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In Italia, un bambino su tre viene condannato ad essere orfano di GENITORE VIVO.

Titolo Articolo Prefazione

Visualizza l'intero eBook Nata Indesiderata  
Image articolo«Nata Indesiderata» è un breve romanzo che si ispira ad una storia vera di una donna che mi contattò oltre 10 anni fa, a seguito di una serie di post che avevo pubblicato su un mio blog. Il nostro contatto è ancora vivo, anche se gli scambi si sono diradati. Durante l’ultimo contatto mi chiese se volevo scrivere la sua storia che voleva far conoscere, non mi disse a chi. Forse a volte, per motivi diversi, è difficile raccontare la propria storia in modo diretto o forse non si riesce a terminare una vita già trascorsa, per cui si decide di trasformarla in romanzo, per cercare di trovare un epilogo a ciò che ormai è diventato solo un lontano ricordo. Risposi di si....leggi articolo
 

Titolo Articolo Lettera ai Genitori I

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Image articoloDa diverso tempo riflettevo sui giorni della mia esistenza, soffermandomi sui labili ricordi e su quelli che ormai erano stabilmente impressi nella mia memoria, giungendo alla conclusione che dovevo assolutamente liberarmi della mia infanzia, se desideravo dare un senso alla mia storia attuale, dovevo uscire da una esistenza che rappresentava un passato che ingannandomi, consentiva a seducenti fantasmi di trascinarmi in quel mondo che ormai non esisteva più, ma che tuttavia aveva la forza di rendermi prigioniera nella mia esistenza. Dovevo riuscire a fare qualcosa per liberarmi da quelle nefaste esperienze, dall’erronea educazione e dai pregiudizi con i quali ero stata costretta a crescere. Da piccola, spesso con i capricci, i dispetti, le lacrime e con l’infantile e innocente arte seduttiva di bambina costretta a diventare furbetta, riuscivo in qualche modo a soddisfare i miei desideri più invadenti, convincendomi così ...leggi articolo
 

Titolo Articolo Lettera ai Genitori II

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Image articoloIntorno vedevo che tutti avevano le attenzioni e l’amore, mentre io avevo il NULLA e nella testa tante voci che cercavo di soffogare nel silenzio e allora chiudevo gli occhi per lasciare che le emozioni prendessero il sopravvento fino a farmi perdere i sensi. Mamma, tu non sai quante volte la mattina svegliandomi avrei voluto raccontarti i miei sogni, le mie giornate, i miei umori, gioie e dispiaceri, ma purtroppo non hai mai avuto tempo per ascoltarmi, forse perché anche tu non eri mai stata ascoltata quando eri bambina, forse anche tu sei stata picchiata e ignorata dai tuoi genitori e con il tempo ho preferito isolarmi nel mio silenzio, convinta che raccontando, nessuno mi avrebbe creduto, perché in presenza degli altri eri molto diversa, mi chiamavi perfino amorino della mamma...leggi articolo
 

Titolo Articolo Ritorno al Passato I

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Image articoloRicordo era un sabato, avevo da poco terminato di pranzare, quando una inattesa telefonata da un ospedale mi comunicava che a mia madre restavano poche ore di vita ed aveva espresso il desiderio di incontrarmi. Anche se non ci frequentavamo più da anni, decisi di recarmi subito da Lei. Provai un forte senso di disagio nel vederla in quello stato: era intubata, il volto segnata dal dolore, molto dimagrito rispetto all’ultima volta che l’avevo vista e dall’aspetto si intuiva facilmente il suo stato. Nel vedermi fece ciò che aveva fatto rare volte, allungo il braccio e mi accarezzò il viso e con un filo di voce mi disse una sola parola dopo avermi consegnato una busta chiusa: PERDONAMI. Le baciai la fronte e dopo pochi secondi, si spense con sulle labbra un sorriso di sollievo e per la prima volta, dopo molti anni, i miei occhi inumidendosi tradirono una insolita emozione per mia madre, per il dolore della sua scomparsa ...leggi articolo
 

Titolo Articolo Ritorno al Passato II

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Image articoloDopo una rapida prima colazione sono uscita per andare al lavoro e verso sera invece di tornare a casa, sono andata in quella che era stata l’abitazione di mia madre che avevo abbandonato alcuni giorni prima del mio diciottesimo compleanno e solo poche volte vi ero ritornata per rivederla. La porta, le scale, tutto era rimasto uguale a come tanti anni fa. In quel luogo il tempo sembrava che si fosse fermato. Dopo aver salita le scale, aprii la porta ed entrai. C’era un odore di chiuso, la polvere regnava ovunque, faceva caldo; appeso all’attaccapanni nell’ingresso vi era una vestaglia di mia madre pronta, come se qualcuno dovesse usarla nell’immediato. I miei passi risuonavano fra le pareti mentre ispezionavo tutte le camere...leggi articolo
 

Titolo Articolo Ricordi dei giorni trascorsi con il nonno

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Image articoloNel girare fra le diverse stanze arrivai in prossimità del ripostiglio e nell’aprire notai subito la mia prima bicicletta e quasi tutti i regali che avevo ricevuto dal nonno erano chiusi in un grosso baule, che conteneva un’altra scatola, dove mia madre aveva custodito tutte le mie foto. Fui invasa da un uragano di ricordi che mi traghettarono in un lontano passato, in quello che fu il periodo più bello e sereno della mia esistenza. E’ difficile individuare i nostri primi ricordi, ma di una cosa sono certa, quando la mia memoria ha iniziato a ricordare lui già era presente, ricordo la prima volta che lo chiamai papà, lui mi rispose con un sorriso: “sono troppo vecchio per essere il tuo papà, lui è più bello e buono di me, ecco… forse io posso essere un nonno per te”. Fu da quel giorno che iniziai a chiamarlo nonno, mi rendeva felice chiamarlo nonno o nonnino...leggi articolo
 

Titolo Articolo Riaprirono le Scuole

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Image articoloRiaprirono le scuole e i giorni trascorrevano con il medesimo ritmo dell’anno precedente. Una mattina mentre ero in giro con la mamma, un signore coperto di cianfrusaglie, si avvicinò e mi pose fra le mani una collanina con una cordicella di cuoio alla cui estremità vie era un cuoricino di legno che con leggera pressione si apriva e dentro vi era scolpito “Ti Voglio Tanto Bene”. Dai mi diceva, prendilo e regalalo alla mamma, cosi tutte le volte che lo vedrà si ricorderà di te e che gli vuoi tanto bene. Chiesi alla mamma di comprarlo, mi accontentò subito, ma invece di darlo alla mamma lo tenni stretto nella mia mano. Forse questo gesto deluse mia madre. Nel pomeriggio, come al solito, venne a prendermi il nonno, gli chiesi di attendere e andai in camera mia e ritornai con la manina chiusa e andammo via. Per strada il nonno mi chiese cosa nascondevo nella mano. Risposi è un segretissimo tutto mio. Quando più tardi ci sedemmo su una panchina dissi al nonno di chiudere gli occhi e gli infilai la collanina, aggiustandola sul petto, ora puoi aprire gli occhi. Lui li aprì, vide il cuoricino di legno. Lo sai nonno è un cuoricino che si apre...leggi articolo
 

Titolo Articolo Falso Ricordo

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Image articoloUn giorno mia madre rientrò prima del solito e quello che si presentò ai suoi occhi la fece infuriare, non l’avevo mai vista così violenta, prese il primo oggetto che gli capitò fra le mani, una sedia e si scagliò contro, lo colpì più volte, fino a quando riuscì a svincolarsi e fuggire via. La sua rabbia era incontenibile e una parte la sfogò anche contro di me. L’aspetto che fu più devastante per la mia fragile mente è che picchiandomi mi fece sentire maggiormente in colpa, come se io avessi acconsentito e permesso quell’abuso, mi gridava: perché non mi hai detto nulla? Forse quel punirmi era un modo per cercare di attenuare la sua vergogna, il suo senso di colpa...leggi articolo
 

Titolo Articolo Riflessioni sull’abuso

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Image articoloNel riportare la narrazione di Ely ho tralasciato diversi particolari, perché vi erano incongruenze che allora decisi di non evidenziare, per evitare di bloccarla, di compromettere la sua fiducia o di favorire l’emergere di falsi ricordi, in quanto è difficile, nell’ascolto di particolari situazioni narrative emotivamente forti o abusanti, determinare quanto un ricordo riportato è vero, parzialmente vero o totalmente falso, perchè nella costruzione di un ricordo le informazioni vere possono combinarsi con elementi inventati. Ciò accade in quanto un ricordo non è una esatta riproduzione, ma una costruzione non fedele di un fatto, specialmente nei bambini che combinano insieme sogni e fantasie che interpretano come fatti realmente accaduti e frammenti di eventi che si sono verificati in tempi diversi che successivamente riproducono come se fossero accaduti nel medesimo tempo. Quindi occorre prestare particolare attenzione, ricercare riscontri specialmente quando si devono valotare memorie traumatiche; ovviante ciò non significa sminuire l’importanza e la veridicità dell’abuso infantile che costituisce un gravissimo reato che dovrebbe essere punito con estrema severità...leggi articolo
 

Titolo Articolo Ho impiegato una vita per trovarti.

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Image articoloDa alcuni giorni mi ritornavano spesso alla mente i nomi che avevo letto e che mi facevano vivere in bilico fra il desiderio di conoscere finalmente mio padre, di cercare di scoprirlo come uomo, di capire i motivi per cui aveva completamente ignorato l’esistenza di sua figlia, ma ero terrorizzata dall’idea di scoprire che non era l’eroe che avevo sempre immaginato e che in realtà era una persona che non meritava di essere chiamato padre. Perdere i sogni che ti hanno aiutato nei momenti difficili è quasi come vivere un terribile trauma. Alcune volte mi ero soffermato davanti a quella signorile costruzione che poteva essere la casa in cui forse viveva ancora lui o i suoi genitori, ma poi mi assaliva una insolita forma di disagio, una motivazione per allontanarmi. Un giorno, nel vedere una donna uscire dal portone istintivamente mi avvicinai e chiesi se li conosceva. Nel sentire quei nomi mi rispose immediatamente di si, ma ormai da anni si erano trasferiti e non sapeva dove, poi all’improvviso si ricordò l’indirizzo dove abitava il figlio, presi nota e mi allontanai...leggi articolo
 
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