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Riflessioni sul Complesso di Edipo

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Secondo Erickson il Complesso di Edipo è innaturale, in quanto caratterizzato da una unione incestuosa, dall’abbandono e da una totale assenza di attaccamento.

La teoria freudiana, relativa al complesso di Edipo, è una interpretazione che risente del clima dell’epoca vittoriana e della storia personale di Freud, da cui emergono sia desideri pulsionali incestuosi, sia una forma di ribellione filiale contro il senso patriarcale della famiglia. Il mito di Edipo, che inconsapevolmente uccide suo padre Laio e sposa sua madre Giocasta, costituisce un atteggiamento ambivalente di desiderio di morte, di sostituzione nei confronti del padre e di possesso esclusivo nei confronti della madre.

Freud sviluppa questa sua teoria per spiegare la formazione dell'Io, del Super-Io e dell’Es. Egli ritene che il complesso di Edipo si riferisce ad una fase dello sviluppo psicosessuale, in età infantile ed è quindi alla base di una teoria delle motivazioni fondamentali dell’individuo e delle dinamiche di costruzione della personalità. Indica un insieme di desideri sessuali ambivalenti che il bambino prova nei confronti delle figure genitoriali. E’ una teoria sviluppato da Freud, per spiegare la maturazione del bambino, attraverso l'identificazione con il padre e il desiderio per la madre.

Nel formulare questa teoria Freud si basò prevalentemente sul materiale della sua auto-analisi e sugli studi antropologici sul totemismo. Egli riteneva che la conferma alla sua teoria psicanalitica poteva venire dalla leggenda edipica così come era stata elaborata dalla tragedia sofoclea (Freud affermava di non conoscere, le altre versioni del mito, ma forse non era vero). Nei Tre saggi sulla teoria sessuale Freud scriveva: Il complesso di Edipo è il nucleare complesso delle nevrosi. Quindi, se si accetta che nei primi anni di vita tutti hanno il desiderio di unirsi con la madre e di uccidere il padre, è ovvio che la tragedia rappresenta i desideri infantili di ogni individuo.

Dall’autobiografia di Freud

A due anni Freud bagnava ancora il letto, per cui mentre il padre lo rimproverava, la madre si mostrava molto più indulgente. Sembra che da questa esperienza ricavò la convinzione che il padre impersonava il principio della realtà, mentre la madre quello del piacere. Inoltre Freud, per un certo periodo, fu il centro del nucleo familiare, sua madre nutriva nei suoi confronti un forte senso di adorazione che gli trasmetteva amore ed accettazione.
In una lettera Freud confessa che all’età di quattro anni, nel vedere la madre nuda, provò nei suoi confronti un forte risveglio della libido. Inoltre, sembra che in lui vi fosse anche una certa forma di inquietudine, dovuta alla consapevolezza che vi era qualcuno (suo padre) che godeva rispetto a lui, di una maggiore intimità con sua madre. La gelosia e l’odio nei confronti del padre apparvero al bambino Freud inevitabili, ma il forte affetto che provava per suo padre gli fece respingere quell’idea intollerabile, per cui trovò nel fratellastro Philipp il sostituto ideale, per rendere il tutto meno spiacevole.

Nella interpretazione freudiana del complesso di Edipo, i primi anni di vita sono fondamentali nel determinare la soggettività. Tuttavia la concezione classica sul complesso di Edipo ha progressivamente perso la centralità che aveva nel pensiero psicoanalitico. Infatti, ormai è noto che la formazione del Super-io non è il risultato del superamento del Complesso di Edipo, in quanto lo sviluppo morale inizia prima dei tre anni, mentre l’identità sessuale è il risultato di un’organizzazione che inizia verso il secondo anno di vita. Inoltre oggi la figura paterna compare molto più tardi nel separare la coppia madre-figlio ed il papà ha oggi relazioni dirette con il bambino fin dal suo primo giorno di vita. In altri termini, si è modificata sia l’idea del bambino e dei suoi bisogni, sia la sua relazione con i genitori.

Oggi, la teoria dell’attaccamento è ritenuta più aderente alla realtà, rispetto a quella relativa ai desideri sessuali ed aggressivi, per spiegare le dinamiche della relazione dei genitori con i suoi figli. Il legame del bambino con la madre non è quindi l’espressione di desideri pulsionali, un bisogno di relazione, ma è la ricerca di un orientamento di valori in funzione di un obiettivo, che consiste nell’assumere il punto di vista e i valori dei genitori per orientarsi e per prendere decisioni, quindi qualcosa di ben diverso rispetto al desiderio di uccidere il padre per potersi accoppiare incestuosamente con la madre.

Data Inserimento Post 16/08/2011 07:07:52  |  Social Bookmark
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