Innamorarsi non è solo un'esperienza affettiva…
L’amore non può essere l’espressione di un giudizio razionale, un sentimento da dominare o controllare perché… è fantastico viverlo con il trasporto di quel sentire benefico, in grado di sussurrare con il pensiero, la magica sensazione del “Ti Amo”.
Innamorarsi non è solo un’esperienza affettiva, in quanto porta con se la possibilità di scoprire una dimensione diversa della sessualità, sublime ed esaltante, in grado di potenziare la capacità di esprimere sentimenti ed emozioni, che possono essere compresi anche dagli altri. Affinché ciò avvenga è importante cercare di migliorare la propria immagine di sé, in modo da sapersi predisporre, con atteggiamenti positivi, al giudizio degli altri e al confronto con le proprie emozioni e sentimenti. Se non si possiede sufficiente stima di se stessi è quasi inevitabile il vivere esperienze tormentate e frustranti. Se non si è stati educati al romanticismo e alla comunicazione, con il trascorrere del tempo è quasi inevitabile che l’attrazione fisica, l’interesse per il partner e il piacere a stare insieme gradualmente si attenuano, favorendo quell’insidia a cercare altrove di soddisfare quel bisogno che apparentemente sembra fisico, ma che in realtà è il sorgere della necessità di dover soddisfare un'esigenza affettiva.
Principale compito dell’Educazione Sentimentale dovrebbe essere quello di insegnare ad esprimere i propri sentimenti, di difendere i diritti in amore, di aumentare la propria autostima e quindi l’immagine di sé, cioè acquisire la capacità, nelle diverse situazioni sentimentali, a saper affermare il Proprio Io, privandolo dall'ansia, aggressività e dal senso di colpa, in modo da ottenere ciò che si desidera, rispettando il diritto degli altri a vivere le proprie emozioni.
E’ uno stile di vita che consente di costruire efficaci rapporti interpersonali e di attribuire un valore positivo alla propria identità, al fine di poter vivere con gioia la propria dimensione erotica–sentimentale e nello stesso tempo di poter chiedere con serenità agli altri, di modificare i loro comportamenti, quando vengono percepiti come offensivi. Uno stile di vita che consente di darsi fiducia, in modo da poter accettare la propria identità e la propria immagine corporea, in continua trasformazione, al fine di attribuire un valore positivo anche ai propri difetti, in modo da poter superare i propri limiti nel riconoscerli come tali.
L’Educazione Sentimentale, implica il Conoscersi nell’Intimo.
Una necessità che inizia prima della pubertà, nell’istante in cui si manifestano i primi goffi sentimenti romantici di attrazione. Tuttavia, solo con la pubertà, quando inizia lo tsunami ormonale, che si accende l’attrazione erotica–sentimentale che prepara la mente e il corpo, all’assalto gioioso dell’amore. Durante questo periodo si manifestano improvvisi sbalzi umorali che rendono la sfera emotiva, più vulnerabile all’irrompere dei sentimenti. Le maggiori trasformazioni, si hanno soprattutto nelle bambine, in quanto lo specchio riflette l’immagine di un corpo che suscita curiosità, imbarazzo e spesso anche un po’ di angoscia che potrebbe evidenziare, una difficoltà ad accettare un corpo in cui non si riconosce, perché si teme di non piacere più agli altri. Quindi è importante, durante questo periodo, che i genitori riescano a comprendere i delicati messaggi dell’emozioni inespresse, al fine di adottare le opportune correzioni, mediante una presenza affettuosa e non invadente, che eviti il banalizzare o drammatizzare di quel delicato processo naturale.
L’errore che spesso commettono i genitori, in quella delicata fase dello sviluppo, è di considerare la figlia troppo piccola, ignorando così le intense esplosioni delle emozioni e della sessualità, favorendo quindi una inconsapevole disinformazione, mentre in quel periodo la ragazza deve poter contare su qualcuno in quanto, la conoscenza nei bambini, si trasmette prevalentemente mediante il senso della fiducia, piuttosto che attraverso il valore della compentenza.
A volte parlare di sessualità è effettivamente difficile, perché spesso il giovane è convinto di sapere già, perché a volte la difficoltà è nel trovare le parole giuste, per cui si finisce con l’usare un linguaggio dogmatico e freddo, forse perché si è vittima di un’idea distorta della sessualità.
La sessualità non è solo fisicità istintiva ed emotiva, ma è una carezza, un abbraccio, un gesto di affetto che il giovane deve poter cogliere nel vissuto quotidiano dei propri genitori e nelle persone emotivamente importanti per Lui, al fine di acquisire l’idea che è normale, in un rapporto di coppia, manifestare l’amore attraverso l’affettività. In questo modo, nel giovane si può sviluppare l’idea di una sessualità di coppia naturale e priva di tabù.
Con la pubertà, iniziano anche i primi sogni, le prime fantasie erotiche, spesso prive di esplicita sessualità e rivolte verso persone irraggiungibili, attraverso le quali si possono scoprire anche i primi timidi orgasmi. Ciò consente di vivere in modo intenso, emozioni e sentimenti, senza avere un diretto contatto con l’intimità fisica con l’altro sesso. E’ questa una importante fase di preparazione psicologica ai sentimenti, prima di trasformarsi in effettiva intimità anche fisica. L’importante è che la scoperta della propria fisicità avvenga senza vergogna, in modo che possa trasformarsi in curiosità e stimolo ad approfondire la conoscenza del proprio corpo, anche attraverso l’autoerotismo non morboso, inteso come una sana attività fisiologica in grado di aiutare a costruire un equilibrio che è preludio ad una sessualità serena con l’altro sesso.
Quindi all’inizio, l’esplorazione sessuale, serve a scoprire le sensazioni corporee e il piacere nelle sue diverse forme, successivamente attraverso il coinvolgimento emotivo, si completa con la dimensione relazionale ed affettiva, contribuendo a consolidare il bisogno a costruire legami e a rafforzare il piacere a stare insieme, attraverso l’innamoramento.
All’inizio il legame con i coetanei dello stesso sesso serve a rafforzare la propria identità sessuale, successivamente la ricerca dell’altro sesso gli consente di sviluppare le prime relazioni affettive. Questa graduale maturazione sessuale rappresenta la definitiva rottura con l’infanzia e segna l’ingresso in un periodo esistenziale di profondi e irreversibili cambiamenti fisici e psicologici. L’aspetto esteriore diventa spesso determinante, in quanto è importante per essere accettato dagli altri e per rafforzare il senso di sé.
Conoscersi nell’intimo, significa acquisire sicurezza e tranquillità nel gestire la propria sessualità, nell’osservare ciò che maggiormente è causa di piacere, nel registrare emozioni, nel rilevare pensieri e sensazioni negative che sono fonte di disagio. Il fine è di acquisire la necessaria conoscenza sulla propria intimità e pudore, allo scopo di correggere le sensazioni che possono trasformarsi in fonte di negatività.
La naturale curiosità verso i propri genitali si attenua gradualmente con l’acquisizione della loro valenza sessuale, per cui privarsi di quel naturale periodo di confidenza con la propria intimità erotica, potrebbe essere in seguito la causa dell’insorgere dell’ansia, che si trasforma in difficoltà a vivere, una sana intimità sessuale, che potrebbe condizionare la qualità del rapporto sentimentale ed affettivo con l’altro sesso.
Una corretta Educazione Sentimentale, consente di attraversare con serenità quel delicato periodo di crescita emotiva, in quanto è il corpo sessuato che modifica gli atteggiamenti e le abitudini, creando nuovi desideri, spesso difficili da gestire. Oggi, l’Educazione Sentimentale, è universalmente riconosciuta come fonte di riduzione del disagio esistenziale e dei comportamenti a rischio, l’unica in grado di contribuire all’integrazione della sessualità con i sentimenti e l’affettività, in modo da consentire una valorizzazione della capacità ad esprimere e comunicare i sentimenti e l’amore. Quindi un’efficace educazione sessuale non può essere più solo una semplice comunicazione di informazioni o tecniche, ma deve occuparsi della sessualità nel suo complesso erotico affettivo, che si realizza attraverso la funzione riproduttiva, ludica e relazionale.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
L’identità sessuale, base dell’innamoramento, dipende da reazioni biochimiche
E’ impossibile parlare di sentimenti, attrazione fisica, colpo di fulmine o grande amore, se si ignorano i processi biologici, che governano i comportamenti e determinano i nostri atteggiamenti affettivi. Infatti, l’identità sessuale, base dell'innamoramento, dipende da reazioni biochimiche che si innescano nel sistema nervoso centrale.
Sembra che il cervello nasca femmina e si trasforma successivamente in maschio sotto l’effetto del Testosterone (ormone maschile). Inoltre il sistema nervoso produce una serie di enzimi denominati Aromatasi che trasformano il testosterone in Estrogeni (ormoni femminili). E’ quest’alchimia che determina la coincidenza tra organi genitali e identità sessuale, che si rafforza con l’educazione e le regole sociali, durante i primi anni di vita e successivamente indirizzerà l’individuo nelle sue scelte sessuali ed affettive, diversamente dagli animali che scelgono il partner con cui accoppiarsi, soprattutto in base all’olfatto.
La presenza dell'organo vomeronasale è certa anche nell’essere umano, tuttavia oggi non si hanno indicazioni certe che nella scelta del partner anche gli individui, come gli animali, si lascino condizionare dagli odori. Probabilmente la verità è che entrambi, odori e sessualità del cervello, contribuiscono a determinare la scelta.
Oggi non è ancora completamente noto il meccanismo che scatena l’attrazione e accende il desiderio, al fine di indicare un possibile percorso, verso una storia d’Amore.
Le emozioni, i sentimenti, l’amore, gli stati d’animo, sono da sempre considerati misteriosi e indipendenti dai meccanismi biologici. In questi ultimi anni, le neuroscienze stanno dimostrando che in realtà dipendono da particolari reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo, attraverso l’azione di specifiche sostanze, gli ormoni, che immessi nel sangue, si lasciano dolcemente trasportare, attraverso l’organismo. Durante questo viaggio gli ormoni vengono riconosciuti e catturati da particolari molecole denominate recettori, al fine di acquisire il messaggio da consegnare alle cellule di destinazione che, in risposta attivano determinate azioni.
Anche se non è noto il meccanismo che li scatena, tutti siamo in grado di riconoscere quando insorge lo tsunami. Il cuore accelera, le pupille si dilatano, le gambe tremano, lo stomaco rifiuta il cibo.
La responsabilità di questi turbamenti è dell'Adrenalina, molecola generata dalla paura e dal timore, la cui funzione è anche quella di inibire l'eccitazione sessuale. L'Adrenalina è un neurotrasmettitore prodotto dal Surrene, il cui fine è di segnalare interesse e attrazione, mentre responsabile dell’emozione che si manifesta, a volte con la bocca secca e la sudorazione delle mani, è la Noradrenalina, prodotta dalle ghiandole Surrenali. Responsabile del senso di benessere e dell’effetto euforizzante dell'amore che ci avvolge, quando abbiamo vicino la persona che è il sogno dei nostri desideri è l’Endorfina, prodotta dall’ipofisi. E’ lei che offusca la memoria, ci impedisce di dormire, ci fa persino dimenticare di mangiare.
Tuttavia, l’amore è anche impulsività passionale innescata dalla Dopamina (molecola dell'impeto e del fervore), il neurotrasmettitore che risveglia la voglia di gradire e di reiterare quei comportamenti che procurano piacere. E’ una droga, la cui funzione è di impartire al cervello l’ordine imperativo di Desiderare. L’ipotalamo è così costretto a rivolgersi al surrene affinché produca l’Adrenalina (molecola dell’agitazione) che scatena il terremoto, è improvviso, meraviglioso, eccitante, una magia, ogni volta unico, speciale, che ci fa sentire benissimo, una strana luce illumina il nostro viso, gli occhi risplendono.
E’ impossibile non mostrare il benessere, perché si diventa diversi, una maggiore forza e determinazione guida le azioni, perché ci viene data la carica da uno straordinario cocktail che comprende Noradrenalina, Ossitocina, Dopamina, Testosterone e vari Oppiacei, è lo sballo che ci dona sensualità, dolcezza, socialità, determinazione. Tuttavia, per fortuna che interviene la Serotonina per ristabilire un minimo di equilibrio psicologico, necessario per domare in parte l’effetto dell’emozioni, scatenate dalla passione d’amore, che ci fanno capire di essere meravigliosamente innamorati, fino al limite della disperazione, perdutamente, ma non finisce qui.
I neurotrasmettitori costringono l'ipotalamo a comunicare con l'ipofisi, al fine di produrre l’ormone Luteinizzante, necessario per controllare l’ovulazione e la produzione degli spermatozoi. Infatti, questo ormone, stimola nell’uomo l'attività endocrina del testicolo, al fine di produrre il testosterone necessario per la maturazione delle Cellule Germinali; mentre nella donna, insieme alla Prolattina, stimola l’ovulazione e la conversione del follicolo ovarico in Corpo Luteo, al fine di favorire l’impianto dell’uovo fecondato e il primo mantenimento dello zigote.
Dal punto di vista psicologico l’amore, nel gratificare l’individuo, libera il desiderio di scoprirsi nell’altro, per donarsi totalmente. L’amore non si preannuncia e non accade per caso, ma si verifica solo se si ha un atteggiamento fiducioso verso gli altri, in grado di risvegliare, attraverso l’invio di irresistibili messaggi subliminali, il desiderio ad esplorare l’altro. La fiducia è l’unico sentimento in grado di abbattere le barriere difensive della diffidenza, per consentire alle aree del cervello relative agli affetti e agli istinti, che controllano l’organizzazione delle emozioni, di comunicare con il livello cosciente, cioè la Corteccia.
Infatti il controllo del desiderio e degli affetti è nel Sistema Limbico, Talamo, Ipotalamo e Ippocampo, cioè la parte istintiva del cervello che non può essere controlla dalla coscienza, ma al verificarsi di determinate condizioni iniziano ad inviare messaggi all’Ipofisi che scatena la tempesta ormonale, senza chiedere il consenso alla nostra volontà. Tuttavia l’individuo, mediante la Corteccia, elabora queste emozioni istintive trasformandoli in pensieri che, procurandogli sensazioni piacevoli, lo proiettano nel futuro. In altri termini, non è l’innamoramento che produce emozioni, ma sono questa serie di reazioni fisiche, modulate dai messaggeri chimici, che attraverso l’emozioni comunicano alla coscienza che vi è un interesse istintivo erotico–sentimentale, verso un potenziale partner.
Tuttavia, il nostro organismo non può tollerare a lungo lo tsunami della passione, quindi lentamente le emozioni si attenuano e il legame si può rompere o rafforzarsi con il piacere e la felicità a stare insieme. L’innamoramento, inteso come emozione, si trasforma quindi in amore affettivo. Ciò significa che l’interpretazione e l’organizzazione della realtà esercitata dalla coscienza, in quanto governata dall’affettività, funziona meglio se viene modulata dalle emozioni (cioè la parte istintiva).
Sembra che i silenzi (seduzione mediante un atteggiamento misterioso, estroverso) o le parole scambiate fra due persone nei primi cinque minuti circa (seduzione mediante capacità dialettiche), siano sufficienti a definire i ruoli e a creare le reciproche inconsapevoli aspettative, che se confermate scatenano la bufera. Purtroppo o per fortuna la dinamica delle emozioni non svela l’essenza dell’amore, non ci consente di capire come si accende quella scintilla che cambia l’esistenza. Non sappiamo, in modo certo, se scegliamo una determina persona per istinto, seguendo un manuale biologico, oppure se le nostre scelte dipendono dall’educazione e dall’esperienza.
Per la felicità dei poeti non è stato ancora scoperto l’antidodo contro il virus dell’amore, per cui tutti possiamo ancora continuare a sognare.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Il bacio… è l’opportunità per inviare messaggi di attrazione subliminale?
Alcuni popoli primitivi ritenevano che il clitoride fosse una specie di naso, usato dalle donne, per annusare il partner che meglio si adattava alle loro esigenze.
La scelta del partner non sempre avviene in modo consapevole, infatti spesso l'attrazione risponde a logiche apparentemente incomprensibili. Anche se non si hanno ancora certezze, sembra che quando si è alla ricerca di un partner, si attivano particolari messaggeri chimici, i Feromoni. La sorgente di questi messaggi è stata localizzata in un minuscolo nervo situato nella base del cervello che, mediante l’invio di una serie di messaggi subliminali (o segnali subconsci), possono favorire o inibire l’attrazione. Questi messaggeri arrivano al cervello, seguendo un percorso che non è direttamente connesso con i nostri sensi.
I Feromoni sono molecole di grossa dimensione che si trasmettono attraverso un contatto ravvicinato, prevalentemente attraverso il naso, anche se diversi feromoni non hanno un odore. Il bacio, favorendo una posizione ottimale dei nasi, diventa così anche un’opportunità per trasmettere questi messaggeri subliminali, che eccitando alcune terminazioni nervose situate nel naso, inviano messaggi alle aree cerebrali della riproduzione sessuale. Siccome aggirano la corteccia cerebrale, in cui risiede la coscienza, la loro azione non può essere rilevata dall’individuo.
Quindi, il nervo che trasmette i Feromoni ha le sue terminazioni nella cavità nasale e li invia, attraverso le fibre nervose, alle aree sessuali del cervello, che presiedono ai meccanismi della riproduzione. Inoltre rilascia nel sangue un potente ormone sessuale, la Gonadotropina che ha il potere di stimolare gli organi sessuali sia dell’uomo che della donna.
In base alla loro funzione, attualmente sono noti tre diversi tipi di feromoni e due diversi loro modi di agire (diretto e indiretto).
La prima funzione ha lo scopo di Identificare, la seconda di attivare un Allarme e la terza è di tipo Sessuale.
La principale funzione del feromone sessuale è di favorire la riproduzione mediante la sincronizzazione della fecondazione con l’ovulazione, inoltre è anche un efficace portatore di eccitazione. Ad esempio, nel modo di agire diretto, i feromoni possono provocare nell’uomo un aumento del desiderio sessuale, alla semplice vista degli organi genitali femminili, mentre nel modo di agire indiretto la risposta è più insidiosa in quanto consiste nell’attivare il sistema endocrino attraverso lo stimolo olfattivo che è parte del cervello Rettiliano, che controlla sia le funzioni biologiche, sia le emozioni primitive di fame, paura, desiderio sessuale, stati d’animo, ecc.
Il riconoscimento olfattivo è fondamentale per i nostri comportamenti sociali e di riproduzione. Ad esempio l’odore emesso dai parenti stretti è inibitorio della funzione riproduttiva, quindi l’incesto non è solo un giusto tabù sociale, ma è anche ostacolato dal nostro sistema degli odori. Sembra che esiste un particolare feromone detto, Feromone Primario, che è in grado di rendere chi lo possiede, irresistibile ai potenziali partner.
La ghiandola sudorifera Apocrina, responsabile della produzione degli odori, si sviluppa con la pubertà. E’ presente intorno ai capezzoli, sui genitali, sotto le ascelle e sul cuoio capelluto. Produce secrezione sotto l’effetto di emozioni, stress o eccitazione sessuale. Tuttavia molti degli odori corporei umani sono prodotti da batteri, per cui gli odori caratteristici delle diverse parti del corpo sono il risultato della combinazione degli odori prodotti da questi microorganismi e dalle ghiandole Apocrine. Inoltre, gli odori sono fortemente influenzati dalle caratteristiche psicologiche dell’individuo. Quindi è la complessità del sistema di produzione degli odori e la diversa capacità di percezione, che consente alle persone di avere un proprio odore.
I messaggi comunicati mediante i Feromoni sono molto affidabili. Sono usati dagli uomini per comunicare valori, mentre vengono usati dalle donne per segnalare la loro disponibilità. I nostri sensi hanno un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento, purtroppo l’assenza di un’educazione olfattiva ci priva di una essenziale conoscenza. La recente scoperta dei Feromoni è una ulteriore dimostrazione di come il naso è determinante in diverse nostre scelte e comportamenti. Non a caso a volte si dice di una persona che fa un’ottima scelta, che ha naso.
I più efficaci feromoni umani sono:
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Androstenone è un odore maschile che segnala alla donna resistenza e aggressività.
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Androstenole è associato alla fertilità giovanile, compare con la pubertà e raggiunge il picco di produzione intorno ai 20 anni.
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Copulines è prodotto dalla secrezione vaginale. Il valore più alto si ha per un breve periodo prima dell’ovulazione, al fine di segnalare la richiesta istintiva di prestazioni sessuali.
Secondo recenti scoperte, sembra che indipendentemente dal sesso, esistono nel cervello due diversi circuiti che determinano il comportamento (maschile e femminile), entrambi perfettamente funzionanti, ma nelle donne quello maschile è spento e viceversa. Questa ricerca dimostra che i comportamenti dipendenti dal sesso non sono determinati da differenze strutturali del cervello. Infatti, sembra secondo questa ricerca, che non esista un cervello maschio e uno femmina, resi diversi per effetto dei condizionamenti ormonali esercitati durante lo sviluppo intrauterino. Se questa ipotesi sarà confermata, significa che i comportamenti dettati dal sesso non dipendono solo da differenze strutturali del cervello, ma sono condizionati anche dall’organo vomeronasale.
A conferma di questa ipotesi, attualmente vi sono solo i risultati di un esperimento fatto su alcune topoline a cui è stato disattivato, mediante una modifica genetica, l’organo vomeronasale. A seguito di ciò le topoline non sono state più in grado di captare le presenza dei feromoni ed hanno iniziato ad adottare comportamenti sessuali, dal corteggiamento all’accoppiamento, simili a quelli dei maschi della loro specie, giungendo anche a trascurare i loro piccoli (le topoline dedicano ai neonati 80% del loro tempo). Attualmente non esistono conferme scientifiche che consentono di affermare che questa teoria è applicabile anche alla specie umana. In attesa di conferme… attenti al NASO.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Diverse persone ritengono che vivere una passione sia abbandono ad un istinto impetuoso, ad una sessualità travolgente e arrogante verso il partner e le relative situazioni. E’ associata all’idea di una eccitazione che inibisce la capacità di guidare le emozioni, di controllare gli istinti, che si giustifica socialmente con la convinzione falsamente gratificante di aver perso la testa.
In realtà, vivere una passione, significa essere travolti da un intenso coinvolgimento emotivo e sensoriale, causato dalla liberazione del proprio sentire nei confronti dell’altro, che non è un modo traumatico di subire gli eventi, ma un profondo contatto con una realtà interiore. E' un rapporto collaborativo fra sentimenti e ragione, che non è stato spazzato via dall’istinto, ma guidato dal fluire del fiume delle sensazioni e delle emozioni, che si insinuano e occupano ogni più piccolo spazio della mente e del corpo, che annullano le singole identità, al fine di creare, nella fusione dei corpi, un’unica magica persona in grado di vivere un grande amore erotico-sessuale, ricco di intensi slanci emozionali.
La sessualità diventa quindi, il sentire con la pelle i messaggi dei sensi, attraverso la saggezza del corpo, in un vortice che si alimenta attraverso la potenza e l’emozione dell’abbandono, al fine di armonizzare, plasmare e manifestare il desiderio. E’ solo in quel fondersi con l’altro, che riusciamo a percepire quella travolgente emozione, quella complicità vissuta con il senso della trasgressione, in grado di farci vivere nella consapevolezza, una fantastica esperienza relazionale ed affettiva, ricca di intensa sessualità ed erotismo, cullata fra le calde braccia di un sentimento che annulla quell’odioso senso del possesso.
E’ una sensazione che non si può toccare, ma che senti forte dentro di te, la respiri senza tuttavia riuscire a trovare plausibili spiegazioni, sai solo che ti rende felice, perché solo quando il sentimento libero si fonde con la sessualità, che nasce la passione come un fuoco divino che irrompe, per creare nuove sensazioni ed emozioni, totalmente liberate dalle inibizioni morali e in grado di guidare il sentire, verso l’incanto e la meraviglia dei sensi.
La passione non può essere paragonata all’innamoramento, è qualcosa di diverso, è una esigenza esterna all’individuo che rinuncia all’amore, perché sceglie di sacrificare la durata, per donare intense sensazioni ed emozioni. La passione ci insegna ciò che la ragione da solo non è in grado di fare, ci consente di riconoscere ed apprezzare aspetti della persona che non avremo mai potuto notare, perché l’amore e la ragione mostrano la personalità, in una luce diversa, con un linguaggio più accorto e distaccato, spesso quasi freddo, anche se a volte utilizzano un linguaggio simile a quello passionale. Tuttavia al suo termine, come nell’innamoramento, anche la passione può trasformarsi in amore e quindi in affetto, ma è qualcosa di diverso, perché ha perso quel possente ed intenso slancio emotivo.
Diverse persone non riescono a manifestare le loro emozioni perché ignorano il linguaggio dei sentimenti, ma la nostra mente, se obbligata dalla volontà e dal desiderio, può modificarsi e quindi apprendere quel linguaggio dell’amore, l’unico in grado di guidarci verso l’oasi della nostra tenerezza, perché l’attrazione erotica-sessuale non possiede parole, in quanto si esprime attraverso il desiderio, per poter realizzare quella scarica immediata, indispensabile per annullare un’intensa eccitazione. Le pulsioni erotiche possono trasformarsi in sentimento, solo se in noi si sviluppa un Io che racconta, in grado di rappresentare mediante le parole, le nostre emozioni, perché la soddisfazione sessuale si può umanizzare solo attraverso le parole, in grado di rappresentare le nostre emozioni.
La pura passione è un sapere del corpo, che sviluppa un’esigenza improvvisa, quindi è un qualcosa che nasce dell’esterno dell’individuo, difficile da domare, per sua natura può essere solo di breve durata, mentre i sentimenti possono durare un’intera esistenza, perché si alimentano attraverso un progetto che possiamo amministrare e trasformare, per adeguarlo alle nostre necessità quotidiane. In una relazione che dura nel tempo è impossibile che vi sia sempre passione, tuttavia si può attraverso lo sviluppo di una capacità interiore, che deve essere di entrambi, di trasformare con periodicità il sentimento in passione.
Occorre acquisire la capacità a saper intensificare le emozioni e il sentire dell’altro, in modo da poter dominare il giudizio che, spinto da una dimensione esclusivamente pulsionale, obbliga la nostra morale ad intervenire, al fine di reprimere la dimensione asociale ed istintuale della passionalità. Infatti l’educazione e la morale hanno costruito intorno ai sentimenti e all’emozioni doveri e ruoli che hanno consentito di costruire relazioni sociali, ma anche di offuscare diversi modi di esprimere l’amore. Quindi è importante riuscire a liberare la passione dagli obblighi morali, giuridici e di convenienza, in modo da creare un’alchimia fra conquista e possesso, debolezza e passività, nei confronti della persona su cui vogliamo investire la nostra passionalità.
Occorre saper esercitare la razionalità per garantire il senso universale dell’umanità, senza compromettere le passioni e le esperienze individuali. La passione erotica tende ad attenuarsi fino a scomparire specialmente se i rapporti si basano sull’improvvisazione. Il piacere erotico, ingiustamente osteggiato e demonizzato dai nefasti atteggiamenti sessuofobici, si ribella e alimentato dalla passione, si trasforma in equilibrio e armonia che può evitare l’inaridirsi dei sentimenti e può consentire lo sviluppo di atteggiamenti privi di isterismi.
La castità può essere gratificante per l’individuo solo se è alimentata da ideali in grado di compensare il sacrificio delle sensazioni, ma a condizione che la pulsione sessuale venga sostituita da un’altra di origine spirituale. Osservando il volto, lo sguardo e il portamento di una donna è possibile comprendere se potenzialmente può vivere un rapporto di intensa passionalità (in generale si può comprendere quale è il tipo di rapporto che meglio concretizza il suo immaginario), mentre nell’uomo è fondamentale la capacità a suscitare emozioni. La bellezza è importante, ma non è fondamentale.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Il Desiderio è la musicalità di un incontro, è l'energia che crea erotismo, un duello fra ciò che si vuole e ciò che si deve, fra ciò che si desidera e ciò che si ha. Suscita interrogativi, induce riflessioni, si lascia ossessionare dal fantasma che è in noi.
Non era amore ciò che ci univa e neppure bisogno di sesso, ma un irrefrenabile desiderio di possesso dei corpi. Fu il primo incontro che ci fece comprendere che solo i corpi potevano unirci. L’erotismo che manifestavamo, era solo un pretesto per domare l’irrefrenabile desiderio che ormai ci possedeva. Una violenta dolcezza, quasi estrema, che poteva dissolversi solo con il piacere che riuscivamo ad inventare.
LEI era una donna diversa, disinibita, inquieta, stravagante, IO un giovane timido e inesperto. Una forza occulta, ossessivamente ci spingeva l’uno verso l’altro, fino a perdersi, per saziare un incontenibile desiderio. Eravamo catturati da quella ossessione che ci trascinava in mondi diversi, che ci portava a sfidare i misteri, ad indagare sull’energia creativa dell’erotismo, per scoprire se il desiderio proveniva dai sentimenti, dalla mente oppure da bisogni fisici. Per diversi mesi abbiamo vissuto di desiderio carnale, al limite dell’ossessione, per poter raccontare una storia d’amore molto diversa, senza giudizi, senza condanne o assoluzioni, una storia di carne, pensieri ed emozioni. Un allucinante viaggio nel desiderio che divenne vera ossessione. Una perdita del senso etico della passione che modificò la percezione della mia sessualità, della donna come sogno o ossessione, desiderio o paura. Una idea tra amore e ideale, passione e coraggio, romanticismo e dovere.
Era il desiderio dell’azzardo, dell’avventura che ci spingeva nel mistero, per scoprire l’estasi dell’amore. Un percorso dell’eccesso per raggiungere il dominio della saggezza, quel piacere violento che ritrovi solo nella tua anima. Un’ossessione che ci spingeva verso l’abbandono del quotidiano, per vivere solo di noi, come oggetti di desiderio che ricostruivano scene, che componevano immagini per soccombere al bisogno di quel cibo proibito, colpevole ed impuro.
Ricordo quando scavavo tra follie e passioni, con i miei sensi tesi, pronti a scattare su ogni minimo impulso… e sugli occhi di lei.
Il desiderio erotico si radica in noi e nella nostra memoria come esperienza primaria di piacere, di gioia, di felicità. E’ una modalità biologica attraverso la quale esprimiamo il nostro desiderio di relazione. Lei era l’educatrice che aiutava quel giovane adolescente a trasformare il desiderio sessuale in atti d’amore, nella concretezza cosciente dei nostri limiti, riuscendo a trasformare il desiderio, in realtà possibile, in una speranza di felicità che poteva insegnare a sentirsi in armonia con se stesso e con le difficoltà di una vita.
Il Suo intento morale era di riuscire a trasformare il desiderio erotico in amore, seguendo percorsi inesplorati, in grado di orientare la felicità, verso percorsi più sicuri, evitando il perdersi fra impulsi irrazionali. Mi aveva insegnato che nell’amore c’è follia, gelosia, brividi, passione, ossessione, paranoia, gioia incontrollata e tristezza improvvisa, ma anche desiderio di comunicare quando non hai nulla da dire.
Anche se la ragione ti impone di non farlo, il desiderio mi spingeva a cercarla, per stargli vicino. E non ditemi che ero irrazionale. Certo le persone vivono la propria esistenza in base alla ragione, ma troppo spesso ci lasciamo agitare da turbamenti interiori che nulla hanno dell’umana razionalità perché… diversamente non potresti provare desiderio per una persona che vorresti odiare, ma da cui non riesci ad allontanarti, perché la ragiona non potrà mai arrestare il desiderio, inteso come evanescente preludio di possesso, ma quando aboliamo il desiderio, termina la promessa di felicità ed inizia l’estinzione e il fallimento, muore il nostro immaginario, fiorisce la sua frustrazione e il bisogno inevitabilmente scompare dal nostro orizzonte, prevale l’angoscia, l’insicurezza è lo smarrimento di una propria identità, si moltiplicano piccole e grandi esplosioni di aggressività, giustificati dalla convinzione “del già dato”. Se non riesci quasi mai ad ottenere ciò che desideri, significa che non sei riuscito a creare negli altri quel necessario bisogno di desiderio, per scatenare il sottile meccanismo dell’attrazione.
Spesso la seduzione è visto come un gioco d’azzardo, a volte riesce a creare i presupposti favorevoli, altre volte miseramente fallisce, ma non sempre tutto è casuale, occorre trovare la chiave giusta che apre il sentiero che conduce al desiderio. Le donne hanno molte cose in comune, ma quando iniziano una relazione hanno bisogni, desideri e interessi che sono differenti da quelli dell’uomo, pensano in modo diverso.
Le donne sono attratte da vicende emotive, in quanto la drammaticità asseconda i bisogni, facilita il fluire delle emozioni, previene la noia. Occorre scoprire come risvegliare l’attenzione e l’intrigo. Spesso la mancanza di desiderio sono causati da temporanei fattori psicologici: un periodo di stress, maggiori impegni di lavoro, tensioni nel rapporto di coppia, una latente lotta per il predominio all’interno della coppia o al bisogno di fuggire dal predominio dell’altro.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Perché ci innamoriamo e perché quasi sempre l’amore finisce, anche quando non sembra ai nostri occhi e a quelli degli altri?
Quanti paradossi accompagnano le scelte decisive per la nostra felicità sentimentale.
Spesso siamo alla disperata ricerca della persona che possa colmare quel vuoto che è in noi, ma ci comportiamo in modo da rendere difficile questa ricerca e quando crediamo di averla trovato ci comportiamo in modo da allontanarla, attuando comportamenti maldestri, atteggiamenti che manifestano diffidenza, tutti indotti da esperienze passate o da convinzioni e paure inconsce che risalgono alla nostra infanzia.
Queste convinzioni infantili sono fortemente condizionate dal modello che i nostri genitori ci hanno trasmesso e da quello che noi abbiamo percepito del loro rapporto. Convinzioni che si combinano con le regole sociali e religiose, mentre la cultura dell’individuo può avere la sua importanza, ma non è determinante. Inoltre, la facilità con cui riusciamo a stabilire rapporti con i nostri coetani, assumono un ruolo che è spesso decisivo nelle nostre scelte.
Questo vuol dire che ci si innamora di un ricordo?
In un certo senso si, anche se in realtà, è il mistero della nostra esistenza intrappolato in uno scenario, in un desiderio di realizzazione di un copione, di una sceneggiatura già scritta nel nostro passato. Noi possiamo solo rappresentarla, possiamo viverla al fine di realizzare i bisogni su cui gli eventi del passato hanno costruito il nostro sviluppo emotivo. Spesso il linguaggio si ubriaca di rappresentazioni fantastiche, che confondono e rovinano le nostre relazioni sentimentali.
Perché ci si innamora di una donna e non di un’ altra?
Forse è il convincimento che quella persona può aiutarci a soddisfare il nostro bisogno emotivo, le nostre esigenze inconsce, la nostra necessità di rappresentare il copione che nel passato, gli eventi hanno scritto per noi. In diversi casi si riferiscono a bisogni emotivi difficili da controllare, in altri casi sono coscienti, sono Relazioni di Convenienza, come ad esempio sposare un uomo perché ricco, bello e famoso.
Perché diversi individui riescono a vivere solo delusioni?
I motivi possono essere diversi, ma nella sostanza tutti hanno acquisito convinzioni che inaridiscono la capacità a manifestare con serenità i sentimenti, trasmettono l’idea di una persona che cerca un partner per uscire dalla solitudine. Questo atteggiamento, non consente di manifestare il sentimento del donare, non consente di assumere quel ruolo che possa coincidere con le aspettative e i bisogni emotivi dell’altro. Spesso, queste convinzioni sono alimentate da un abbandono vissuto in modo conflittuale, che ha risvegliato scenari passati. Sono comportamenti attuati in modo inconsapevole, paradossalmente necessari per confermare convinzioni, per consentire al proprio Io, di recitare quel ruolo che la storia personale ha scritto. E’ probabile che durante l’adolescenza i genitori hanno trasmesso, con discorsi e comportamenti, un modello errato. Ovviamente qualsiasi episodio della nostra esistenza, se vissuto in modo non traumatico, non genera conflitti o turbamenti che durano nel tempo.
Le esperienze passate, vissute all’interno della nostra famiglia, ci inducono a scrivere un copione, che nel corso degli anni successivi, cerchiamo di rappresentera attraverso le nostre relazioni sentimentali, rappresentano quel bagaglio inconscio su cui si basa la scelta del partner di cui vogliamo innamorarci.
Possiamo scivere un nuovo copione?
E’ possibile solo a seguito dell’avvenuta consapevolezza, che in genere si manifesta solo dopo aver completato la rappresentazione. Questa può coincidere con la fine del rapporto in quanto i bisogni di uno o di entrambi i partner, per effetto della fine della rappresentazione, si modificano e divengono inconciliabili. Se il rapporto non termina vuol dire che la coppia è riuscita a modificare i comportamenti, rigenerando la base della loro relazione sentimentale.
Tag: relazioni
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Educazione sentimentale alla sessualità
La sessualità coinvolge aspetti molto importanti della vita intima degli individui, perché influenza la fisicità, l’emotività, il modo con cui si concepiscono i sentimenti, le relazioni, l'amore e il senso della vita. Anche se la sessualità è parte della sfera istintuale, perché sospinta da una pulsione di tipo fisico e dalla necessità di soddisfare un bisogno, non deve in alcun modo essere una giustificazione per imporre e prevaricare.
Vivere la sessualità con serenità, è di fondamentale importanza per sentirsi liberi di scegliere ed amare, perché la sessualità è un bene della persona che deve essere condiviso con quello del proprio partner, al fine di creare quel feeling necessario per consentire all’amore e ai sentimenti di stabilizzarsi nel tempo.
L’aspetto fisico diventa così secondario, perché prevalente è il benessere della coppia, perché diventa dominante il rispetto dei desideri e delle aspettative dell’altro, perché il desiderio sessuale non è solo un atto istintivo, ma è anche un bisogno innato di dare e ricevere tenerezza e attenzioni.
L’amore è una magia per i poeti, ma è grazie alla chimica del cervello che l’amore è ciò che è, può essere garantito nel tempo e assumere forme che ci appaino sempre diverse. Quindi, se si desidera scoprire l’amore, occorre conoscerlo nella sua essenza, che è diverso dal sognarlo solo o credere che sia esclusivamente magico.
Un evento fondamentale nella relazione sentimentale di una coppia, che non è esclusivo della sessualità, è la scoperta dell’orgasmo, cioè un attimo, un riflesso, una reazione fisiologica che si innesca a seguito di una adeguata stimolazione di specifiche parti, che innescano una serie di contrazioni riflesse dei muscoli pelvici, spasmi e brividi intensi che percorrono tutto il corpo, una sensazione che cresce continuamente di intensità, fino ad una improvvisa esplosione liberatoria, ma calde e appaganti sono le sensazioni che produce. Se queste sensazioni si prolungano nel tempo, la donna può iniziare quel raffinato e meraviglioso viaggio nell’olimpo del benessere e della delizia, per vivere gradevoli e simultane inebrianti sensazioni. Tuttavia, affinché ciò accade, occorre che vi sia un buon feeling e intimità con il partner, un’adeguata predisposizione psicologica nel lasciarsi andare.
Sembra che durante l’orgasmo, la donna non sia più in grado di connettere, in quanto diverse aree del suo cervello, compreso quelle dedicate alle emozioni, si spengono. Ciò probabilmente è dovuto alla durata temporale del suo orgasmo, che è più lungo rispetto a quello dell’uomo. Inoltre, secondo alcune ricerche il 45% delle variabili che influenzano l’orgasmo femminile sono di origine genetica, mentre il restante 55% è dovuto ad altri elementi fra cui le influenze culturali ed ambientali. Tuttavia ciò che spesso rende difficile l’orgasmo è l'incapacità nel controllare la durata e l'intensità, che appaiono essere inevitabili. Ciò accade perché l’orgasmo è la risultante dell’azione di diversi fattori che coinvolgono l’intero corpo della donna. Solo un’ottima capacità di ascolto delle proprie sensazioni e una discreta conoscenza dell’anatomia, posso costituire la premessa per intraprendere quel meraviglioso viaggio attraverso le sensazioni e l’amore. L’aspetto più interessante dell’orgasmo, non è il piacere che procura, ma il benessere fisico e relazionale che travasa nel corpo e quindi nella mente.
Cosa rappresenta l’orgasmo per la chimica della mente
L’aumento di Serotonina (molecola del buonumore) che segue la fine dell’orgasmo, crea un senso di benessere, che rende allegri e rilassati. Questa molecola è una potente droga che non crea dipendenza, in quanto il desiderio si risveglia solo a seguito dei messaggi che si ricevono nel vivere quotidiano.
Dal punto di vista fisico, l’orgasmo nell’uomo coincide con l’eiaculazione, mentre nella donna, anche se è caratterizzato dalle ritmiche contrazioni muscolari (una ogni 0.8 secondi) del terzo esterno della vagina e dell'utero, produce una risposta corporea globale, quasi una perdita di conoscenza, una temporanea alterazione della percezione spazio-tempo, in cui la coscienza del sé progressivamente si riduce fino a smarrirsi in un intenso piacere, che innalza la soglia del dolore e porta all’estasi. Le sensazioni di piacere, associate alle contrazioni orgasmiche, progressivamente si attenuano, in quello stato di quiete e benessere che segue la scarica di tensione associata all’eccitazione sessuale.
Da un punto di vista psicologico è difficile da descrivere, in quanto le sensazioni che produce sono vissute in modo diverso da ogni singola donna. Tuttavia la sua piacevolezza lo rende un’esperienza psicologicamente desiderabile, in quanto imprime nella memoria il ricordo del partner e delle sensazioni di piacere e appagamento, che rappresentano un forte stimolo per riaccendere il desiderio, quando i due partner si incontreranno di nuovo.
Le Basi neurobiologiche del piacere
Ciò accade perché al termine dell’orgasmo, l’Ossitocina (neurotrasmettitore sintetizzato dall'ipotalamo) che è stata abbondantemente riversata nel sangue, induce nella donna un sentimento di tenerezza e appagamento, che conserverà nella sua memoria emotiva e la spingerà in futuro a ripetere l’esperienza. Anche le Endorfine contribuiscono a favorire il legame con il partner, in quanto consentono di associarlo al soddisfacimento e al piacere. Infatti, insieme all’Ossitocina si ha anche un notevole aumento delle Endorfine (molecole della pace e del benessere) che creano quel senso di appagamento e di soddisfazione che spegne il desiderio sessuale, dando origine a quel periodo di tempo post-orgasmico, in cui non è possibile avere una nuova eccitazione. Durante questo periodo l’uomo, per effetto della rapida detumescenza, preferisce isolarsi, mentre la donna desidera che il rapporto non si interrompa, per cui è importante che l’uomo compensi gli effetti della sua pausa fisiologica, con la tenerezza e le carezze, anche se in questa fase non possono essere finalizzate al piacere, per effetto degli Oppioidi Endogeni.
Sussurrare parole d’amore, in prossimità dell’orecchio, oltre a trasmettere un messaggio di interesse emotivo, consente anche di attivare alcune cellule nella Coclea che recepiscono il movimento delle onde sonore e le trasmettono al cervello mediante il Nervo Acustico, mentre le carezze che derivano da un gesto affettivo stimolano la produzione di Ossitocina. Inoltre, sembra che i segnali orgasmici, passino per il Nervo Vago, che li porta all’area del cervello che controlla lo stato d’animo. Questo nervo si estende fin sotto il diaframma e innerva i diversi organi del collo, del torace e dell'addome. Ciò spiega perché, toccando queste parti del corpo, è possibile risvegliare il desiderio e procurare eccitazione.
Non è vero che le donne hanno bisogno di lunghi tempi per accendersi
Il rapporto sessuale quindi, non è solo un bisogno carnale o una necessità evolutiva, ma è soprattutto una dolce forma di comunicazione emotiva, che rinforza l’intimità e il desiderio di stare insieme, favorisce la fedeltà e contribuisce alla stabilità delle relazioni sentimentali, ma l’aspetto più interessante è che il corpo e le fantasie della donna, non necessitano più di lunghi preliminari per accendersi, in quanto il ricordo piacevole associato al partner, accelera l’eccitazione, che risveglia il desiderio, nella consapevolezza che il raggiungimento del piacere è condivisione appagante, è sinonimo di amore e intimità. Ciò significa anche che l’obiettivo dell’orgasmo non è più percepito dalla donna come una distanza, che richiede lunghi tempi per essere percorsa. Quindi, non è vero che le donne hanno bisogno di lunghi tempi per accendersi, ma è solo la conseguenza di errata educazione sentimentale alla sessualità di coppia.
Desiderio e piacere sono strettamente connessi fra di loro, ma il desiderio per mantenersi vivo, necessita di essere rafforzato dalla soddisfazione. Tra i rinforzi del desiderio, l’orgasmo occupa una posizione di rilievo, in quanto rappresenta il massimo della comunicazione possibile fra due individui che si attraggono. Costituisce un’esperienza esistenziale che modifica la globalità dell’organismo.
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06/08/2010 9.37.59 | Social Bookmark
L’intelligenza, i pensieri, le emozioni, la sessualità, ecc. nascono e si sviluppano all'interno della mente, ma sono le reazioni chimiche che avvengono fra le molecole nel cervello, che determinano e condizionano i comportamenti. Quindi, per meglio comprendere chi siamo, non è sufficiente pensare solo in termini di problemi psicologici, di temperamento e carattere, ma è necessario conoscere e indagare anche la chimica della nostra mente, approfondire la conoscenza degli aspetti emotivi e fisici indotti dalla relazione sentimentale e sessuale, al fine di aumentare la disponibilità ai sentimenti e alla sensualità, anche attraverso un uso adeguato delle parole, delle tecniche di rilassamento, di specifici esercizi e carezze.
Chi sceglie la persona di cui innamorarsi
Si è innamorati solo se lo desidera la memoria emotiva, perché sono i suoi ricordi che rendono importante la scelta, la presenza e il bisogno dell’altro, mediante l’accensione dei centri del piacere, che inondano l’organismo di Feniletilamina (ormone della felicità), che attiva nel cervello dell’innamorato le aree neuronali che rispondono alla Dopamina, in modo da trasformare in gratificante tutto ciò che riguarda l’altro. E’ questa inondazione che produce la sensazione di felicità, di eccitazione e di piacere, provoca un benessere diffuso, euforia, infaticabilità e mancanza di appetito. Infatti, quando si è innamorati, la Feniletilamina viene prodotta in quantità industriale, ha un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale, contribuisce ad aumentare la frequenza delle pulsazioni e la pressione sanguigna, accresce il desiderio e la gratificazione sessuale. Per questi motivi è detto anche ormone della felicità.
Insieme alla Dopamina promuove l’eccitazione, il desiderio e il bisogno di incontrare al più presto l’altro, ma purtroppo o per fortuna, queste molecole mobilitano troppo l’organismo, per cui difficilmente l’individuo potrebbe sostenere a lungo questa eccitazione, in quanto diventa alto il rischio della sofferenza e quindi il decadimento del piacere, per cui è quasi inevitabile che, all’eccitazione iniziale (fase di innamoramento), subentri quel senso di tranquillità e regolarità, indotto dalla presenza predominante delle molecole della pace e del benessere, che attenuano l’eccitazione è inducono quella forma diversa di sentimento che generalmente chiamiamo affetto, il cui fine psichico è di rafforzare il legame sentimentale con il partner.
I responsabili di questo diverso stadio dell’amore sono la Vasopressina per l’uomo (ormone della fedeltà maschile) e l’Ossitocina per la donna (ormone delle coccole), che innescano il desiderio di dare o ricevere carezze. In genere, questo calo inevitabile dell’eccitazione, è interpretato come un’attenuazione del sentimento, mentre in realtà si è semplicemente trasformato in qualcosa di più efficace e duraturo (affetto). Ciò significa che l’ossitocina è la base chimica della nostra capacità e del nostro desiderio all’attaccamento romantico, in quanto induce uno stato psichico che diffonde i sentimenti di amore e altruismo, il legame affettivo, la tenerezza e quella intensa soddisfazione che deriva dal contatto fisico, dall’eccitazione e dall’appagamento sessuale. E’ l’ossitocina che fa percepire il calore della tenerezza, che induce la sensazione di sentirsi soddisfatti, che consente la fusione dei corpi in una unica entità, che aiuta la donne a ritrovare la quiete, dopo l’orgasmo.
In altri termini, la Feniletilamina è normalmente prodotta dal nostro organismo, ma quando supera determinati livelli, risveglia il desiderio e il bisogno di un legame affettivo. La Feniletilamina, crescendo in quantità, favorisce il rilascio della Dopamina, la cui principale funzione è di diffondere una sensazione di appagamento, ma indirettamente provoca anche euforia, entusiasmo, eccitazione e riduzione dell’appetito. Questo stato obbliga il cervello a produrre la Noradrenalina, che diffondendosi nel sistema limbico e soprattutto nell’ipotalamo, pone in preallarme il sistema di risveglio del desiderio e dell’eccitazione sessuale. L’Adrenalina entrando in circolo, aumenta il battito cardiaco, la respirazione, la pressione sanguigna e in alcuni individui può anche generare uno stato di ansia, dovuta al timore di risvegliarsi da un romantico e dolce sogno d'amore. L’essere innamorati risveglia il desiderio che rende più probabile il rapporto sessuale e quindi la produzione, da parte dell’ipofisi, dell’Ossitocina che favorisce l’attaccamento, aumenta la sensibilità alle carezze e spinge gli innamorati verso il contatto e l’abbraccio fisico.
Quindi mentre la Feniletilamina accende il desiderio, la Dopamina crea l’esaltazione febbrile dell’eros, l’Ossitocina favorisce l’attaccamento, al fine di far durare nel tempo la relazione. Il Testosterone che cresce, attiva il desiderio sessuale (il testosterone cresce in una situazione di reciproca simpatia e disponibilità), mentre le Endorfine apportano soddisfazione, calma e riduzione dell’ansia, al fine di attenuare l’esaltazione dell’innamoramento.
L’aspetto più interessante di questa tempesta è che mentre la passione iniziale coinvolge le aree cerebrali collegate alla gratificazione e agli istinti, i sentimenti sollecitati da una relazione stabile attivano le aree del cervello, sede dell'emozioni. Ciò conferma che i sentimenti connessi all’amore cambiano nel tempo per effetto dei processi neurobiologici. Una ricerca effettuata nel centro studi della Montalcini ha individuato che, nella prima fase dell’innamoramento i livelli di Ngf (Nerve Growth Factor, scoperto dalla Montalcini) sono molto più alti rispetto ai valori riscontrati, dopo circa un anno, nelle stesse persone, impegnate nella medesima relazione. Ciò non significa che la coppia non è più innamorata, ma si è semplicemente attenuato l’effetto dopante. Questo processo di modulazione ormonale è inevitabile, in quanto l’organismo nel suo insieme non può tollerare gli squilibri, per cui cerca di attenuare gli effetti eccitanti indotti dall’esplosiva miscela ormonale.
Perché si manifesta il bisogno dell’amante?
In generale, quando si è giovani prevale la Feniletilamina, mentre dopo i 50 anni tenta a prevalere l'Ossitocina. Tuttavia, specialmente quando si è giovani, ai primi accenni di normalizzazione della passione, il cervello inizia a percepire il bisogno degli effetti euforizzanti prodotti dall’innamoramento e dalle emozioni, anche se è confortato dall’effetto rassicurante dell’Ossitocina. Questo stato di tensione psichica crea, in diverse persone, il bisogno di un amore doppio, quello affettivo e rassicurante e quello che crea emozioni e passioni. Probabilmente è questa necessità neurobiologica che spinge diversi individui verso l’infedeltà, anche se vivono una solida relazione sentimentale ed affettiva. In questi casi, il sentimento che si prova per i due diversi partner spesso è perfettamente equilibrato e rende estremamente difficile riflessioni, saggezze ed eventuali scelte.
L’importanza dell’orgasmo nelle relazioni sentimentali
Ecco che diventa importante per la coppia poter sostituire, quell'incontenibile bisogno fisico della presenza dell’altro, indotto dall’emozioni e dall’eccitazione, che carettizza il primo periodo dell'essere innamorati, con qualcosa di formalmente diverso, in grado di creare le medesime sensazioni, ma solo quando le opportunità del vivere quotidiano lo consentono. L’istante è ciò che chiamiamointimità, mentre il bisogno che accende il desiderio dell’altro, può essere risvegliato dal ricordo piacevole indotto dall’orgasmo, che è stato nel passato vissuto come evento gratificante della coppia, degno di essere memorizzato in modo perenne, nella memoria emotiva.
L'orgasmo quindi, non è fondamentale nella relazione per la sua piacevolezza, comunque importante, ma per la sua potenzialità di contribuire a mantenere attivo il sentimento inteso come possibilità di vivere, sensazioni ed emozioni in modo consapevole. Ovviamente è importante anche il feeling psichico, indotto dalla relazione di convivenza. In altri termini, in una relazione, essere innamorati e appagamento sessuale indotto dall’orgasmo, non sono due cose distinte, perché entrambi accendono il desiderio dell’altro, l’unico in grado di condizionare lo stato psichico e di agitare i complessi processi chimici del cervello, perché è grazie alla chimica del cervello che l’amore è ciò che è, può essere garantito nel tempo e assumere forme che ci appaino sempre diverse.
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05/08/2010 0.44.17 | Social Bookmark
Essenza della Seduzione
L’organismo normalmente produce Feniletilamina (ormone della classe delle anfetamine), ma all’improvviso, a causa di un incontro, nella memoria emotiva si risvegliano alcuni significativi ricordi che spingono l’organismo ad aumentare la produzione di questa molecola, che ha l’effetto di scatenare una tempesta emotiva che disattiva ampie zone della corteccia cerebrale associate alla ragionevolezza e al giudizio, al fine di creare quella piacevole esperienza che è l’Innamoramento.
Ciò accade perché la Feniletilamina che è collegata all’umore, induce effetti molto simili a quelli prodotti dalle anfetamine (eccitazione, ottimismo, piacere), inoltre agisce sul comportamento sentimentale regolando la produzione della Dopamina (neurotrasmettitore che induce sensazioni gratificanti e piacevoli) e la Noradrenalina che provoca eccitazione ed euforia. Da un punto di vista psicologico l’amore è quindi la soddisfazione di un desiderio, associato al raggiungimento di una stimolazione sensoriale.
La Feniletilamina quindi, induce il rilascio della Dopamina, che diffonde sensazioni di piacere. Si crea così, un’associazione fra l’incontro e il piacere prodotto, che imprimono nella mente il ricordo di una esperienza gradevole. Questo stato di benessere favorisce la diffusione nel sistema limbico e nell’ipotalamo della Noradrenalina, la molecola dell’agitazione, che oltre ad indurre euforia ed entusiasmo, causa la contrazione delle vene negli organi genitali che, trattenendo il sangue, inducono nell’uomo l’erezione e quindi lo stato di eccitazione, mentre nella donna è l’Ossitocina che induce comportamenti che invitano all’incontro sessuale.
La Noradrenalina regola anche la produzione di Adrenalina che, nella esperienza sentimentale, è responsabile dell’aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna.
La Feniletilamina favorisce anche il rilascio della Vasopressina, ormone responsabile dell’aggressività, che può manifestarsi sotto forma diversa sia nei riguardi di chi tenta di insidiare la relazione (gelosia), sia nei confronti di chi tenta di contrastare la relazione. E’ questa insolita esperienza di benessere fisiologico, che spinge l’individuo a ricercare nei giorni successivi, quel contatto che è stato capace di creare quella fantastica e diffusa sensazione di piacere. Ciò significa che la seduzione non è un evento strettamente psichico, ma la manifestazione cosciente di sensazioni fisiche.
Considerare l’effetto isolato di questi diversi componenti è utile per comprendere, mentre nella realtà è il risultato finale di questo fantastico e micidiale cocktail, che influenza il comportamento sentimentale ed affettivo. Ciò consente di comprendere perché, con il trascorrere del tempo, l’intensità dell’innamoramento è destinato a modificarsi, in quanto dipende da questo cocktail ormonale. Ciò accade perché il cervello subisce un’assuefazione dovuta all’effetto dopante delle molecole dell’amore. Assuefazione che è favorita anche dalla pruduzione dell’Endorfine (molecole molto simili alla morfina) che inducono un’azione analgesica, il cui effetto è di indurre un rasseneramento emotivo.
Molto spesso, questa quiete emotiva è interpretata come attenuazione del sentimento, mentre in realtà è una sua naturale evoluzione, necessaria per favorire lo sviluppo di un progetto di vita della coppia, in quanto l’amore da passionale deve necessariamente trasformarsi in romantico e quindi in affettivo, per contribuire a rafforzare il legame emotivo. Quindi, l’amore intenso non può durare in eterno, è la relazione sentimentale non perde il suo valore emotivo, ma semplicemente si trasforma. La relazione sentimentale inizia così ad essere condizionata dal livello dell’Ossitocina, il cui fine biologico è di contribuire a rafforzare il legame emotivo. E’ in questa fase della relazione che diventa fondamentale introdurre comportamenti che favoriscono una sessualità affettiva, in grado di potenziare i meccanismi della memoria che fissano i ricordi emotivi. L’intensità di questi ricordi può essere naturalmente potenziata dal piacere indotto dall’orgasmo.
Spesso è l’incapacità a gestire questo inevitabile modificarsi del sentimento che causa, insieme ad altri elementi, la fine di un Amore. Chi viene abbandonato subisce l’effetto della molecola del mal d’amore, indotta dal rilascio della Corticotropina (Corticotropin-Releasing Hormone, CRH), che quando si attiva induce la tipica tristezza che si scatena a seguito di una separazione o di un lutto.
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16/07/2009 1.09.37 | Social Bookmark
Comprendere non significa eliminare la magia dei sentimenti
Molte persone preferiscono immaginare l’amore come una romantica e misteriosa magia, ma nella realtà tutti iniziamo una relazione sulla base di specifici motivi, in quanto la persona di cui ci innamoriamo, ci consente di realizzare un obiettivo, anche se non ne siamo consapevoli. Per esempio, desideriamo formarci una famiglia, conquistare una sicurezza affettiva, soddisfare un bisogno emotivo, raggiungere una posizione sociale, ecc. Quindi, comprendere i meccanismi che determinano i sentimenti, non significa eliminare la passione e le emozioni o pregiudicare l’amore romantico, in quanto continueremo comunque a subire il fascino dei sentimenti, ma con una maggiore intelligenza emotiva, al fine di poter costruire una relazione su una condivisione dei pensieri e dei sentimenti, che possa durare nel tempo.
Il sentimento non deve essere devozione a prescindere
E’ il sentimento inteso come devozione a prescindere, indotto da una errata educazione sentimentale e dalle ancestrali emozioni che si agitano nel profondo della nostra memoria emotiva che oggi, per motivi diversi, è fortemente in crisi. Forse occorre riuscire ad apprendere il gusto della condivisione e della fiducia, da costruire su basi diverse, in cui ad esempio, ma non solo, ad una sessualità di tipo pornografico occorre contrapporre una sessualità in grado di alimentare i sentimenti, che non devono essere costruiti sulla fede o su una drogata promessa, ma sul rispetto, sulla comprensione e sul desiderio di condivisione del piacere e delle emozioni positive.
Forse molti problemi relazionali nascono perché non si conoscono i processi mentali, non è noto come si forma la memoria emotiva, fonte inconsapevole delle nostre emozioni e sentimenti. Inoltre è totalmente assente l’educazione sentimentale, mentre quella sessuale è essenzialmente basata sull’ignoranza o su una tecnica di tipo puramente idraulica, per cui la relazione si sviluppa solo sulla spinta emotiva e sui bisogni, spesso incomprensibili all’altro, che sono indotti dal vivere quotidiano.
Quando si sceglie di amare, inizia un viaggio
Per iniziare un percorso di condivisione è fondamentale riuscire a rinunciare temporaneamente alle proprie convinzioni ed esigenze, perché sono generalmente diverse da quelle del partner e non si deve pretendere che l’altro le condivida a prescindere (vocazione alla solitudine), ma occorre modellarle con quelle del compagno, perché diversamente si sviluppa lentamente nella coppia un disagio cognitivo, che inevitabilmente si trasforma in incomprensione, che alimenta la rabbia, anche se non espressa e compromette i sentimenti e il piacere a stare insieme.
A volte, un semplice sorriso, un’attenzione, una carezza, possono racchiudere lo splendore di una persona, possono fornire al partner la prova tangibile del gradimento, occorre solo evitare che stupide supposizioni, del tutto personali, possano rovinare il tempo che si decide di trascorrere insieme.
Il colloquio, la condivisione delle ansie e delle incertezze, possono così trasformarsi in una ulteriore possibilità di crescita della relazione, in quanto la realtà porta con se sempre diverse verità, perché ognuno possa cogliere quella che il suo sentire suggerisce. Quindi, le opinioni non dovrebbero mai essere interpretate come una forma di aggressione, ma come il desiderio e la necessità di dialogare e rispettare anche le idee che non si condividono, perché spesso per la mente non è importante la ricerca della verità, ma trovare al più presto quella risposta che evita ai pensieri di continuare a circolare nella mente, nell’affannosa ricerca di una risposta logica ed emotiva, in grado di evitare che un problema esistenziale, possa trasformarsi in uno stato di ansia.
La nostra mente cerca sempre una risposta ad un bisogno, quando non la trova nella realtà o nella logica, si rivolge al magico o al religioso, perché sa che li trova comunque una risposta, anche se spesso non è la verità, ma questo alla mente non interessa, perche temporaneamente ha risolto il suo problema esistenziale, al di là degli eccessi che a volte sono quasi inevitabili.
Quindi, inconsapevolmente spesso ci raccontiamo bugie, perché razionalmente non possiamo accettare una verità, senza che questa ci procuri un dolore psichico.
Queste bugie rappresentano una forma di anestesia per la mente, il cui effetto fisiologico è di stimolare la liberazione di Endorfine, per indurre quel senso di euforia necessario per attenuare la percezione di un eventuale dolore psichico. Non a caso, i centri cerebrali del benessere si accendono anche in funzione di questi meccanismi emotivi.
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17/05/2009 1.10.04 | Social Bookmark