.
Le auguro che un giorno possa incontrarlo e donarle tutto quello che gli ha rubato in questi anni.
Grazie del suo augurio. Sono ottimista e penso di si, molto dipende dalla risposta che darà ad una mia precisa domanda.
Sono indiscreto se le chiedo quale domanda intende fargli?
No, può farmi tutte le domande che crede, lei mi inspira molta fiducia.
La domanda è molto semplice, si risolve in una semplice parola: PERCHE’.
Dopo una breve pausa di silenzio, iniziammo a parlare di cose diverse, di banalità, perché il nostro comune intento era di trascorre qualche ora di serenità e gioia insieme.
Dopo circa un’ora che eravamo insieme mi disse che dovevamo salutarci in quanto aveva alcuni impegni di lavoro.
Le posso chiedere quale è il suo lavoro?
Si, riparo i cuori malati, sono un cardiochirurgo.
Davvero? Allora dovrà dimostrarmi di essere molto bravo nel curare il mio cuore malato.
Un comune sorriso ridisegnò i nostri volti e ci salutammo con un banale buon pomeriggio.
Mentre stava per allontanarsi, mi disse l’aspetto domani e se non verrà l’aspetterò il giorno successivo e l’altro ancora, fino a quando non la rivedrò.
Risposi, con un sorriso, allora dovrà attendere circa un anno e se la troverò mi diventerà sicuramente molto più simpatico.
Ormai non riuscivamo più a non vederci, non so cosa lui provasse per me, ero confusa, ma il suo comportamento era impeccabile, dimostrando che il mio intuito di bambina non si sbagliava era un uomo meraviglioso, anche se non sapevo come si sarebbe comportato da papà.
Spesso trovava spazio nella mia mente la solita domanda: PERCHE’.
Il rapporto fra padre e figlia è una relazione molto fragile e delicata più di quanto si possa crede, in quanto può influenzare la personalità e le scelte della futura donna. E’ importante per un padre manifestare affetto e comprensione sulla base di una tenerezza che si nutre di RISPETTO, perché per la figlia è il primo uomo importante a cui rivolge le sue attenzioni affettive, è un eroe idealizzato, è il principe azzurro, è la figura a cui si rivolge quando è alla ricerca di conferme, mentre è la diversità dei ruoli genitoriali padre/madre che contribuisce a determinare l’individualità, in quanto il padre svolge la fondamentale funzione di sostegno, necessaria alla figlia durante la fase di passaggio dal mondo protettivo della madre, alle difficoltà del mondo esterno.
L’amore dei figli non deve essere gratificazione di un potere su di loro o necessità di vivere un rapporto di esclusività che esclude l’altro genitore, ma comprensione dei reali bisogni dei figli.
Non riconoscere questi bisogni induce i figli a percepirsi sminuiti come persona. Un padre distratto o che si lascia facilmente gratificare dall’amore della figlia, difficilmente riuscirà a comprendere i reali bisogni della figlia, che si percepirà così rifiutata e sminuita come persona. Ciò può spingerla a ritornare frustrata dalla madre, innestando così in lei un processo di svalutazione, che potrebbe trasformarsi in un rifiuto della sua femminilità (o in una accentuazione), spingendola così verso la continua ricerca dell’attenzioni del padre, fino ad indurla ad identificarsi con lui, di adottare i suoi valori. Ciò potrebbe determinare in lei un profondo senso di inadeguatezza e indurla a cercare nelle relazioni sentimentali, un surrogato della figura paterna.