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In Italia, un bambino su TRE viene condannato ad essere orfano di GENITORE VIVO.

Abbandonata dal Destino, monologo di un adolescente

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Così stanno le cose, perché la storia siamo noi... siamo noi che scegliamo i nostri ricordi. I genitori sono nostre idee ed io li vedevo come un esempio che avrei trovato ovunque nel mondo. Guardavano così poco ai miei bisogni, e sentivo che il loro bisogno era così forte che non mi faceva ne soffrire ne arrabbiare, per il fatto che non si interessassero a me, insomma mi dicevo deve essere la condizione umana che è fatta così, POI ARRIVO’ LA REALTA’.
Non se ne accorgevano, eppure tutti potevano vederlo… soffriva così tanto, i suoi sforzi erano talmente evidenti, ma nessuno si curava di capirlo, non è che lei se ne fregasse o che non fosse una buona madre, ma ormai non aveva più niente da dare. Ormai io non avevo più alcuna aspettativa, le parole sembravano non toccarmi era come se quelle parole cadessero sul pavimento. Come facevo a dirle che la scuola mi rendeva triste, non sapevo come parlare, non sapevo come parlare con nessuno, casa mia non era un posto da cui potevi uscire ed essere normale. Tutto andava in pezzi.
Pensare a come vivere la vita, le persone lo fanno veramente? Ci pensano mentre sprofondano in un buco nero?
Se solo avessi, se solo avessi… e così quella parte della mia vita era finita, per cominciare una nuova. Chi di noi può prevedere la propria vita a me sembra solo che ci caschi dentro e poi si deve fare del nostro meglio. Mia madre stava morendo, mio padre se n’era andato, ma IO DOVEVO CREDERE che la strada MI SAREBBE VENUTA INCONTRO, avevo 15 anni quando mi affacciai al mondo.
Che cosa è una casa dopo tutto? Un tetto? Un letto? Un posto in cui se ci sei ti portano via… e allora avevo 15 anni quando diventai una senza tetto. A volte avevo l’impressione di non aver mai avuto una casa.
Altre volte pensavo che dovunque fosse mia madre quella era casa mia.

La gente muore, tutto ciò che in apparenza è così solido in realtà è privo di significato, non ci restano che i gesti che facciamo, gesti nell’aria è questo che ci rimane, sentivo il calore delle sue braccia intorno a me, quando ero piccola, quando lei stava bene, ma è stato tanto tempo fa, forse è accaduto una sola volta, forse mi ha tradito un centinaio di volte, ma non importa, non sono mai stata brava a tenere i conti, siamo noi a scegliere i nostri ricordi.
Tempo una settimana e non ci sarebbe più stata traccia di lei, ma che importava, quella non era la realtà, la realtà è solo nei nostri cuori. Lei viveva nel mio cuore, ma io non vivevo da nessuna parte, ero sola al mondo non c’era più nulla dentro di me, avevo esaurito ogni possibilità di essere accolta e tutti quelli che avevano creduto in me li avevo respinti. Capii in quel momento che dovevo fare una scelta, potevo arrendermi a quello che capitava vivendo una vita creandomi degli alibi, oppure potevo fare uno sforzo, potevo fare uno sforzo e rendere la mia vita migliore.
Fino ad ora mi è sembrato di aver vissuto la loro vita… ora ho solo bisogno di avere una chance per riemergere dal luogo in cui sono nata! Quelli che vivono così sono svuotati, stanchi e si lasciano sopravvivere. Lei non si prendeva cura di me, ero io che mi occupavo di lei.
Le persone diventano frustrate per l’asprezza della vita, per questo passano il tempo in quelle frustrazioni che loro chiamano rabbia, insomma continuano a tenere gli occhi chiusi sulla situazione nel suo complesso e su tutte quelle piccole cose che hanno contribuito a renderla come è. Fin da piccola i miei genitori non mi hanno mai dato un granché ed è questo che mi ha permesso di rendermi conto di quelle piccole cose che un giorno avrebbero costituito la persona, per questo non mi sono mai domandata perché… e non posso dire che non ero felice, ma tutto questo mi rendeva molto triste, ma ne ero consapevole e comunque le ho accettato, perché in fondo ho sempre saputo che un giorno ce l’avrei fatta e non avrei più dovuto tirarmi dietro la vita



Ispirato da una storia vera, Liz Murray viene allevata da genitori amorevoli ma tossicodipendenti. In seguito ad una disgrazia, Liz a quindici anni rimane senza casa. La vera e triste storia di Liz Murray che, pur avendo tutto contro, riesce nell'impresa di costruirsi un futuro radioso, grazie alla sua caparbietà e intelligenza. Il film inizia con Liz che racconta la sua storia, del rapporto con la madre, con suo padre, l'avventura in un istituto, il periodo trascorso da senzatetto, fino all'opportunità di finire la scuola e di andare ad Harvard. Storia vera e triste quella di Liz che, si ritrova con 2 genitori tossicodipendenti malati di AIDS ed insieme ad una sorella un po’ menefreghista, a vivere in una casa sporca e piena di degrado ad affrontare quotidianamente lo sguardo ostile della gente che la giudica una poco di buono.
Data Inserimento Post 10/01/2014 11:20:30  |  Social Bookmark
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