L’incapacità ad amare spesso nasce dal desiderio di sfogare le proprie frustrazioni, dal timore dell’altro sesso o dalla responsabilità di un rapporto che inevitabilmente comporta rinuncie.
Nell’uomo è dominante l’aspetto fisico (bellezza e attributi) e il desiderio di fare sesso, mentre per la donna sono importanti i sentimenti. Il desiderio di sesso se presente è per soddisfare atteggiamenti di spregiudicatezza, non un bisogno fisico. Infatti l’uomo ha maggiori stimoli ed occasioni per eccitarsi rispetto alle donne. La cultura e la chimica della mente gli e lo impongono. Non condividere questa diversità di bisogni, significa introdurre nel rapporto, un primo grande ostacolo verso la felicità, che aiuta ad alimentare l’incomprensione e il bisogno del tradire.
Un rapporto sentimentale è un’alchimia che comprende diversi elementi: innamoramento, amore, affetto, voler bene, intimità, pudore, vergogna, amarezza, nostalgia, malinconia, felicità, mentre l’innamoramento è un sentimento di attrazione verso una persona che improvvisamente ci appare come l’unica che può renderci felice per l’intera esistenza. Da questa convinzione nasce il traguardo del matrimonio.
Essere innamorati non significa possedere la capacità ad amare, in quanto spesso, l’essere innamorati è qualcosa di spontaneo non fondato sull’amore, l’affetto, il volersi bene, ma nasce dal bisogno di vincere la solitudine, di avere un affetto sicuro, che possa cullare i nostri bisogni. L’amore non è un sentimento, non è un affetto, ma è la capacità di donarsi all’altro per renderlo felice, indipendentemente dai sentimenti che ci portano al Sentire di Lei e dall’essere innamorato. E’ un qualcosa che dovrebbe fa parte della personalità dell’individuo, è una forma di generosità verso se stessi, è disponibilità verso le esigenze degli altri.
Spesso non occorre rivolgersi a maghi o prestigiatori per combattere lo stress reale o immaginario, ma è sufficiente congedersi a se stessi, quando le emozioni negative invadono la mente. Apprendere ad amarsi, essere in grado di governare i bisogni, è condizione quasi indispensabile per ritrovare il benessere anche sentimentale. Amare è sinonimo di adorare, venerare, gustare, gradire, divinizzare, accendersi, invaghirsi, rispettare, stimare, accettare, ammirare, onorare ma soprattutto essere innamorato di… L’Affetto è un sentimento di delicatezza che lega due persone fra loro, mentre il Voler bene è un sentimento che si rivolge all’altro. L’Amarezza, indica uno stato d’animo di nostalgia, malinconia, che è diverso dal dolore e dalla disperazione. Il Pudore non è la negazione del desiderio, ma è la garanzia che l’amore si è trasformato in ammirazione per la persona amata, nella sua completezza ed è diverso dall’attrazione fisica.
Avere pudore significa riconoscere il valore di una persona che non desidera essere considerata un oggetto. Quindi il pudore, non può essere confuso con la vergogna, ma segnala al partner di non guardare solo il corpo, ma di considerare l’intera persona. La Vergogna è sentirsi scoperti in quella intimità che, per timori diversi, si vuole nascondere. Intimità è reciproca rivelazione, fiducia, accettazione; è un modo per comunicare la propria Dote Emozionale.
L’intimità non è prendersi cura del partner, non è vicinanza, ma rappresenta un modo per comunicare informazioni intime e personali. E’ un processo che si sviluppa attraverso il desiderio di aprirsi al proprio partner, mediante la rivelazione.
In un rapporto è impossibile andare sempre d’accordo, è inevitabile che a volte si litiga, ma se l’intimità ha raggiunto un buon livello si diventa capaci di gestire i conflitti senza rancori, rimorsi o ricatti, in quanto l’ira non poarta mai a risultati. Inoltre se si evita di aggredire, si è più capaci ad attendere, a calmarsi, a raccogliere le idee per parlare anche dal punto di vista dell’altro.
Quando esiste un problema non serve fare sesso, ma occorre parlare. Il sesso è intimità, complicità e ricerca del piacere che deve essere praticato quando l’animo è sereno. Lo stare insieme non deve essere un’abitudine, ma richiede comportamenti e modi di fare analoghi a quelli che si attuano con gli altri, con qualcosa in più… dolcezza, tenerezza. Occorre porre i limiti alla propria immaginazione, occorre evitare di fare gli indovini e verificare subito gli eventuali sospetti. A volte la gelosia ravviva la curiosità e il rapporto, a volte porta alla distruzione. Occorre evitare le parole del tipo: tu non mi capisci, e tutta colpa tua, in quanto non servono a nulla e calpestano l’intimità raggiunta.
Parlare sempre e comunque, indipendentemente da tutto, in quanto il silenzio non consente di capire. Occorre imparare a prendere respiro, a parlare con onestà, in quanto l’essere bugiardi, implica assenza di personalità. Introdurre altre persone come giudici o per gestire incomprensioni e malcontenti è inutile, a volte arreca solo danni, in quanto rompe quel rapporto di intimità che deve sempre esistere in una coppia. Non è importante cercare conferme del proprio punto di vista, ma è utile saper ascoltare anche la verità dell’altro.
Quotidianamente, l’individuo compie immensi sforzi per realizzare i propri sogni, tuttavia spesso si inventa ostacoli che non sono reali, ma che nascono dall'interno di sé. Sono il timore, l'amarezza, le delusioni del quotidiano che determinano il destino dell’individuo e che lo racchiude in un mondo interiore. Occorre imparare a sentire i propri sentimenti. La ragione può suggerirci di evitare comportamenti errati, ma quando il sentimento diventa passione, si alimenta di forti emozioni che possono indurci a compiere qualsiasi atto.
Un Sentimento Educato, anche se alimentato da passione, sarà sempre in relazione con gli altri e ci eviterà quel malessere interiore che svuota la vita e quel bisogno di felicità.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
È quel processo evolutivo che nasce dall’egoismo per trasformarsi in Relazione
Innamorarsi non è un processo razionale della mente, ma una scelta che nasce dal bisogno di trovare un inconsapevole rifugio emotivo, al fine di attenuare quel senso della solitudine che può essere causa di ansia. Durante questa fase si viene rapiti dalle accattivanti immagini che noi stessi proiettiamo, nell’illusione di credere che la persona incontrata è la perfetta realizzazione dei nostri desideri. Quindi idealizziamo e siamo poco inclini a cercare o manifestare i difetti, mentre siamo disponibili a modificare abitudini e vivere quotidiano. In questo senso l’innamoramento si rivela come una ingenua forma di egoismo, in quanto sostituisce un individuo reale con una immagine ideale.
Innamorarsi è necessario sia per scopi sociali, sia per bisogni individuali. Ha una durata limitata nel tempo, in quanto serve a segnalare un interesse diverso dall’amicizia. La sua fine coincide con l’inizio della fase dell’Essere Innamorato, durante la quale gradualmente si attenua l’idealizzazione, si notano maggiormente i difetti e i limiti del partner. Tuttavia l’atto dell’innamorarsi condiziona ancora il rapporto, anche se in forma attenuata, per cui il magico momento continua a persistere, in quanto si continua a vedere nell’altro, l’immagine fantasiosa dei propri desideri. L'innamoramento non dura in eterno, per cui la sua fine coincide con la rinuncia o con la trasformazione del rapporto in Relazione Sentimentale e quindi in amore, affetto, stima, fiducia.
Il consolidarsi della stima, accentua il bisogno di stare insieme e crea i presupposti per un progetto alimentato dalle aspettative per un futuro di felicità e benessere. Questo sogno idealizzato rappresenta la sublimazione dell’Essere Innamorato, che viene formalizzato mediante un contratto che sancisce la scelta dello stare insieme. Il desiderio di stare insieme può trasformarsi in Relazione Affettiva, se la coppia riesce a trovare il giusto equilibrio, fra condivisione di sentimenti e appagamento di bisogni anche erotici, diversamente il sogno lentamente inizia a trasformarsi in noia e quindi in un senso di disagio che si trasforma in bisogno di evasione o desiderio di abbandono.
Essere innamorati non significa necessariamente che si ama. Infatti per poter amare occorre riuscire a superare l’egoismo individuale e raggiungere un buon equilibrio psicologico, in modo che l’amore non sia più bisogno inteso come dipendenza, protezione o interesse, ma desiderio di proiettarsi nell’altro. L’amore è una scelta non istintiva che implica volontà, un’alchimia di emozioni non controllabili dalla ragione, sublime e molto spirituale. E’ una scelta morale che rinnega l’esaltazione dell’Io inteso come gratificazione del proprio egocentrismo. E’ una decisione, non un obbligo o un requisito alla base del contratto del matrimonio, che ha l’arroganza di voler costringere a tutti i costi le persone a stare insieme, anche quando ormai si odiano, per malvagia, disdicevole e nevrotica volontà dei Gerarchi Padroni delle Religioni e dello Stato.
Occorre saper rinunciare alle costrizioni imposte che truffano in nome di un qualcosa che non è parte dell’individuo e quindi non può essere amore che vive nel profondo dell’essere, ma opprimente abitudine che si trasforma in una gabbia in cui, in una lenta agonia di indifferenza, si consumano le nostre capacità ad amare e a manifestare affetto. In amore la morale non deve essere un obbligo, ma un sentiero formativo, una guida in grado di illuminare l’individuo affinché possa raggiungere quel giusto equilibrio fra i suoi bisogni e i desideri del partner, al fine di costruire una unione che si basi sul rispetto reciproco, in grado di alimentare quello slancio di vitalità che può donare il sorriso all’esistenza.
Diffondere il credo religioso che, reprimere l’erotismo e praticare l’astinenza sessuale sia una virtù, è un medievale sintomo nevrotico, una restrizione di una funzione biologica e psichica necessaria per raggiungere un adeguato equilibrio psicologico, necessario per evitare l’insorgere di devianze e l’impoverimento delle proprie energie, in quanto impiegate in una battaglia inconscia di inibizione e razionalizzazione che può sfociare in un ulteriore irrigidimento egoistico. Vivere l’Amore è quindi qualcosa di diverso dall’Essere Innamorati, che è la risposta ad un bisogno che nasce dal desiderio di voler acquisire il possesso dei pensieri e delle attenzioni dell’altro.
Quindi occorre liberarsi dalla confusione che esiste fra l’Essere Innamorato e l’Amore, al fine di acquisire la capacità a saper trasformare quella immaginaria iniziale tempesta ormonale, che non è ancora amore, in una rassicurante e realistica relazione con l’altro che comprende anche l’accettazione di quelle caratteristiche che possono essere fonte di incomprensione. Amare è un'arte che richiede saggezza e coraggio, perché solo la saggezza, se alimentata dal coraggio, può consentirci di abbandonare l’egoismo e di sfuggire all’illusioni, consentendoci di reinterpretare il quotidiano, per evitare che il ripetersi delle azioni, si trasformino in monotonia.
Una delle maggiori difficoltà che si vive in una relazione, consiste nel far convivere la tenerezza con la sessualità che in amore, dovrebbe trasformarsi in erotismo e sensualità, diversamente la coppia si ritrova a vivere un rapporto sessualmente insoddisfacente e privo di quel necessario godimento orgasmico, che inevitabilmente conduce a considerare il partner come oggetto erotico degradato e svilito. Amare non deve essere sopravvalutazione dell’altro, ma occorre ampliare la propria capacità a vedere come realmente è l’altro, con tutte le sue qualità e difetti, senza lasciarsi accecare dal timore e dalla bramosia. Amare significa riuscire ad abbandonare l’egoismo e a superare le pulsioni dell’Io narcisistico e dell’infantile senso di onnipotenza, che spesso si manifesta con l’odioso lamento di non essere amato e di ritenere il partner inadeguato e diverso dalle aspettative che si erano create, durante il periodo dell’innamoramento.
In realtà questo inganno nasce dalla confusione fra la propria capacità di credere di amare in base alle qualità interiore del partner, rispetto alle sue caratteristiche oggettive. Ovviamente queste caratteristiche sono importanti perché sono i motivi che determinano le scelte, tuttavia occorre essere in grado di distinguerle dalla propria Capacità ad Amare, diversamente l’immaginario che ci guida nella scelta iniziale rischia di naufragare ad ogni tentativo, perché ci porta a scegliere solo le persone che non potremo mai amare e ci fa credere che il destino non ci ha ancora concesso la possibilità di incontrare la persona giusta. In questi casi è più intelligente ed opportuno modificare la ricerca fra le offerte disponibili e rivedere la propria capacità ad amare, in modo da favorire quel percorso che porta ad incontrarsi, piuttosto che alle rivendicazioni contro. Occorre convincersi che amare è più importante dell’essere amato, perché è un modo per liberarsi dall’egoismo dell’Io narcisistico e attenuare quel bisogno di sentirsi legato all’altro, che si alimenta del timore di essere abbandonati. Il senso di attaccamento all’altro, in questi casi, risulta drogato e porta ad attuare atteggiamenti negativi che possono compromettono l’armonia e quindi la relazione.
In altri termini, non dipendere troppo dall’altro, non significa attenuare il sentimento nei confronti del partner, ma aiuta a prevenire atteggiamenti e comportamenti drammatici che sono la causa di molte rotture. Infatti, i comportamenti che nascono da nostre scelte, sono percepiti come piaceri, mentre quelli imposti dall’esterno, vengono vissuti come odiose imposizioni che limitano la gioia di crescita interiore a fianco della persona amata. Quindi occorre acquisire la capacità a saper condividere le scelte, cioè è l’altro che deve fare le scelte che noi desideriamo. Ciò è possibile solo se nella coppia si sviluppa il desiderio della condivisione e della complicità anche erotica e sessuale, con cui sviluppare nel quotidiano, nuovi percorsi verso la felicità.
Quando si vive un rapporto sentimentale chiuso ed opprimente è inevitabile essere assaliti dalla noia che si alimenta attraverso i comportamenti ripetitivi del quotidiano che impediscono il sorgere di un qualsiasi slancio creativo, inoltre si inaridisce la comunicazione, si spengono entusiasmi e fantasie, possono facilmente insorgere occasioni di violenza fisica e psicologica. In questi casi, se non si giunge alla rottura del rapporto, diviene ragionevole e legittimo l’ipotesi di una relazione parallela o alternativa.
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05/12/2009 10.57.30 | Social Bookmark
Diversi individui ritengono che l’innamorarsi sia una fatalità, un evento controllato dalla casualità e dominato dal destino. In realtà è un complicato processo di comprensione, in quanto determinato dall’incontro del nostro pensiero con i sentimenti e le emozioni, anche se è fortemente condizionato dalle credenze morali, religiose e sociali ed è influenzato dal rapporto vissuto con le persone che sono emotivamente importante per noi.
La paura degli altri, il timore del confronto, la necessità di rafforzare le nostre debolezze, il bisogno di sicurezza emotiva, la ricerca del benessere economico, il timore del tradimento, il bisogno di vincere l’ansia dell’attesa, la paura della solitudine, l’angoscia dell’ignoto. Insomma un gran casino! Ma il problema più grosso è che tutto ciò avviene senza l’apporto della nostra consapevolezza. Per questo spesso non riusciamo a comprendere il perché di certi comportamenti che ci fanno apparire fuori dalla realtà, che ci fanno compiere azioni a volte riprorevoli e che non riusciamo in alcun modo a comprendere.
E’ in questo perdersi che ci abbandoniamo, per lasciarci trasportare dai nostri giudizi e dalle nostre convinzioni, incapaci di cogliere il vero senso della realtà. Innamorsari è comunicare le proprie emozioni ad una persona che ci completa, in quanto parte del nostro IO ideale, è un bisogno di sentimento che non può essere imposto, nasce spontaneo, tuttavia non è ancora Amore. E’ una scelta che nasce per condividere quel naturale bisogno di completezza che si realizza come immagine riflessa nell’altro.
Durante lo sviluppo della nostra personalità costruiamo una immagine ideale che ci descrive e ci completa, per cui quando incontriamo una persona che dimostra di possedere le qualità necessarie a descrivere il nostro ideale, si crea in noi un eccitamento affettivo che chiamiamo innamoramento. L’innamoramento può trasformarsi in una sfida, se si sceglie di amare in modo incondizionato, se si è capace di promuovere la consapevolezza.
Come è possibile guidare questo processo di consapevolezza?
Occorre liberare l’amore dal bisogno e dal possesso, dalle pretese e dalle richieste, da qualsiasi forma di esclusività sentimentale, emotiva ed erotica. Occorre dare spazio alla comprensione, al dialogo e a tutte quelle forme di attenzioni, bisogna evitare di imporre i propri bisogni mediante forme di richieste aggressive che sollecitano rinuncie. Deve essere prevalente il desiderio di scoprire, la necessità di conoscere, affinche la nostra mente possa liberarsi dalle suggestioni e dai giudizi.
Il ricordo del passato, il bisogno di credere, spesso continuano a tormentare il nostro vivere quotidiano, sotto forma di sospetto, di timore che inevitabilmente possono portare a distruggere una storia, ma spesso il sospetto o la certezza può essere una scelta per giustificare i nostri bisogni, le nostre debolezze o la nostra necessità di soffocare l’ansia che ci impedisce di vivere i conflitti. Spesso incontriamo persone tremendamente affascinanti, ma false, malvagie, manipolatrici, che si nutrono di invidia e gelosia, che manifestano complesse forme di aggressività, capaci solo di aumentare la conflittualità. Queste persone sono costantemente alla ricerca delle cose che dividono, piuttosto che ricercare quelle che possono unire, perché spesso sono le parole che ci consentono di amare o odiare, sono le azioni che cercano di condizionare la possibilità di andare incontro all’amore.
Spesso si utilizza il pianto e quell’egoisto senso del bisogno dell’altro, come azione destabilizzante e manipolatoria della consapevolezza altrui. Forse sostituire queste azioni demolitrici basati sulla stupidità, con la dolcezza, la tenerezza e il bisogno di amare l’altro, piuttosto che le proprie esigenze fisiologiche, può creare quel sentire in grado di alimentare il desiderio che sorprende, contagia, stupisce e sconvolge.
Ecco che Tradire non è fare sesso con una persona diversa dal proprio partner, ma è la negazione della promessa d’amore che è stata fatta durante il periodo dell'innamoramento e successivamente concretizzata con la nasciata e lo sviluppo dell’amore. Innamorarsi deve essere una scelta libera dal bisogno e dal desiderio di incontrare per condividere un futuro, perché diversamente in un futuro prossimo non saremo in grado di capire perché fino a pochi giorni prima eravamo incantati da una presenza, mentre ora sola l'idea dell’altro già ci infastidisce.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Quando sei triste, anche se chiudi le porte del cuore, saprò ascoltare i tuoi silenzi.
Diverse persone, per liberarsi dall’ansia, si inventano un amico a cui fornire consigli e rassicurazioni, con il solo fine di indirizzare verso gli altri, i propri bisogni, quel loro modo di vivere gli eventi. Queste persone si ritengono indispensabili e spesso onnipresenti con il solo intento di interferire nel corso degli eventi che non gli appartengono.
Non si può desiderare di dare ciò che non è richiesto, i sentimenti implicano rispetto per gli stili di vita che ognuno di noi, tenta faticosamente di costruirsi. Occorre umiltà nel sapersi proporre, non bisogna credere che le proprie convinzioni, siano un obbligo che gli altri devono accettare. Diversamente un sentimento si trasforma in un incubo per chi è costretto a subire, per chi vuole adattare gli altri a sua immagine e somiglianza.
Esiste un confine oltre il quale non si deve andare. Occorre imparare a saper convivere con gli altri e soprattutto con se stessi, se non si vuole soccombere e vivere soli con la propria solitudine. Certo non è semplice mettersi in discussione, distruggere gli alibi e le certezze che hanno intorpidito il nostro modo di essere, non è facile navigare alla scoperta di nuovi percorsi, per questo troppo spesso subiamo senza lottare, la nostra realtà. Un sentimento libero da gelosie e imposizioni, può trasformarsi in complicità. Un’amicizia può diventare un percorso che porta ad amare, che si trasforma in passione, che può trasformarsi nei giorni di bisogno, in un sereno conforto.
La delusione, l’amarezza per quello che è stato distrutto non ci deve travolgere, ma deve essere energia che proietta verso nuove avventure, verso nuovi percorsi, verso nuove scelte.
E’ sufficiente aprirsi al mondo che gli eventi accadono.
Ed Io oggi mi sono aperto… e tu sei arrivata. Si, oggi ti ho incontrata e mi sei apparsa subito diversa. Un incontro casuale che fa riaffiorare nella mia mente un’antica parola, amicizia. Una parola a cui da tempo non prestavo attenzione, anche se gli amici non sono mai mancati. Ma un incontro impossibile si realizza, ti trasmette sicurezza, non avverti quel bisogno di edificare barriere per proteggerti dall’inganno, non hai timore di controllare le parole, perché ormai Tu sei una certezza, ispiri fiducia, alimenti sogni e fin quanto parlerai io ti ascolterò in silenzio per gioire della tua voce, per rassicurarti con la mia presenza, anche quando non ci sarò. Sarà sufficiente pensarmi ed Io ci sarò, per aiutarti a superare gli ostacoli che eventi, solitudine e timori a volte innalzano, per impedirci di correre verso i nostri desideri.
Sai oggi ho desiderato arrestare il tempo, che si ostinava a voler portare via la speranza, quello che ormai era diventato un bisogno: averti come amica. Si con te vicina, come per incanto, il mio mondo è stato inondato, da un tranquillo ruscello di gioia.
Si può provare attrazione verso una persona conosciuta da poche ore? Può il caso inventarsi un’amicizia? No. Non credo, un sentimento non nasce mai per caso. Quando incontri una persona che ti appare speciale, il nostro inconscio senza dirci nulla, inizia ad indagare, alla ricerca di piccoli dettagli che possono individuare elementi che soddisfano i nostri bisogni. Poi all’improvviso può arrivare un segnale, non comprendi chi lo invia, ma sei sereno, sei… felice.
A volte è sufficiente un istante per scoprire una persona importante, pochi minuti per ammirarla e un’intera esistenza per non riuscire a dimenticarla. Molto spesso, ci arriva un segnale di tipo diverso che chiamiamo indifferenza… e quasi non avverti quella inutile presenza. L'amicizia è la scoperta di un sentimento imprevisto è qualcosa che non si cerca, ma arriva all’improvviso, senza avvisi, mentre stai cercando cose diverse. Qualcuno parla di fortuna, ma io non ci credo. Occorre essere attenti nella vita a saper riconoscere il valore di ciò che la nostra attenzione non ci rivela, altrimenti si rischia di perdere il vero senso della vita.
Vorrei mia nuova amica, poterti dire un giorno… grazie per quel sorriso, per essermi stato accanto, per avermi dato quel tenero bacio che ha colmato quella futile distanza, che da sempre divide l’amicizia dall’amore. Mia speranza è di riuscire a lasciare nel tuo cuore quel pezzettino che forse ti manca. Il vero amore, quello eterno non esiste, perché c’è sempre un giorno in cui l’amore diventa odio o si trasforma in affetto, indifferenza; ma l’amicizia, quella vera non morirà mai, perché eterna.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Vi è un semplice modo per avere il massimo da una relazione: osare.
I motivi per cui spesso una relazione sentimentale non funziona più, possono essere diversi, tuttavia possiamo classificarli secondo due diversi criteri. Possono dipendere da una incompatibilità caratteriale, che emerge con il venir meno delle motivazioni inconsce che avevano reso possibile l’innamoramento, oppure da incomprensioni o incapacità a realizzare quell’equilibrata alchimia sentimentale che comprende affetto, carezze, erotismo e sessualità.
Nelle relazioni sentimentali, con il trascorrere del tempo, quell’eccesso erotico-istintivo che chiamiamo passione tende ad attenuarsi, per incapacità di molte persone a saper alimentare il desiderio e l’entusiasmo a stare insieme. Questa incapacità si manifesta, in quanto non si riesce a comprendere che, il vivere quotidiano di una coppia, non può essere paragonato al periodo spensierato dell’essere incosciente, a causa di nuovi obblighi sociali, per cui spesso si finisce con realizzare rappresentazioni teatrali mortificanti e ridicole, che possono condurre alla fine del rapporto o a quel sentimento costruito sull’indifferenza e la rassegnazione, che obbliga le persone a stare insieme, per abitudine o interesse spesso inconscio.
Una relazione fra due persone di sesso opposto può nascere per pura condivisione di interessi, oppure per soddisfare un bisogno affettivo di condivisione di emozioni e sensazioni, che possono eventualmente completarsi con il soddisfacimento di quel bisogno pulsionale ed istintivo, anche se non è sancito mediante un contratto etico o sociale. Quindi, un rapporto di amicizia fra un uomo e una donna, può anche comprendere un legame erotico-sentimentale che può prevale sull’amicizia, anche se non è una tradizionale relazione sentimentale. Infatti, non si comprende perché è giudicato disdicevole, se due persone in un determinato istante, sentono il bisogno di scambiarsi effusioni e carezze, che non devono autorizzare nessuno a credere a qualcosa di diverso da un semplice bisogno di affetto che va oltre l’amicizia.
In genere una moglie arrabbiata che ha perso il suo uomo, ritiene un’altra donna ladra. L’errore che si commette in questo caso, è di considerare il tradimento come una disgrazia e quindi di considerare il partner come oggetto che può essere rubato, non un individuo con cui vivere una relazione erotico-sentimentale. Mentre se a tradire è una donna, viene incivilmente classificata, senza preoccuparsi di comprendere le motivazioni delle sue decisioni. E’ molto facile in questi casi fare i moralisti, come se i sentimenti fossero in qualche modo volgarmente classificabili.
Ovviamente il discorso è totalmente diverso quando il tradimento è prevalente bisogno di dover fare sesso, perché si è vittima ossessionata della propria natura istintiva.
Le complicazioni, in una relazione sentimentale, nascono quindi anche da regole sociali ed etico-morali che oggi sono inadeguate e punitive nei confronti dei sentimenti e da una totale assenza di un’adeguata educazione erotica-sessuale, in grado di scatenare consapevoli sensazioni ed emozioni, da opporre alla ragione e all’istinto, al fine di creare quel sublime stato di percezione che consente di manifestare l’amore, liberato dal bisogno di un contratto. Quando respingiamo o viviamo il rapporto come una sorte di punizione, vuol dire che qualcosa si è rotto con il partner. La causa può anche essere il risultato di una incomprensione erotica-sessuale che nasce dall’assenza di una disinibita comunicazione e complicità. Infatti, non vi sono dubbi che l’orgasmo nella donna è più misterioso e difficile da raggiungere rispetto a quello dell’uomo, che spesso arriva prima. Ciò accade perché entrambi non comprendono l’importanza della continuità e della progressività, al fine di salire lentamente, uno dopo l’altro, tutti i gradini dell’eccitazione, evitando quella sfiducia nei confronti della propria mente e del proprio corpo.
I preliminari non devono essere solo un modo per creare eccitazione, in quanto sono l’opportunità che ha il sentimento per comunicare, è l’occasione per riuscire a liberarsi dalle tensioni del quotidiano, è quell’istante in cui il corpo è desideroso di accogliere le carezze e di sentirsi meglio compreso. E’ l’istante in cui si possono ridurre le distanze e possono crollare le barriere, consentendo alla tenerezza e alle carezze di creare le necessarie premesse per raggiungere la pace dei sensi e l’oasi dei nostri desideri
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04/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Quante volte si tradisce senza saperlo, un pensiero, uno sguardo, una carezza, un apparente casto bacio. Forse alcune volte vi è semplicemente il sospettato, il timore, di essere stato tradito. Solo se si ha il coraggio di andare al di là delle proprie debolezze e timori, si può scoprire quella libertà che consente di donare e ricevere un po’ di serenità.
Non è facile comprendere i condizionamenti e le influenze che imbrigliano l'esistenza, in quanto il tutto avviene gradualmente, in un contesto che appare essere naturale, quasi spontaneo, ma che rende l'individuo prigioniero della sua realizzazione e mistificazione.
E’ un condizionamento che si insinua lentamente, che seduce la mente fino a soggiogarla, che irrompe in modo da modificare la percezione della realtà, creando suggestive e radicate convinzioni che trovano sostegno nel mistero, abile sottorifugio in cui vengono sepolti tutti i quesiti a cui non si è in grado di dare risposte.
Non è importante soffermarsi su ciò che sembra, ma occorre cercare di comprendere il senso delle emozioni, in quanto il giudizio non è in grado di modificarle o di renderle migliori, ma la consapevolezza può aiutare ad attraversare l’illusorio labirinto che ci circonda, per cercare di vivere una diversa esistenza, per tentare di superare la disinformazione che nasce dai bisogni, che a volte impediscono di comprendere, giustificare e assecondare.
In noi deve prevalere il desiderio di scoprire, la necessità di conoscere, affinche la mente possa liberarsi dalle suggestioni e dai giudizi. Occorre liberare l’amore dal bisogno e dal possesso, dalle pretese e dalle richieste e da qualsiasi forma di esclusività sentimentale, emotiva ed erotica. Occorre dare spazio alla comprensione, al dialogo e a tutte quelle forme di attenzioni, bisogna evitare di imporre i propri bisogni, mediante forme di richieste aggressive che sollecitano rinuncie. Tutto ciò può essere ottenuto solo se si è in grado di liberarsi dai complessi di inferiorità, dalle paure e dalle insicurezze. E’ errato credere che si possa amare una sola persona per volta e che un rapporto si impoverisca se si provano piaceri ed amori con altre persone.
Spesso il bisogno dell’altro serve a riempiere un vuoto interiore o a soddisfare una presenza necessaria per occupare il tempo libero. Occorre evitare di confondere l’amore con la pretesa e con l’esigenza di suggerire una esistenza come un assoluto, in quanto l’essere innamorato inizia con un incontro mediante il quale si decide di viaggiare insieme nel tempo. Il ricordo del passato, il bisogno di credere, spesso continua a tormentare il vivere quotidiano, sotto forma di sospetto, di timore che inevitabilmente possono portare a distruggere una storia, ma spesso il sospetto o la certezza del tradimento può essere una scelta per giustificare i bisogni, le debolezze o la necessità di soffocare l’ansia che impedisce di vivere i conflitti.
Non sempre il tradimento rappresenta il superamento dei limiti imposti dalla relazione di coppia, non sempre è sinonimo di infedeltà, adulterio, ma in quanto lato oscuro dei nostri bisogni, richiede il soffocamento del tormento per dare spazio al dialogo, al fine di cercare un recupero emotivo ed affettivo che possa ricondurre la relazione verso l’oasi della comprensione. Il tradimento, vissuto nella certezza di essere vittima inconsapevole degli eventi, può condizionare nel futuro, la capacità a fidarsi e a stabilire quel patto di reciproca lealtà e fiducia, fondamentale in qualsiasi relazione sentimentale. Forse è più opportuno considerarlo come un messaggio che l’altro non voleva consegnare, in cui vengono svelati i pensieri più nascosti, che impediscono di uscire da una situazione divenuta inaccettabile, anche se per certi versi discutibile. Spesso il rancore accumulato nel tempo può spingere il desiderio a vivere una nuova emozione, che è diverso dall’innamorarsi.
Sul piano della ragione, è stupido credere che esiste al mondo una sola persona in grado di alimentare le emozioni, in quanto diversi sono quelli che hanno affinità elettive ed emozionali compatibile con le nostre, con cui è possibile dare vita ad una stabile e felice relazione di coppia. Quando un rapporto attraversa periodi di buio, un incontro emozionale può essere l’inizio di un nuovo viaggio che può condurre l’individuo a percorrere strade parallele. In questi casi occorre rimuovere il senso di colpa, gli obblighi morali, cancellare l’idea di compensare il disagio con la pazienza e il sacrificio, al fine di evitare l’inferno del futuro. Occorre verificare i diversi percorsi e scegliere quello che meglio si adatta alle proprie esigenze, per iniziare o continuare quel viaggio verso il desiderio, in grado di costruire quell’unico grande amore.
Sul piano emozionale occorre, dopo un fase di purificazione dall’odio e dal rancore, separarsi per un periodo ragionevole, rielaborare i propri sentimenti, al fine di comprendere e decidere se si desidera investire nel rapporto con rinnovata fiducia e intensità di intenti oppure riconoscere con onestà che il rapporto è ormai giunto al termine. Occorre impedire, che l’astuzia del partner possa riaccendere la dipendenza dell’altro. Il fine di comprendere se la relazione si basa sul bisogno di avere una persona per combattere la solitudine o sul desiderio di un sentimento d’amore.
E’ stupidità e pura idiozia, pensare di volere imporre, da perfido dittatore delle coscienze, un credo che mortifica l’essere umano, in nome di bigotti dogmi ed inumane incoscienti pretese, che ignorano il disagio che si trovano costretti a vivere persone che non si amano più. Persone che scoprono nel tempo la crudeltà e la malvagità del proprio partner, di quelli che credevano essere portatori di amore e che invece si sono rivelati come individui indegni. Voler costringere i figli, giovani innocenti a vivere nell’odio alimentato dal disprezzo, è una disumana ed ingiustificata crudeltà. E’ una Vergogna, che senza alcun dubbio il giudizio punirà, in quanto non si potrà mai perdonare chi gode nella gioia dell’arroganza e nella consapevolezza di una indegna imposizione. E’ un atto terroristico nei confronti dell’individuo e della sua serenità.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
La Personalità è una dolce alchimia fra il Temperamento, fattore quasi immutabile in quanto determinato dalla nostra fisicità e il Carattere acquisito attraverso le esperienze maturate nel corso del nostro processo evolutivo e in modo particolare durante la prima infanzia. La personalità è l’adattamento del temperamento e del carattere alle regole educative e morali imposte dalla società in cui viviamo. Questo adattamento non è indolore per l’individuo che, per timore di essere respinto dalle persone che sono emotivamente importanti per lui, rimuove i conflitti comprimendoli e spingendoli nell’inconscio. Questa rimozione si trasforma in energia psichica repressa, che tuttavia rimane attiva. Questo processo di rimozione mortifica i nostri atteggiamenti e comportamenti.
A volte non riusciamo a vedere chi si ama o chi ci ama perché guardiamo solo agli aspetti negativi, forse perché non vogliamo più amare, anche se non riusciamo a disprezzare. Allora decidiamo di vivere in uno stato di perenne sensazione, con quel diffuso senso di desiderio, con quella strana voglia di amare e quel irrefrenabile bisogno di dover tenere sotto controllo tutto ciò che ci riguarda, soffocando per timore degli imprevisti, quel desiderio di voler correre dietro agli eventi. Spesso gli eventi che ci accadono sembrano governati dal fato, mentre in realtà il nostro destino è determinato dalle scelte che facciamo nel tempo, sotto l’influsso del nostro temperamento e carattere.
Attraverso la comprensione e la consapevolezza è possibile governare il nostro futuro, indirizzandolo verso traguardi più vicini ai reali bisogni e desideri. Le nostre convinzioni condizionano le relazioni e il modo di come ci comportiamo con gli altri. In un certo senso è come se gli altri si adoperassero a non tradire le nostre aspettative. In questa visione, parte del destino è determinato dal nostro atteggiamento. Ad esempio, se si vive nel timore di venir abbandonato o di essere tradito dal partner, inconsciamente si adottano comportamenti che in un certo senso favoriscono il verificarsi di ciò che si teme. La sfortuna quindi, in un certo senso non esiste come realtà, ma è un prodotto psicologico che si crea e si sviluppa nella mente e trova il modo per concretizzarsi attraverso gli atteggiamenti e quindi le scelte.
Immaginamo, per esempio, di aver avuto relazioni sentimentali negative, a seguito di ciò il nostro carattere lentamente si modifica, in quanto comincia a prevalere la diffidenza che attenua il senso della fiducia. Aspettarsi il peggio da una relazione, consente a livello inconscio, di adottare una serie di strategie difensive, nell’illusione di evitare ciò che si teme. La convinzione che tutti gli altri sono inaffidabili prende possesso della mente, che inizia a modellare comportamenti alimentati dalla diffidenza e dalla mancanza di stima. Questo senso di diffidenza viene percepito dall’altro come un atto di ostilità, come segnale di mancanza di interesse che inevitabilmente lo obbliga a modificare il suo sentire.
Immaginiamo ora, indipendentemente dalle esperienze avuto nel passato, di attuare comportamenti basati prevalentemente sulla fiducia, sull’ottimismo e sulla disponibilità. Questa predisposizione impedisce all'atteggiamento di modificarsi in negativo, che favoriscono di analizzare i comportamenti con un maggior senso di obiettività. Questo modo di atteggiarsi può contribuire a rendere più gradevole la propria immagine, favorendo un armonioso sviluppo del buon senso, in grado di alimentare con intelligenza la generosità, la comprensione, l’affetto e l’amicizia, anche se la stupidità spesso si ingegna per moltiplicare gli atti di malvagità. Inoltre non bisogna temere gli errori, ma occorre imparare a saperli controllare con l’intelligenza.
Questa disponibilità aiuta a sviluppare il senso della curiosità, dell’umorismo, dell’intuito e dell’ascolto. Ciò predispone a comprendere gli eventi, anche da un punto di vista diverso dal nostro. Ascoltare non significa udire, ma acquisire una più efficace sensibilità e attenzione nel capire sia gli altri, che se stessi. Ciò consente di cogliere il vero significato degli eventi e delle circostanze e ci abitua a pensare e ad avere una opinione anche diversa da quella che in genere ci impongono le nostre abitudini.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Esiste un amore che dura anche dopo la fine di un rapporto, non siamo in grado di dargli un nome, ma sappiamo che è quella profonda paura di amare che teme l’oblio, è quel relitto a cui disperati ci afferriamo, naufraghi d’amore, per superare il disagio per un qualcosa che ormai temiamo di aver perso per sempre. E’ un ricordo che vogliamo tener vivo per cercare di comprendere i comportamenti che condizionano la nostra felicità sentimentale, è un commovente viaggio attraverso il passato per rivivere ancora, quel dolce sentimento, culla delle nostre emozioni più intense, nell’illusione che la luce del ricordo, possa abbagliare l’inevitabile oblio che ricopre il nostro passato.
E’ il nostro desiderio che rivive di un ritorno, nell’ingenua illusione che il passato sia ancora nel futuro, perché non riusciamo ancora a vivere il nostro presente. Passioni e incertezze, ossessioni e follie che oscillano fra ricordi e desideri di una tragedia che minaccia la nostra possibilità a ricominciare, nella finzione dell’attesa, nel mistero di un incontro.
Il tempo e la noia ci rivelano la mancanza di quella incandescente esperienza, testimone di un vuoto e di quel inconsapevole desiderio di sapere perché, la memoria del presente, non riesce a sommergere i ricordi del passato. Spesso non riusciamo a dare risposte, non riusciamo a vedere quel futuro che sembra non esserci, ed allora ci culliamo attraverso i ricordi. E’ un gesto semplice che ci aiuta a vivere come in un sogno.
Quando perdiamo qualcosa, una piccola parte di noi vola via e ci resta solo quel ricordo che spera nell’oblio.
Alcuni ricordi attivano sensazioni, suscitano emozioni, spesso ci fanno soffrire perché ancora presenti nel nostro agire quotidiano, gli eventi continuano a parlare come se il tempo si fosse fermato. E' impossibile donare tutti i ricordi all’oblio, perché alcuni continuano a congelare quella carica di affettività, quella emozione intensa, che appare essere una dura maledizione, che obbliga a sopportare la frustrazione di non riuscire a soddisfare, le intime esigenze. Alcune volte una perdita affettiva equivale ad una disgregazione, ad un vuoto interno che viene vissuto come un drammatico tentativo di negare la perdita del sentimento, nell’assurda speranza di riuscire a relazionarsi con l’immagine del nostro fantasticare. Attraverso questa immagine si tenta di far rivivere un affetto, di dare forma ad una emozione in grado di annullare la perdita della relazione.
E’ il nostro Io che si ribella al distacco perché incapace di accettare la sconfitta di un sentimento e cerca, con un disperato tentativo, di ingannare la realtà, riversando su di essa inspiegabili sensazioni.
E’ inutile soffocare quel disagio sepolto nel nostro inconscio, q
uell’irrinunciabile ricordo è una risoluzione intelligente di un conflitto che tende verso la rimozione, che libera dall’angoscia interna e dalla depressione che arricchisce il bagaglio dei nostri sentimenti, garantendo una maggiore integrità psichica. La ricerca di un ricordo, quando supera la soglia del razionale, è immobilismo o timore di non essere in grado di costruire una nuova esistenza. Una relazione sentimentale non è solo un rapporto di reciprocità, a cui ancorarsi nella speranza di trovare sicurezza e protezione, necessaria per soddisfare quel bisogno di dipendenza, quando una parte di sé tragicamente viene a mancare. Quel inconscio bisogno dell'altro, spesso si trasforma in una pacata aggressività che si alimenta attraverso quel senso di colpa, che alcune volte può farci desiderare di morire d’amore.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Quando il desiderio si trasforma in sentimento, si soddisfa a un bisogno emotivo, che consente di misurare lo stato affettivo di una persona, inteso come benessere sentimentale. A causa di questa trasformazione il sentimento conduce verso il Sentire dell’altro, inteso come soddisfacimento di bisogni fisici ed emotivi. Sorge quindi spontanea una domanda:
è sufficiente questo mutamento per dire che viviamo l’amore?
Vivere l’amore, vuol dire saper ascoltare i sentimenti più profondi che sono dentro di noi. E’ inutile fuggire dalla realtà, in quanto si inganna innanzitutto se stessi. Occorre saper cogliere i segnali importanti che si cerca di mascherare, mediante l’atto del giustificare o peggio dell’ignorare. Occorre capire ed affrontare l’ansia, le paure, i timori, che spesso bloccano, in quanto possono spingere a lasciare latenti comportamenti, atteggiamenti o decisioni che sono già dentro di noi. La nostra esistenza è fatta di Episodi, di periodi che iniziano e finiscono. Un periodo che termina apre nuove opportunità per la crescita personale, per amare e per sentirsi amato, con il proprio partner o con uno diverso. La consapevolezza consente di conoscere e migliorare quella parte di noi che nel passato ha contribuito a creare ostacoli ed amarezze.
Vivere l’amore vuol dire introdurre nel rapporto fiducia e rispetto, vuol dire saper scegliere l’istante giusto per comunicare con il proprio partner. Occorre saper affrontare le discussioni con serenità, parlare con convinzione, cercare di fornire all’altro la possibilità di replicare, di capire. Occorre saper evitare il senso dell’insicurezza, le accuse, le recriminazioni, i ricatti sentimentali, in quanto non è utile contribuire a distruggere i fantastici ricordi del passato.
Un rapporto sentimentale non vive solo di istanti d’amore, ma si nutre anche di infantili ripicche quotidiane. Una parola pronunciata con leggerezza, spesso scatena comportamenti irritanti. L’orgoglio ferito con stupide provocazioni, alimenta maldestre vendette, silenzi accusatori, risposte aggressive. Spesso questi atteggiamenti sono un modo per punire.
Occorre evitare di utilizzare i figli per ulteriori tensioni e al solo scopo di crearsi Alleati.
Vivere l’amore vuol dire acquisire la capacità a sapersi difendere dalle provocazioni quotidiani, che lo stare insieme, inevitabilmente alimenta. Ad un’accusa a non saper fare qualcosa si può rispondere con accattivante ironia o chiedendo un aiuto nell’apprendere come fare meglio. Durante un litigio non serve cercare spiegazioni, ma attuare comportamenti che tranquillizzano, che fanno sentire l’altro al centro dell’attenzione, che seminano quiete. La rinuncia alle risposte aggressive, evita di innescare il ping-pong delle accuse, di creare tensioni e quindi infantili ripicche. Occorre saper riconoscere quando comportamenti e atteggiamenti sono causati dallo stress o dalle tensioni del vivere quotidiano. In questi casi occorre saper attendere e cercare, con comportamenti che tranquillizzano, di stemperare la tensione.
Vivere l’amore vuol dire riuscire ad avere anche una vita privata, degli spazi propri entro cui sviluppare e soddisfare le esigenze individuali e i bisogni sentimentali, di affetto, amicizia, ecc. Occorre evitare di invadere le reciproche libertà, con comportamenti alimentati da stupide e morbose gelosie o invidie. Vivere l’amore vuol dire saper razionalizzare il sesso, cercando di evitare di attribuirgli una esagerata importanza, per la buona riuscita del rapporto, in quanto l’inevitabile attenuazione della passione erotica può condurre ad una instabilità. Occorre saper rigenerare la seduzione, evitando i comportamenti scontati, la fretta, riscoprendo con il dialogo vecchie e nuove forme di sensazioni, che comprendono anche lo scambio dei ruoli. Confessare i propri desideri erotici, le proprie fantasie, perché vivere l’amore vuol dire anche saper realizzare i bisogni e le fantasie erotiche del partner. Ma se l’altro non riesce a capire, ed utilizza questi nostri atteggiamenti per tentare di dominarci, allora abbiamo una sola possibilità per salvare la nostra esistenza, la separazione, l’abbandono, consapevole che l’altro non ha saputo o non ha voluto amarci.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
I nostri comportamenti e atteggiamenti sono fortemente condizionati dalle persone con cui ci relazioniamo, a volte desideriamo farci amare, a volte decidiamo di farci odiare, perché ci spaventano i sentimenti che vediamo nascere in noi, oppure le riteniamo non compatibili con le nostre idee, con le nostre esigenze, con le nostre aspettative. Non sempre le persone sono disponibili a capire ciò che di vero c’è in Noi, non sempre hanno la capacità a sapere ascoltare, spesso si lasciano ingannare da ciò che ci vuole tradire.
Non possiamo chiedere agli altri ciò che Noi non riusciamo a fare, perché solo alcune persone sono disposte ad ascoltare la parte migliore di Noi ed ignorare quella che ci condanna. Quando si scrive si può riflettere, meditare, correggere ciò che riteniamo non coerente con l’immagine che vogliamo trasmettere, ma quando siamo a diretto contatto con una persona, sono le emozioni e i bisogni che ci guidano e se non siamo in grado di controllarli allora rischiamo di trasferire anche quell’immagine cattiva, che spesso ci sovrasta. Nei rapporti occorre farsi guidare dai sentimenti, dalle emozioni positive e non controllare dai bisogni, dalle convinzioni. Spesso quello che crediamo è diverso da quello che gli altri pensano gli di Noi.
In diverse circostanze, a causa delle nostre convinzioni, interpretiamo nel modo errato i comportamenti degli altri, li giudichiamo, li critichiamo, usiamo parole ed atteggiamenti alimentati dalla rabbia. Poi, quando ritorna il sereno vorremmo non aver gridato, non aver agito, ma spesso è troppo tardi perché il contenitore del rancore è ormai troppo pieno. Quando si usano parole forti, quando i nostri comportamenti sono aggressivi nelle banalità, sicuramente il contenitore delle emozioni è ormai troppo vuoto, quello del rancore è già troppo colmo. E’ tardi per agire e sperare che le cose possono cambiare, perché il contenitore del rancore può solo riempirsi, quello delle emozioni può solo svuotarsi. Non serve dire Lui non ha capito nulla di me; è stupido illudere con frasi ad effetto non ti merita, lascialo perdere; è inutile aggrapparsi ai sentimenti per sperare. Forse l’unica possibilità che abbiamo è di usare la ragione, guardare alla realtà, dimenticare per un istante le nostre ragioni, per ascoltare ciò che l’altro desidera, poi gridare con forza quelle che sono le nostre aspettative e quindi decidere oggi, per evitare di doverlo fare domani.
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