Il termine Ontologia deriva dal participio presente eimì:òn (essere), che al genitivo fa òntos (Onto) e dal termine greco logos (discorso o ragionamento); letteralmente significa Discorso sull’Essere. Quindi l’ontologia è una disciplina filosofica che si occupa dello studio dell’essere, in quanto essere e della qualità della sua esistenza, limitatamente a ciò che esiste in concreto o è pensabile.
Dal punto di vista storico è considerata una branca della metafisica, tuttavia mentre l’ontologia cerca di definire che cosa c’è, la metafisica cerca di stabilire che cosa è quello che c’è. Quindi, u
na motivazione fondamentale dell’ontologia è quella di individuare le categorie fondamentali dell’essere, sulla base di alcune interrogazioni:
-
Cosa è l’esistenza?
-
Quale è la relazione che esiste tra un oggetto e le sue proprietà?
-
È possibile distinguere fra proprietà essenziali e proprietà casuali di un oggetto?
-
Cosa è un oggetto fisico?
-
Cosa significa dire che un oggetto fisico esiste?
-
Cosa determina l'identità di un oggetto?
-
Quando un oggetto cessa di esistere?
In termini filosofici occorre quindi distinguere fra essere ed esistere. Mentre l’essere è in sé e non ha bisogno di altro (cioè è qualcosa di assoluto), l’esistenza non ha l’essere ed è quindi subordinata ad un essere superiore dal quale dipende.
L’ontologia in senso filosofico, è quindi lo studio delle caratteristiche fondamentali dell’essere, cioè di ciò che esiste. E’ la ricerca del senso profondo di ogni essere reale; mentre in ambito informatico, si intende la definizione di schemi di categorie molto generali, nei cui termini, occorre organizzare e integrare le diverse informazioni contenute nelle basi dati.
Quindi, una
definizione condivisa considera l’ontologia come la teoria dei soli oggetti che esistono nella nostra mente (e nel linguaggio) e ne definisce le relazioni.
Infatti vi sono diversi oggetti che non hanno un’esistenza o una identità fisica, in quanto sono stati creati dal linguaggio, esistono in base a convenzioni storiche o sociali, spesso il loro significato varia nei diversi contesti sociali, nei periodi storici, nei discorsi. Quindi compito dell’ontologia è quello di descrivere gli oggetti, in termini di meta-proprietà minime, tali da poter essere universalmente condivise, cioè creare un significato condiviso dei concetti, al fine di semplificare l’interattività delle comunicazioni e l’armonizzazione dei contenuti.
Una ontologia che consente agli individui innanzitutto di capirsi, senza obbligarli a pensare tutti nello stesso modo, in quanto possono coesistere diversi modelli operativi, se collegati da una ontologia sufficientemente generale. In altri termini non è necessario descrivere tutti gli elementi, ma analizzare e raggruppare le necessarie categorie e relazioni che servono per comprendere e per scambiarsi informazioni.