Comunicazione Neuronale
I neuroni presentano dei lunghi e sottili prolungamenti denominati Assoni, attraverso i quali l’impulso nervoso, si propaga sotto forma di segnale elettrico, al fine di poter raggiungere parti del corpo anche molto distanti fra loro. Questo sistema consente la comunicazione tra le diverse parti del corpo.
Queste connessioni neuronali che trasmettono i segnali elettrici fra le cellule del cervello, sono rivestite da uno speciale strato di grasso denominato Guaina Mielinica (o Mielina) costituito da numerose membrane sovrapposte, composte al 70% di Lipidi e al 30% di Proteine. Questa guaina non è continua, ma ad intervalli ben definiti, presenta delle interruzioni denominate Nodi di Ranvier. In questi nodi, l'impulso nervoso si rigenera, ripristinando l’intensità del segnale iniziale. Ciò significa cha la conduzione dell’impulso nervoso non è continua, ma salta fra i diversi Nodi di Ranvier.
La mielina garantisce una elevata velocità di conduzione (superiore ai 100 metri al secondo). Se la guaina mielinica si danneggia, gli impulsi che corrono lungo la fibra nervosa subiscono un notevole rallentamento o addirittura possono bloccarsi, determinando l’insorgenza di diversi sintomi clinici.
Quindi, la principale funzione della mielina è di evitare la dispersione del segnale elettrico e di condizionare la velocità con la quale i messaggi viaggiano attraverso il cervello. Infatti, maggiore è la qualità della mielina, più veloce è la trasmissione dei segnali.
L’Intelligenza è determinata quindi da fattori genetici?
I neuroscienziati hanno scoperto che esiste una forte correlazione fra l’integrità di questa sostanza e le prestazioni espresse dagli individui durante i test di intelligenza. Poiché la qualità di questo materiale isolante è in gran parte determinata da fattori genetici, si può dedurre che questo strato di rivestimento, svolga un ruolo fondamentale nel determinare l’intelligenza dell’individuo (il Sé è determinato anche da come si pensa), rafforzando così l’idea che l’intelligenza è in gran parte ereditata, questo non significa che non possa essere migliorata e potenziata con l’apprendimento e lo studio.
La velocità di elaborazione svolge un ruolo importante, tuttavia non è l’unico fattore che determina l’essere intelligenti, in quanto l’influenza genetica, varia a seconda della zona del cervello. Ad esempio il Lobo Parietale, che è coinvolto nella logica, nella matematica e nelle abilità visuo-spaziale (attività non verbali) è per l’85% determinato geneticamente, mentre il Lobo Temporale, coinvolto nell’apprendimento lo è al 45%. Attualmente diversi neuroscienziati sono alla ricerca di specifiche variazioni genetiche legate alla qualità della mielina, un probabile candidato è il gene di una proteina denominata BDNF, che promuove la crescita cellulare.
Si potrà in futuro misurare l’intelligenza dalla scansione del cervello?
Le radici genetiche dell’intelligenza trovano una conferma anche nell’esistenza di bambini intellettualmente superdotati oppure con grandi capacità artistiche o fisiche.
Processi Cognitivi e sogni
La comunicazione neuronale è anche influenzata dalle informazioni di relazione, memorizzate nel 50% circa della nostra memoria, in quanto costituiscono un sostegno diretto all’intelligenza.
E’ noto ormai da tempo che il nostro agire dipende dall’azione combinata di due o più tipi di pensieri situati su almeno due diversi livelli, non completamente inconsci. Nel primo livello vi sono i pensieri che utilizzano le capacità cognitive, mentre nei livelli inferiori vi sono quelli che potremo chiamare di riserva, che si manifestano quando decidiamo di smettere di pensare a qualcosa o quando il compito attuale è stato portato a termine mediante il ragionamento. Il vuoto mentale che a volte si crea, potrebbe essere dovuto all’esaurirsi di questi pensieri simultanei o causato dal tentativo della mente, di ritornare indietro nella sequenza del pensiero (ovviamente, questo processo non coincide con il pensare contemporaneamente a due cose diverse). Tutto ciò accade perché, l’unità che gestisce la memoria, cerca di mantenere vive solo le informazioni che considera rilevanti, oppure che possono diventare utili per l’elaborazione del pensiero corrente, mediante l’aggiunta di ulteriori elementi.
Da queste considerazioni emerge che è importante per la mente garantire un’efficiente operatività temporale delle informazioni, mediante una forma di pulizia in grado di ristrutturare il sistema cognitivo, in modo da garantire un’alta capacità intellettiva. Questo processo di ristrutturazione può avvenire solo quando il pensiero cosciente non è operativo. Probabilmente, ciò che ha reso possibile questo processo di ristrutturazione è stato il sonno, in quanto mentre si dorme la memoria di lavoro e le aree che regolano il processo relazionale, sono liberate dai molteplici compiti, per cui possono utilizzare l’analisi dell’esperienza quotidiana per la ristrutturazione e la memorizzazione.
L’effetto cosciente di questo processo è rappresentato dai sogni.
Probabilmente, quando la mente non ha sufficienti informazioni crea scenari fantastici, in modo da costringere l’unità cognitiva ad utilizzare l’intelligenza per scegliere e quindi decidere, in modo da poter cancellare la memoria a breve termine, eliminando le informazioni irrilevanti, senza dover rinunciare a quelle ritenute importanti.
Se le unità cognitive non riescono a fornire soluzioni, il sogno può trasformarsi in ricorrente, mentre nei casi più complessi, cioè quando il problema relazionale appare irrisolvibile per la mente, le unità cognitive cancellano parzialmente o completamente le informazioni e quindi dimentichiamo per sempre o solo temporaneamente.
L’aver cancellate durante il sonno alcune informazioni può contribuire a risolvere i problemi relazionali fra le informazioni. E’ come dire, dormiamoci su, che il problema si risolve da solo.
La soluzione adottata dalla mente durante il sonno è quindi molto importante, in quanto da essa dipende dove e come memorizziamo le informazioni ed influenzerà le nostre scelte future in termini di riferimenti. Forse condiziona e determina anche la nostra facoltà ad apprendere.
Tag: knowledge management,semanticblog
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25/03/2009 23.13.13 | Social Bookmark
La conoscenza che un’Azienda custodisce in modo inconsapevole è rappresentata dall’insieme di documenti, progetti, dati, statistiche, fatti, know-how, giudizi, metodologie, processi di lavoro, prassi organizzative e risorse umane. Conseguenza di questa inconsapevolezza, è che spesso intuizioni, potenzialità e creatività individuali restano a livello inespresso, in quanto non formalizzate.
La conoscenza non formalizzata, nelle attuale strutture aziendali, è condivisa solo come atto di volontà e sensibilità individuale. L’applicazione delle tecniche di Knowledge Management prima di tentare di modificare l’approccio culturale e organizzativo basato sulla consapevolezza, fiducia, motivazione e spirito di partecipazione del personale, si adoperano per introdurre una nuova struttura software in grado di razionalizzare, organizzare e riordinare il flusso delle informazioni all’interno dell’azienda.
Obiettivo del Knowledge Management è partire da questa considerazione per creare, programmare e attuare una conversione delle metodologie aziendali, per strutturare una base di conoscenza condivisa e distribuita con omogeneità all’interno dell’intera organizzazione aziendale. Una cultura formalizzata che crei una rete solidale, in grado di convogliare risorse per creare soluzioni, che trasformino il capitale intellettuale in servizi, integrazioni e innovazioni.
Gestire la conoscenza
significa utilizzare strumenti informatizzati in grado di catturarla, organizzarla, classificarla e distribuirla in modo funzionale agli obiettivi aziendali. Non si tratta di semplici sistemi di archiviazione, ma di strumenti pensati per soddisfare sia i bisogni organizzativi, sia i loro utenti. Il fine è di ottimizzare le decisioni e i flussi di lavoro, aumentare la produttività delle persone evitando la duplicazione del lavoro, creare nuovi spazi virtuali in cui le persone possono condividere dati, documenti, informazioni, idee e risorse, capitalizzando conoscenze e competenze individuali, in modo da creare un nuovo valore per l'azienda.
Gestire la conoscenza significa anche utilizzare strumenti in grado di formalizzare il buonsenso, in quanto spesso si ha la sensazione che le indicazioni e i suggerimenti che le metodologie forniscono sono ovvi e generalmente adottati, in quanto risultato del buonsenso. Nella realtà, in diverse situazioni, l’assenza della Formalizzazione di una Tecnica, può offuscare il Buonsenso. Infatti l’individuo è in grado di applicarlo, come automatismo, solo nei contesti che sono congeniali alla sua cultura ed esperienza.
Compito delle metodologie di Problem Solving e del Knowledge Management è anche quello di contribuire alla Formalizzazione del Buonsenso, mediante la definizione di Metodologie e Percorsi coerenti con gli obiettivi.
Tag: metodologie agili,knowledge management
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23/02/2009 13.11.29 | Social Bookmark
Il percorso di sviluppo delle attività di un’Azienda è un processo iterativo, infinito nel tempo, che richiede continue risorse per alimentarsi. Quindi è importante individuare, quantificare, pianificare e controllare, lo sviluppo nel tempo, sia delle attività, sia delle risorse necessarie. Questo processo di analisi, costituisce il Piano Strategico di un’Azienda, il cui obiettivo è di precisare, in un definito periodo temporale, le linee guide di sviluppo di tutte le attività dell’Azienda. Detto Piano, prevede due diversi percorsi:
Gli Obiettivi Strategici
consentono di definire, i bisogni, le strategie dell’Azienda, la gamma dei prodotti e di monitorare l’immagine dell’Azienda nei confronti dei Clienti e dei collaboratori (interni o esterni). I principali Alert per l’Azienda sono:
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Analisi dei Bisogni
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Sviluppo delle Potenzialità
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Potenziamento delle Relazioni
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Estensione del potenziale conumicativo
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Miglioramento del posizionamento sul mercato
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Miglioramento dell’orientamento al cliente
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Incremento della produttività e della rendita
Il Piano Operativo
consente, partenfo dalla definizione delle strategie di derivare le linea guida del Concept, che attraverso lo sviluppo, consentono di creare il prodotto. Lo sviluppo del Concept quindi, determina l’azione che concretizza l’idea e realizza l’obiettivo, mediante un Piano Operativo che si sviluppa attraverso quattro distinte fasi:
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Definizione degli Obiettivi. Compromesso aziendale sul prodotto
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Formalizzazione delle Idee. Durante questa fase si realizzano i prototipi, si eseguono i test sui componenti critici, si verificano le idee innovative, seguendo una procedura Agile.
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Concretizzazione delle Idee. Durante questa fase si sviluppa il prodotto
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Realizzazione del Prodotto. Durante questa fase si creano i presupposti per la riproduzione del prodotto.
Ciascuna di queste fasi termina con l’emissione di un documento di Delibera ed una Specifica. La delibera dichiara gli obiettivi da raggiungere, mentre la specifica descrive ciò che il processo successivo deve realizzare. Ovviamente il tutto deve essere eseguito in modo Agile, al fine di comprimere i costi e i tempi di realizzazione del prodotto.
Le diverse delibere sono:
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Delibera Obiettivi
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Delibera Sviluppo
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Delibera Tecnica
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Rilascio Prodotto
Al fine di verificare lo stato delle attività, il Piano Operativo, deve prevedere un controllo quantitativo, costituito da:
L’esperienza ha dimostrato che, per sviluppare prodotti di successo, occorre seguire una strategia che si basa sulla combinazione di una efficace conoscenza del business, supportata dall'esperienza tecnologica e dalla creatività. Strategie e Competenza tecnologica per meglio incontrare gli obiettivi di business del cliente.
Lo scopo principale di questa fase è di raccogliere dati e di preparare la documentazione necessaria per definire il Compromesso Aziendale sul Prodotto.
Tag: metodologie agili,knowledge management
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23/02/2009 13.53.27 | Social Bookmark
La matrice Idee-Obiettivi consente di raccogliere le idee, di strutturarle e di suddividerle in categorie. Rappresenta una guida rapida per la scelta di soluzioni adeguate. Non deve essere usata per criticare o giustificare, ma per risolvere eventuali divergenze, al fine di precisare meglio cosa si desidera e come realizzarlo.
Come faccio a verificare che sto facendo la cosa giusta?
Un efficace strumento di supporto che aiuta a dare una risposta alla precedente domanda è data dalla compilazione della Matrie Idee-Obiettivi, il cui fine è di contribuire a verificare il Flusso delle Idee.
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Strategy
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Concept
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Development
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Production
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Obiettivo
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Risultato
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Attività
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Input
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La definizione del flusso delle idee deve sollecitare le seguenti domande:
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Ho descritto l’idea in una forma adeguata?
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Ho richiesto le informazioni che servono?
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Ho individuato le modalità di accesso?
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Ho definito le procedure?
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Ho indivuduato le fasi necessarie per verificare il concretizzarsi delle intenzioni?
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A cosa le voglio applicare?
Tag: metodologie agili,knowledge management
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23/02/2009 16.57.24 | Social Bookmark
Per comprendere il meccanismo che controlla il perseguimento degli obiettivi occorre far riferimento sia ai processi di formazione degli atteggiamenti, sia alle modalità secondo cui le intenzioni e le decisioni si traducono in azioni concrete. Infatti, la comprensione dell'agire individuale o di gruppo, richiede di comprendere i processi che caratterizzano il perseguimento degli obiettivi. Inoltre occorre considerare anche il desiderio, come collegamento fra i processi cognitivi e quelli volitivi di compimento dell’azione.
Queste considerazioni di natura psicologica consentono di evidenziare l’importanza dell’utilizzo di un semplice ed efficace strumento di sintesi, che possa essere una guida consapevole da contrapporre a quella inconsapevole o inconscia, in grado di definire un diretto collegamento fra gli scopi e le intenzioni. Il fine è di ottenere un sistema in grado di soddisfare le esigenze aziendali e la formalizzazione di una Base di Conoscenza, in grado di indurre una previsione nel comportamento dei diversi componenti di un gruppo di lavoro.
Un valido e semplice strumento di formalizzazione della consapevolezza può essere la Matrice Scopo-Intenzioni.
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Descrizione
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Informazione
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Accesso
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Procedura
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Scopo
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Quale è lo scopo del servizio
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A cosa serve l’idea prodotta
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Perché il servizio a quel tipo di accesso
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A cosa serve la procedura
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Risultato
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Quale risultato si ottiene utilizzando il sistema
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Come si presenta l’informazione prodotta
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Qual’è il risultato delle operazioni
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Quale è il risultato dei vari passi della procedura
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Attività
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Quale attività occorre svolgere per utilizzare il servizio
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Cosa si deve fare per ottenere le informazioni
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Quali strumenti si devono usare per utilizzare il servizio
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Quali sono i passi operativi della procedura
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Input
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Che tipo di input richiede l’uso del servizio
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Quali tipi di dati alimentano il servizio
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Come si introducono le informazioni richieste
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Quali dati richiede la prodecura
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Tag: metodologie agili,knowledge management
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23/02/2009 16.57.58 | Social Bookmark
Con l’emanazione della normativa ISO 9004/2 è stato introdotto un’unica norma valida sia per le aziende che forniscono servizi, sia per quelle che producono beni.
La norma è un documento prodotto mediante consenso di tutte le parti interessate e approvato da un organismo riconosciuto che fornisce, regole, linee guida e caratteristiche relative a determinate attività o ai loro risultati, al fine di ottenere il migliore ordine in un determinato contesto.
Il fine di una norma è quindi di:
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migliorare il sistema produttivo mediante la definizione dei processi e dei relativi controlli, al fine di poter garantire un buon livello qualitativo dei prodotti e dei servizi.
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Fornire alla direzione la garanzia che sono stati raggiunti definiti livelli qualitativi
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Soddisfare le aspettative commerciali concordate con i clienti
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Armonizzare le regole produttive.
La normativa è volontaria, in quanto non esiste alcun obbligo di certificazione per poter lavorare. Tuttavia alcune aziende private e gli enti pubblici spesso richiedono l’adesione a queste norme.
In genere, la qualità di un prodotto viene definita mediante specifiche tecniche. Tuttavia queste non sono sufficienti a garantire che i requisiti di un cliente vengano soddisfatti in modo continuativo, in quanto carenze nelle organizzazioni che progettano, producono e distribuiscono il prodotto, possono far venire meno le garanzie. Da questa considerazione è nata l’esigenza di definire specifiche di sistema complementari a quelle di prodotto, al fine di valutare non solo i prodotti, ma anche le aziende che li producono.
La norma afferma che il sistema qualità deve essere interpretato in modo organico. L’azienda deve essere considerata un’organizzazione in cui deve prevalere una completa integrazione fra procedure, processi e risorse necessarie per una politica per la qualità. Dei venti elementi della norma tre riguardano questo aspetto:
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il sistema qualità deve essere personalizzato in base alle esigenze dell’azienda
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devono essere previste verifiche di monitoraggio e prevenzione
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deve essere previsto un controllo documentale
La norma stabilisce che un sistema di qualità deve essere composto da elementi legati fra loro da relazioni di interdipendenza. Ciò significa che ogni ufficio o funzione non deve avere come obiettivo il miglioramento della propria organizzazione, ma deve aspirare a migliorare l’intera organizzazione aziendale. Per raggiungere questi risultati, la norma ritiene che sono necessari pianificazione e sistematicità.
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25/01/2009 23.32.43 | Social Bookmark
Per agire in modo pianificato e sistematico è importate privilegiare la documentazione che deve essere organizzata seguendo una logica gerarchico/funzionale, realizzata mediante la costruzione della “piramide della documentazione”, che deve comprendere:
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Manuale della qualità
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Procedure e istruzioni
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Piano della qualità
Il Manuale della Qualità è il documento guida che enuncia la politica per la qualità e descrive il sistema qualità di un’organizzazione. La sua funzione è di elencare i principali processi organizzativi e le politiche di qualità messe in atto dall’azienda. Il contenuto minimo che deve comprendere è il seguente:
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politica per la qualità
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organizzazione
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descrizione delle responsabilità delle persone/funzioni
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descrizione delle procedure di sistema
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descrizione delle istruzioni di sistema
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istruzioni per revisione e aggiornamento del manuale
Le procedure e le istruzioni sono modalità definite per eseguire un’attività. Si suddividono in:
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Procedure organizzative. Sono disposizioni scritte a supporto del manuale della qualità, la cui funzione è di disciplinare l’attività dell’azienda.
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Procedure operative. Sono procedure di carattere tecnico che specificano i vari passi per eseguire una attività, definita nelle procedure organizzative.
Si riferiscono ai metodi, alle apparecchiature, ai materiali utilizzati e alla singole operazioni da effettuare
Lo scopo delle procedure è di prevenire errori e deviazioni del sistema, di disporre di modelli ripetibili, di formare il nuovo personale e di definire le responsabilità. Il contenuto minimo deve comprendere:
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identificazione del tipo di attività da svolgere
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identificazione delle finalità della procedura
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assegnazione delle responsabilità
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descrizione delle singole attività da effettuare
Il Piano della qualità è un documento che precisa le modalità operative, le risorse e le sequenze delle attività relative alla qualità di un determinato prodotto, progetto o contratto. Il piano della qualità è necessario quando l’azienda deve far fronte ad un nuovo ordine o progetto che esula dalla normale procedura aziendale.
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26/01/2009 2.45.45 | Social Bookmark
La verifica ispettiva interna è uno strumento di monitoraggio e prevenzione di tutte le funzioni e processi aziendali. L’obiettivo è di analizzare i punti di non conformità del sistema al fine di poter effettuare le opportune azioni correttive. La norma stabilisce che, nel sistema delle verifiche ispettive, vengono coinvolti tre ruoli:
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Committente, è il soggetto che richiede la verifica ispettiva. In genere è la direzione o un responsabile di area interessato a verificare le attività.
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Verificatore, è il soggetto attivo che pone in essere l’attività di verifica. Può essere una singola persona oppure un gruppo nel caso di grandi aziende
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Valutato, è il soggetto passivo, cioè quello che deve essere verificato.
Le visite ispettive possono realizzarsi in momenti diversi rispetto all’attuazione del sistema qualità, in particolare:
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Audit iniziale, viene effettuato in fase di attuazione di un sistema qualità. Ha l’obiettivo di evidenziare le azioni non conformi al sistema.
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Audit in corso di sviluppo, viene effettuato prima della certificazione. Ha l’obiettivo di correggere le azioni prima che diventino strutturate e meno inclini ad una eventuale modifica
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Audit post certificazione, ha l’obiettivo di perseguire politiche di miglioramento continuo
Obiettivi comuni a vari tipi di audit sono le azioni da intraprendere al fine implementare correttamente il sistema qualità. Tali azioni si distinguono in:
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Azioni correttive. Sono azioni intraprese per eliminare le cause di non conformità, difetti o altre situazioni non desiderate.
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Azioni preventive. Sono azioni intraprese per eliminare le cause di potenziali non conformità, difetti o altre situazioni indesiderate.
Oltre alle verifiche interne, la norma prevede anche verifiche esterne all’azienda (subfornitori, laboratori, etc.). Queste hanno lo scopo di verificare il rapporto di fornitura, le richieste dei clienti, gli eventuali problemi qualitativi e l’adeguamento agli standard nazionali ed internazionali. I principali indicatori dello stato della qualità possono essere:
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Customer satisfaction, cioè il ritorno della qualità percepita dal cliente. Gli strumenti di analisi possono essere appositi moduli su cui il cliente annota la qualità del prodotto o servizio offerto, analisi sui reclami effettuati o sulle note di credito emesse per non conformità dei materiali.
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Valutazione in termini finanziari, cioè analisi dei costi per le conformità e le non conformità, analisi del ciclo di vita del prodotto e del correlato profitto
Infine vi sono diversi elementi che possono notevolmente influenzare la qualità del prodotto. Questi elementi sono:
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Azioni di prova, controllo e collaudo:
Riguardare ciascun processo al fine di assicurare che soddisfi il cliente
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prova: verifica delle proprietà di un prodotto per ogni singola operazione
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controllo: processo diretto alla prevenzione di un problema
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collaudo: attività di misura ed esame realizzato con strumenti specifici
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Taratura delle apparecchiature per la prova, il controllo ed il collaudo: verifica del corretto funzionamento delle apparecchiature e del loro rispetto delle condizioni di normalità, i requisiti richiesti sono:
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nome e sigla commerciale dell’apparecchiatura
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nome del produttore
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manuale di istruzioni dell’apparecchiatura
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dettagli sulla manutenzione effettuata
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Mantenimento delle condizioni di taratura durante il processo produttivo, al fine di monitorare lo stato e la qualità del prodotto in funzione delle diverse condizioni di taratura
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Controllo del prodotto non conforme, per consentire all’azienda di evidenziare i prodotti o i servizi che non rispecchiano le specifiche tecniche
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Identificazione e rintracciabilità del prodotto
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Analisi e tecniche statistiche
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Approvvigionamento
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26/01/2009 3.20.04 | Social Bookmark
L’introduzione della norma ISO 9001:2000 ha sostanzialmente modificato le normi precedenti, integrando in un unico documento denominato “Sistema di gestione della qualità, Requisiti” le norme ISO 9001, 9002, 9003. Inoltre, mentre nelle norme precedenti l’organizzazione era riferita alle funzioni, cioè al raggruppamento delle persone per settore di attività, dirette da un unico responsabile, nella nuova revisione è stata introdotto il concetto di Logica per Processi, al fine di migliorare l’organizzazione e il coordinamento dell’azienda in senso trasversale, in modo da coinvolgere nello stesso istante i diversi gruppi di lavoro, in quanto risultava difficile, con il vecchio modello, realizzare la comunicazione e il coordinamento all’interno del processo organizzativo dell’azienda.
Il principale obiettivo della norma ISO 9001:2000 è stato quindi quello di massimizzare il valore aggiunto di ciascun processo, mediante l’eliminazione di tutte quelle attività che non generavano valore sia per l’azienda, sia per il cliente. In questa nuova visione, la maggiore responsabilità viene assegnata alla direzione aziendale, il cui compito principale è di far percepire alle persone coinvolte nel processo, l’importanza di creare valore per il cliente e di verificare periodicamente costi, tempi di esecuzione e qualità dei singoli processi, rendendoli maggiormente omogenei ed integrati.
La gestione della Logica per Processi ha fatto emergere una nuova figura professionale il Process Owner, la cui responsabilità è di monitorare con continuità le prestazioni globali, di incentivare il miglioramento continuo e di assumersi la responsabilità del buon esito anche nei confronti del cliente. La norma ISO 9001:2000 comprende quattro principali elementi:
1. Responsabilità della direzione
, nel soddisfare le esigenze del cliente e nello strutturare i processi aziendali.
2. Gestione delle risorse
, consistente nel predisporre le risorse necessarie e di garantire la formazione e la qualificazione del personale coinvolto nei processi. Inoltre la norma introduce la necessità della diffusione delle informazioni, protette per singolo accesso, riguardanti processi, prodotti, servizi e dati provenienti dai clienti e dai fornitori e di considerare l’infrastruttura necessaria all’organizzazione per consentire agli utenti di svolgere le attività al meglio. A tal fine occorrono adeguate postazioni di lavoro ed attrezzature hardware/software, oltre ad un’etica del lavoro che considera anche il rispetto delle condizioni di salute e sicurezze dell’ambiente di lavoro.
3. Realizzazione Prodotto/Servizio
, oltre ai concetti principali relativi alla realizzazione del Prodotto/Servizio, la norma introduce anche il concetto di marketing al fine di consentire una valutazione anticipata dell’orientamento del mercato, interpretare le necessità dei clienti e stabilire un canale di comunicazione necessario per ottenere informazioni su contratti, reclami ed eventuali non conformità.
4. Misurazioni, analisi e miglioramenti
, al fine di consentire all’organizzazione di poter misurare le performance del sistema, nell’ottica della Custumer Satisfation. Tra i diversi metodi utilizzabili, i principabili sono:
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Indicatori di qualità, consistenti in indici oggettivi utilizzati per misurarla qualità del prodotto/servizio (numero di revisioni, numero di errori, ecc.)
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Costi della Qualità, consistente nelle spese che l’azienda deve sostenere a causa del mancato raggiungimento degli standard riproduttivi.
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Reporting, consistente in documenti utilizzati dalla direzione per conoscere il livello della qualità dell’azienda.
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26/01/2009 3.45.08 | Social Bookmark
La norma ISO 9001:2000 enfatizza il concetto di Custumer Satisfation, in quanto non deve più essere considerato un obiettivo da raggiungere, ma deve essere presente in ogni singolo processo. Inoltre precisa che la soddisfazione del cliente deve poter essere misurata. A tal fine occorre:
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identificare in modo esatto le necessità del cliente, le aspettative in termini di consegna, tempi e prezzi.
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Fare in modo che le necessità del cliente vengano percepite dall’intera organizzazione.
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Misurare la soddisfazione del cliente al fine di determinare le necessarie azioni correttive.
Riesame del Contratto
Alla base di ogni rapporto deve esserci un contratto e una ben definita specifica fra cliente e fornitore, in grado di stabilire ciò che il fornitore deve offrire al al cliente. Il riesame del contratto, dopo aver compreso le esigenze del cliente e quindi del mercato, di orientare la sua politica di marketing nell’ottica di soddisfazione del cliente. Successivamente fornire al cliente tutte le informazioni utili per la corretta compilazione del contratto e quindi attivare tutte le procedure necessarie. Fra i requisiti minimi occorre:
Controllo della Progettazione
Il controllo della progettazione, ai fini della qualità del prodotto, costituisce una fondamentale attività in quanto consente di gestire la qualità del prodotto prima che venga realizzato. L’obiettivo della norma è di far si che la progettazione avvenga seguendo fasi procedurali scritte, ben definite e standardizzate. In particolare occorre:
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Elaborare un piano di progettazione e sviluppo, che consideri i requisiti stabiliti dal contratto in termini di tempi e responsabilità. In questa fase occorre anche definire le specifiche del prodotto in termini di affidabilità, caratteristiche estetiche, requisiti di motaggio e di installazione, sia da un punto di vista puramente tecnico, sia da quello strettamente legato al controllo di processo e della qualità.
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Analisi della progettazione, al fine di garantire il soddisfacimento dei requisiti del prodotto mediante dimostrazioni opportunamente verificate e documentate.
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Validazione del progetto, il cui obiettivo è di verificare che se ciò che si deve realizzare è conforme a ciò che è stato definito dal contratto e se è conforme alle norme di legge.
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Gestione delle modifiche, nel caso in cui occorre apportare modifiche occorre attivare una procedura per identificare le responsabilità operative
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26/01/2009 4.41.42 | Social Bookmark