LaConoscenza.NET
Header
Scopri il temperamento e carattere con Psycoroscopo Acquario Pesci Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno
Alienazione
Alienazione
Bambini Orfani   di Genitore Vivo
Dissociazione
Dissociazione
tra Normalità e Patologia
Psicologia
Psicologia
Viaggio nella Mente
Neurologia
Neurologia
Psicologia
News
News
Informazioni e notize web
In Italia, un bambino su TRE viene condannato ad essere orfano di GENITORE VIVO.

Prefazione

Visualizza l'intero eBook Nata Indesiderata  
«Nata Indesiderata» è un breve romanzo che si ispira ad una storia vera di una donna che mi contattò oltre 10 anni fa, a seguito di una serie di post che avevo pubblicato su un mio blog. Il nostro contatto è ancora vivo, anche se gli scambi si sono diradati. Durante l’ultimo contatto mi chiese se volevo scrivere la sua storia che voleva far conoscere, non mi disse a chi. Forse a volte, per motivi diversi, è difficile raccontare la propria storia in modo diretto o forse non si riesce a terminare una vita già trascorsa, per cui si decide di trasformarla in romanzo, per cercare di trovare un epilogo a ciò che ormai è diventato solo un lontano ricordo. Risposi di si.
Quando mi contattò per la prima volta, attraversava un particolare periodo, forse difficile della sua esistenza, che non era stata mai facile, spesso le memorie che emergevano, apparentemente senza un valido motivo, la turbavano, a volte la disorientavano, altre volte la rapivano per trasportarla in un mondo che cercava spesso, anche se non desiderava, ma non riusciva a fare a meno delle turbolenti lusinghe che la mente gli suggeriva.
Per quanto mi riguarda, era un periodo in cui ero molto interessato a studiare i fondamenti dell’ARTE DEL TACERE e del SAPER ASCOLTARE. Forse furono questi elementi, che condizionavano il modo di esprimermi in quel periodo, che la spinsero a contattarmi, mentre l’emergere delle sue memorie di eventi e situazioni, che non avevo vissuto in prima persona, mi fecero sentire parte della sua storia. Queste sue esperienze mi fecero capire, che se si desidera comprendere gli altri, occorre vedere la realtà così come la vede l’altro, anzi devi diventare l’altro, se vuoi evitare di esprimerti attraverso il giudizio e le personali credenze.
Ely era il nome con cui si era presentata la prima volta, confessandomi successivamente che non era il suo vero nome. E’ una donna molto intelligente e in quanto a bellezza non potevi non notarla, era particolarmente sensuale nello sguardo e nei micro movimenti facciali e delle labbra, mai volgare, ma penetranti come la lusinga, ma paradossalmente questi aspetti invece di aiutarla nelle relazioni le remavano contro. Ciò che maggiormente mi colpì, quando ci incontrammo per la prima volta, fu l’intenso calore della sua pelle che percepii quando nel presentarci ci stringemmo la mano, che coprì la mia con l’altra sua, quasi a volerla catturare e a suggellare con quell’innocente gesto di affetto, quel rapporto di sincera amicizia che ormai ci legava da tempo.
La storia vive di salti temporali ed immagini che trasportano la protagonista in dimensioni diverse. I nomi e i luoghi non sono reali, inoltre vi sono alcune parti ed episodi che sono espressione della mia immaginazione, di come avevo percepito ciò che lei mi raccontava o non mi diceva, così come lo stile evocativo. Questo mio arbitrio trova la motivazione nel bisogno narrativo e nell’esigenza di riempire gli inevitabili vuoti delle sue confessioni, al fine di per poter introdurre nel racconto riflessioni e interpretazioni di tipo psicologico, anche se non parti della storia, nel tentativo di trasformare un’esperienza personale in una condivisione. E’ un’analisi descritta come autoriflessione e acquisizione di consapevolezza, in quanto l’autoriflessione su un vissuto esperienziale è essa stessa esperienza in grado di fornire valori attraverso la trasformazione delle arcaiche esperienze in consapevolezza. Infatti le emozioni e i comportamenti dipendono dalla nostra interpretazione delle situazioni e sono guidati in prevalenza da un qualcosa che è sepolto nel subconscio, cioè appena sotto la superfice della consapevolezza. Infatti, vi sono periodi dell’esistenza in cui il monologo interiore, instaura dialoghi immaginari e allegorici, il cui fine è sia etico che pedagogico.
In molte storie non vi è una fine, perché l’epilogo è premonitore di altri inizi. E’ il richiamo all’inevitabile drammaticità vissuta da chi ama esplorare la propria coscienza, mediante la costruzione di una storia. Quando si decide di scrivere una storia, quello che si prova e si pensa dell’altro passa attraverso i propri pensieri e con la penna in una mano anche gli inquieti si saziano, attraverso la ricerca di una cura definitiva che le parole sottraggono all’indistinto. Scrivere la storia e le avventure di altri, nate fra i labirinti della vita, lasciano piccoli doni, una visita alle memorie proprie ed altrui, ritrovando nell’analisi degli altri, se stessi nel percepire con la ragione gli affetti e il mondo che li attraversa, scoprendo in questa strana malattia della coscienza vigile, un possibile rimedio, perché l’AUTOANALISI non è una terapia che richiede una presenza che aiuta a sbarcare sull’isole della memoria, NON CURA, ma INVESTIGA per poter svuotare la mente, al fine di consentire di scoprire che l’esperienza è diventata psicoeducazione, per il semplice motivo che sappiamo discernere e raccontare a volte come interpreti, a volte come spettatori.
Nel suo raccontarsi spesso emergeva l’inquietudine a cui attribuiva colpe e malessere esistenziale, che la obbligavano a voler andare fino in fondo, con un desiderio audace e insaziabile di conoscere, di togliere definitivamente la maschera, che forse celava perversioni e bugie, al fine di poter trasformare la sua angoscia clandestina, in speranza di un vivere sereno, perché per conoscersi nel presente occorre ritrovare i frammenti dell’esistenza, che non scaturiscono solo da ricordi sepolti, per poi ricomporli nella mente di un corpo reso fragile.
L’autoanalisi non ci salva dalle sciocchezze che la nostra mente ci crea, ma ci consente di viverle senza alcuna indulgenza, inoltre deve poter scavare dove la paura, intimorita dal prestigio del vuoto esistenziale, crea ostacoli, impedendo agli inquieti di avventurarsi al di là di se stessi, perché l’esistenza va innanzitutto ASCOLTATA, sospendendo tutte quelle attività giudicanti della mente, al fine di evitare di cadere nell’inessenziale dell’apparenza.
Data Inserimento Post 01/01/2017 23:00:01  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email
Title I Commenti sono Disabilitati
Software Free
Software Free
Download i migliori software gratis
I migliori blog
I migliori blog
Notizie e articoli dai migliori Blog
Senso di Te
Senso di Te
Raccolta Poesie di Antonio Sammartino
Test Psicologico
Test Psicologico
Test sul Desiderio Femminile
Sogni e Numeri
Sogni e Numeri
Interpretazione dei Sogni in Numeri
Test Psicologico
Test Psicologico
Calcola l'Affinità di Coppia