HeaderBlog
LaConoscenza.NET
Esiste una forte correlazione fra l’integrità della Mielina e le prestazioni espresse dagli individui durante i test di intelligenza. Poichè la qualità  di  questo materiale isolante sembra essere in gran parte determinata da fattori genetici, si può facilmente dedurre che svolge un ruolo fondamentale nel determinare l’intelligenza dell’individuo, rafforzando così l’idea che l’intelligenza è in gran parte ereditata, tuttavia questo non significa che non possa essere migliorata e potenziata con l’apprendimento e lo studioCome il cervello esprime l´intelligenza
SemantiBlog Album SemantiBlog Player Visualizza l'intero eBook Knowledge Management  SemantiBlog Bookmark 

Comunicazione Neuronale

I neuroni presentano dei lunghi e sottili prolungamenti denominati Assoni, attraverso i quali l’impulso nervoso, si propaga sotto forma di segnale elettrico, al fine di poter raggiungere parti del corpo anche molto distanti fra loro. Questo sistema consente la comunicazione tra le diverse parti del corpo.

Queste connessioni neuronali che trasmettono i segnali elettrici fra le cellule del cervello, sono rivestite da uno speciale strato di grasso denominato Guaina Mielinica (o Mielina) costituito da numerose membrane sovrapposte, composte al 70% di Lipidi e al 30% di Proteine. Questa guaina non è continua, ma ad intervalli ben definiti, presenta delle interruzioni denominate Nodi di Ranvier. In questi nodi, l'impulso nervoso si rigenera, ripristinando l’intensità del segnale iniziale. Ciò significa cha la conduzione dell’impulso nervoso non è continua, ma salta fra i diversi Nodi di Ranvier.
La mielina garantisce una elevata velocità di conduzione (superiore ai 100 metri al secondo). Se la guaina mielinica si danneggia, gli impulsi che corrono lungo la fibra nervosa subiscono un notevole rallentamento o addirittura possono bloccarsi, determinando l’insorgenza di diversi sintomi clinici.

Quindi, la principale funzione della mielina è di evitare la dispersione del segnale elettrico e di condizionare la velocità con la quale i messaggi viaggiano attraverso il cervello. Infatti, maggiore è la qualità della mielina, più veloce è la trasmissione dei segnali.

L’Intelligenza è determinata quindi da fattori genetici?

I neuroscienziati hanno scoperto che esiste una forte correlazione fra l’integrità di questa sostanza e le prestazioni espresse dagli individui durante i test di intelligenza. Poiché la qualità di questo materiale isolante è in gran parte determinata da fattori genetici, si può dedurre che questo strato di rivestimento, svolga un ruolo fondamentale nel determinare l’intelligenza dell’individuo (il è determinato anche da come si pensa), rafforzando così l’idea che l’intelligenza è in gran parte ereditata, questo non significa che non possa essere migliorata e potenziata con l’apprendimento e lo studio.

La velocità di elaborazione svolge un ruolo importante, tuttavia non è l’unico fattore che determina l’essere intelligenti, in quanto l’influenza genetica, varia a seconda della zona del cervello. Ad esempio il Lobo Parietale, che è coinvolto nella logica, nella matematica e nelle abilità visuo-spaziale (attività non verbali) è per l’85% determinato geneticamente, mentre il Lobo Temporale, coinvolto nell’apprendimento lo è al 45%. Attualmente diversi neuroscienziati sono alla ricerca di specifiche variazioni genetiche legate alla qualità della mielina, un probabile candidato è il gene di una proteina denominata BDNF, che promuove la crescita cellulare.

Si potrà in futuro misurare l’intelligenza dalla scansione del cervello?

Le radici genetiche dell’intelligenza trovano una conferma anche nell’esistenza di bambini intellettualmente superdotati oppure con grandi capacità artistiche o fisiche.

Processi Cognitivi e sogni

La comunicazione neuronale è anche influenzata dalle informazioni di relazione, memorizzate nel 50% circa della nostra memoria, in quanto costituiscono un sostegno diretto all’intelligenza.
E’ noto ormai da tempo che il nostro agire dipende dall’azione combinata di due o più tipi di pensieri situati su almeno due diversi livelli, non completamente inconsci. Nel primo livello vi sono i pensieri che utilizzano le capacità cognitive, mentre nei livelli inferiori vi sono quelli che potremo chiamare di riserva, che si manifestano quando decidiamo di smettere di pensare a qualcosa o quando il compito attuale è stato portato a termine mediante il ragionamento. Il vuoto mentale che a volte si crea, potrebbe essere dovuto all’esaurirsi di questi pensieri simultanei o causato dal tentativo della mente, di ritornare indietro nella sequenza del pensiero (ovviamente, questo processo non coincide con il pensare contemporaneamente a due cose diverse). Tutto ciò accade perché, l’unità che gestisce la memoria, cerca di mantenere vive solo le informazioni che considera rilevanti, oppure che possono diventare utili per l’elaborazione del pensiero corrente, mediante l’aggiunta di ulteriori elementi.

Da queste considerazioni emerge che è importante per la mente garantire un’efficiente operatività temporale delle informazioni, mediante una forma di pulizia in grado di ristrutturare il sistema cognitivo, in modo da garantire un’alta capacità intellettiva. Questo processo di ristrutturazione può avvenire solo quando il pensiero cosciente non è operativo. Probabilmente, ciò che ha reso possibile questo processo di ristrutturazione è stato il sonno, in quanto mentre si dorme la memoria di lavoro e le aree che regolano il processo relazionale, sono liberate dai molteplici compiti, per cui possono utilizzare l’analisi dell’esperienza quotidiana per la ristrutturazione e la memorizzazione.

L’effetto cosciente di questo processo è rappresentato dai sogni.

Probabilmente, quando la mente non ha sufficienti informazioni crea scenari fantastici, in modo da costringere l’unità cognitiva ad utilizzare l’intelligenza per scegliere e quindi decidere, in modo da poter cancellare la memoria a breve termine, eliminando le informazioni irrilevanti, senza dover rinunciare a quelle ritenute importanti. Se le unità cognitive non riescono a fornire soluzioni, il sogno può trasformarsi in ricorrente, mentre nei casi più complessi, cioè quando il problema relazionale appare irrisolvibile per la mente, le unità cognitive cancellano parzialmente o completamente le informazioni e quindi dimentichiamo per sempre o solo temporaneamente.

L’aver cancellate durante il sonno alcune informazioni può contribuire a risolvere i problemi relazionali fra le informazioni. E’ come dire, dormiamoci su, che il problema si risolve da solo.
La soluzione adottata dalla mente durante il sonno è quindi molto importante, in quanto da essa dipende dove e come memorizziamo le informazioni ed influenzerà le nostre scelte future in termini di riferimenti. Forse condiziona e determina anche la nostra facoltà ad apprendere.

Data Inserimento Post 25/03/2009 23.13.13  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email
 
La conoscenza che un’Azienda custodisce in modo inconsapevole è rappresentata dall’insieme di documenti, progetti, dati, statistiche, fatti, know-how, giudizi, metodologie, processi di lavoro, prassi organizzative e risorse umane. Gestire la conoscenza significa utilizzare strumenti informatizzati in grado di catturarla, organizzarla, classificarla e distribuirla in modo funzionale agli obiettivi aziendaliGestire la conoscenza
Visualizza l'intero eBook Knowledge Management  

La conoscenza che un’Azienda custodisce in modo inconsapevole è rappresentata dall’insieme di documenti, progetti, dati, statistiche, fatti, know-how, giudizi, metodologie, processi di lavoro, prassi organizzative e risorse umane. Conseguenza di questa inconsapevolezza, è che spesso intuizioni, potenzialità e creatività individuali restano a livello inespresso, in quanto non formalizzate.

La conoscenza non formalizzata, nelle attuale strutture aziendali, è condivisa solo come atto di volontà e sensibilità individuale. L’applicazione delle tecniche di Knowledge Management prima di tentare di modificare l’approccio culturale e organizzativo basato sulla consapevolezza, fiducia, motivazione e spirito di partecipazione del personale, si adoperano per introdurre una nuova struttura software in grado di razionalizzare, organizzare e riordinare il flusso delle informazioni all’interno dell’azienda.

Obiettivo del Knowledge Management è partire da questa considerazione per creare, programmare e attuare una conversione delle metodologie aziendali, per strutturare una base di conoscenza condivisa e distribuita con omogeneità all’interno dell’intera organizzazione aziendale. Una cultura formalizzata che crei una rete solidale, in grado di convogliare risorse per creare soluzioni, che trasformino il capitale intellettuale in servizi, integrazioni e innovazioni.

Gestire la conoscenza significa utilizzare strumenti informatizzati in grado di catturarla, organizzarla, classificarla e distribuirla in modo funzionale agli obiettivi aziendali. Non si tratta di semplici sistemi di archiviazione, ma di strumenti pensati per soddisfare sia i bisogni organizzativi, sia i loro utenti. Il fine è di ottimizzare le decisioni e i flussi di lavoro, aumentare la produttività delle persone evitando la duplicazione del lavoro, creare nuovi spazi virtuali in cui le persone possono condividere dati, documenti, informazioni, idee e risorse, capitalizzando conoscenze e competenze individuali, in modo da creare un nuovo valore per l'azienda.

Gestire la conoscenza significa anche utilizzare strumenti in grado di formalizzare il buonsenso, in quanto spesso si ha la sensazione che le indicazioni e i suggerimenti che le metodologie forniscono sono ovvi e generalmente adottati, in quanto risultato del buonsenso. Nella realtà, in diverse situazioni, l’assenza della Formalizzazione di una Tecnica, può offuscare il Buonsenso. Infatti l’individuo è in grado di applicarlo, come automatismo, solo nei contesti che sono congeniali alla sua cultura ed esperienza.
Compito delle metodologie di Problem Solving e del Knowledge Management è anche quello di contribuire alla Formalizzazione del Buonsenso, mediante la definizione di Metodologie e Percorsi coerenti con gli obiettivi.

Data Inserimento Post 23/02/2009 13.11.29  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email
 
Il percorso di sviluppo delle attività di un’Azienda è un processo iterativo, infinito nel tempo, che richiede continue risorse per alimentarsi. Quindi è importante individuare, quantificare, pianificare e controllare, lo sviluppo nel tempo, sia delle attività, sia delle risorse necessarie. Questo processo di analisi, costituisceIl Percorso delle Idee
Visualizza l'intero eBook Knowledge Management  

Il percorso di sviluppo delle attività di un’Azienda è un processo iterativo, infinito nel tempo, che richiede continue risorse per alimentarsi. Quindi è importante individuare, quantificare, pianificare e controllare, lo sviluppo nel tempo, sia delle attività, sia delle risorse necessarie. Questo processo di analisi, costituisce il Piano Strategico di un’Azienda, il cui obiettivo è di precisare, in un definito periodo temporale, le linee guide di sviluppo di tutte le attività dell’Azienda. Detto Piano, prevede due diversi percorsi:

  • Definizione degli Obiettivi Strategici
  • Definizione del Piano Operativo

Gli Obiettivi Strategici consentono di definire, i bisogni, le strategie dell’Azienda, la gamma dei prodotti e di monitorare l’immagine dell’Azienda nei confronti dei Clienti e dei collaboratori (interni o esterni). I principali Alert per l’Azienda sono:

  • Analisi dei Bisogni
  • Sviluppo delle Potenzialità
  • Potenziamento delle Relazioni
  • Estensione del potenziale conumicativo
  • Miglioramento del posizionamento sul mercato
  • Miglioramento dell’orientamento al cliente
  • Incremento della produttività e della rendita

Il Piano Operativo consente, partenfo dalla definizione delle strategie di derivare le linea guida del Concept, che attraverso lo sviluppo, consentono di creare il prodotto. Lo sviluppo del Concept quindi, determina l’azione che concretizza l’idea e realizza l’obiettivo, mediante un Piano Operativo che si sviluppa attraverso quattro distinte fasi:

  • Definizione degli Obiettivi. Compromesso aziendale sul prodotto
  • Formalizzazione delle Idee. Durante questa fase si realizzano i prototipi, si eseguono i test sui componenti critici, si verificano le idee innovative, seguendo una procedura Agile. 
  • Concretizzazione delle Idee. Durante questa fase si sviluppa il prodotto
  • Realizzazione del Prodotto. Durante questa fase si creano i presupposti per la riproduzione del prodotto.

Ciascuna di queste fasi termina con l’emissione di un documento di Delibera ed una Specifica. La delibera dichiara gli obiettivi da raggiungere, mentre la specifica descrive ciò che il processo successivo deve realizzare. Ovviamente il tutto deve essere eseguito in modo Agile, al fine di comprimere i costi e i tempi di realizzazione del prodotto. Le diverse delibere sono:

  • Delibera Obiettivi
  • Delibera Sviluppo
  • Delibera Tecnica
  • Rilascio Prodotto

Al fine di verificare lo stato delle attività, il Piano Operativo, deve prevedere un controllo quantitativo, costituito da:

  • Controllo Avanzamento Progetto
  • Controllo Finanziario
  • Controllo delle Risorse

L’esperienza ha dimostrato che, per sviluppare prodotti di successo, occorre seguire una strategia che si basa sulla combinazione di una efficace conoscenza del business, supportata dall'esperienza tecnologica e dalla creatività. Strategie e Competenza tecnologica per meglio incontrare gli obiettivi di business del cliente.
Lo scopo principale di questa fase è di raccogliere dati e di preparare la documentazione necessaria per definire il Compromesso Aziendale sul Prodotto.

Data Inserimento Post 23/02/2009 13.53.27  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email
 
La matrice Idee-Obiettivi consente di raccogliere le idee, di strutturarle e di suddividerle in categorie. Rappresenta una guida rapida per la scelta di soluzioni adeguate. Non deve essere usata per criticare o giustificare, ma per risolvere eventuali divergenze, al fine di precisare meglio cosa si desidera e come realizzarloMatrice IDEE - Obiettivi
Visualizza l'intero eBook Knowledge Management  

La matrice Idee-Obiettivi consente di raccogliere le idee, di strutturarle e di suddividerle in categorie. Rappresenta una guida rapida per la scelta di soluzioni adeguate. Non deve essere usata per criticare o giustificare, ma per risolvere eventuali divergenze, al fine di precisare meglio cosa si desidera e come realizzarlo.

 

Come faccio a verificare che sto facendo la cosa giusta?

Un efficace strumento di supporto che aiuta a dare una risposta alla precedente domanda è data dalla compilazione della Matrie Idee-Obiettivi, il cui fine è di contribuire a verificare il Flusso delle Idee.

 

Strategy

Concept

Development

Production

Obiettivo

 

 

 

 

Risultato

 

 

 

 

Attività

 

 

 

 

Input

 

 

 

 

La definizione del flusso delle idee deve sollecitare le seguenti domande:

  • Ho descritto l’idea in una forma adeguata?
  • Ho richiesto le informazioni che servono?
  • Ho individuato le modalità di accesso?
  • Ho definito le procedure?
  • Ho indivuduato le fasi necessarie per verificare il concretizzarsi delle intenzioni?
  • A cosa le voglio applicare?

 

Data Inserimento Post 23/02/2009 16.57.24  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email
 
Per comprendere il meccanismo che controlla il perseguimento degli obiettivi occorre far riferimento sia ai processi di formazione degli atteggiamenti, sia alle modalità secondo cui le intenzioni e le decisioni si traducono in azioni concreteMatrice Scopi - Intenzioni
Visualizza l'intero eBook Knowledge Management  

Per comprendere il meccanismo che controlla il perseguimento degli obiettivi occorre far riferimento sia ai processi di formazione degli atteggiamenti, sia alle modalità secondo cui le intenzioni e le decisioni si traducono in azioni concrete. Infatti, la comprensione dell'agire individuale o di gruppo, richiede di comprendere i processi che caratterizzano il perseguimento degli obiettivi. Inoltre occorre considerare anche il desiderio, come collegamento fra i processi cognitivi e quelli volitivi di compimento dell’azione.

Queste considerazioni di natura psicologica consentono di evidenziare l’importanza dell’utilizzo di un semplice ed efficace strumento di sintesi, che possa essere una guida consapevole da contrapporre a quella inconsapevole o inconscia, in grado di definire un diretto collegamento fra gli scopi e le intenzioni. Il fine è di ottenere un sistema in grado di soddisfare le esigenze aziendali e la formalizzazione di una Base di Conoscenza, in grado di indurre una previsione nel comportamento dei diversi componenti di un gruppo di lavoro.

Un valido e semplice strumento di formalizzazione della consapevolezza può essere la Matrice Scopo-Intenzioni.

 

Descrizione

Informazione

Accesso

Procedura

Scopo

Quale è lo scopo del servizio

A cosa serve l’idea prodotta

Perché il servizio a quel tipo di accesso

A cosa serve la procedura

Risultato

Quale risultato si ottiene utilizzando il sistema

Come si presenta l’informazione prodotta

Qual’è il risultato delle operazioni

Quale è il risultato dei vari passi della procedura

Attività

Quale attività occorre svolgere per utilizzare il servizio

Cosa si deve fare per ottenere le informazioni

Quali strumenti si devono usare per utilizzare il servizio

Quali sono i passi operativi della procedura

Input

Che tipo di input richiede l’uso del servizio

Quali tipi di dati alimentano il servizio

Come si introducono le informazioni richieste

Quali dati richiede la prodecura

Data Inserimento Post 23/02/2009 16.57.58  |  Social Bookmark
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google
  • Yahoo
  • Technorati
  • Facebook
  • OKNOtizie
  • Email