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La funzione sessuale
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La natura, nel creare il piacere sessuale, ha donato 9 parti alla donna ed una all’uomo.

La funzione sessuale è fortemente influenzata dagli ormoni. L’androgeno e l’estrogeno, presenti in quantità diversa in entrambi i sessi, sono i due tipi di ormoni sessuali, che contribuiscono a determinare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. La loro azione è molto intensa nel periodo compreso fra l’età infantile e la pubertà. Gli estrogeni vengono prodotti principalmente dall’ovaio, in risposta allo stimolo di un ormone ipofisario. Una piccola quantità di estrogeni è anche prodotta dalle ghiandole surrenali e dalla conversione di alcuni ormoni, mentre l’androgeno è prodotto dalla ghiandola surrenale. La sua principale funzione è di stimolare e controllare lo sviluppo e il mantenimento delle caratteristiche maschili.

Il piacere sessuale non è un semplice bisogno e non si limita ad una particolare parte del corpo, ma coinvolge l’intera persona. Con l’inizio della pubertà l’uomo è in balia degli ormoni che lo spingono a cercare un modo per scaricare la tensione che creano. L’autoerotismo è il modo più semplice e naturale, per poter raggiungere tale obiettivo. Inoltre, questa spinta ormonale lo obbliga a far prevalere il bisogno di sesso, rispetto ad una necessità affettiva, che può trovare spazio solo dopo aver soddisfatto le spinte ormonali.

Nella donna il risveglio ormonale è finalizzato alla fertilità e solo marginalmente si indirizza verso un fine di tipo sessuale. L’espressione della sessualità femminile è fortemente influenzata dalle fluttuazioni ormonali, è un’alchimia di componenti biologiche, psicologiche, sociali e culturali ed è fortemente condizionata dagli eventi riproduttivi.

L’uomo ha un rapporto diretto, visivo e tattile con il suo sesso, si eccita a partire dai genitali, per cui per poter condividere un sentimento erotico deve imparare a trasformare la sua eccitazione in sentimenti, mentre nella donna il sesso è interno, inaccessibile alla vista e quindi più difficile da stimolare rispetto a quello dell’uomo. Quindi la donna, per iniziare uno scambio sessuale, deve imparare a far circolare la sua eccitazione che, partendo dalla zona emozionale, deve raggiungere quella genitale, per poter successivamente ritornare alla mente sotto forma di piacere sessuale. Questa differenzazione spiega in parte il diverso modo dell’uomo e della donna, nel rapportarsi con la propria genitalità.

La sessualità, non è solo relazionale, ma è anche qualcosa di personale, un gioco di scambi affinché entrambi i partner possano raggiungere la soddisfazione, proponendo le proprie fantasie che eccitano e divertano, piuttosto che realizzarsi attraverso giudizi che possono soffocare i desideri. Quindi, il piacere sessuale, deve trovare una sua collocazione in un progetto complessivo esistenziale e di coppia. Per questo motivo, l’Educazione Sessuale da sola, in quanto tecnica, non è sufficiente a fornire strumenti adeguati, per cui deve essere supportata anche dall’Educazione Sentimentale. In realtà i due diversi tipi di educazione si devono integrare.

La risposta delle zone erogene, sotto l’influenza degli stimoli migliora, se vengono regolarmente attivate e se si apprende ad estendere la reattività corporea. Anche la potenza dell’immaginazione diventa più fervida se è spesso sollecitata ad intervenire, diversamente l’affievolirsi delle spinte ormonali e metaboliche, tipica dell’età avanzata, causa lentamente lo spegnersi del desiderio. Purtroppo la disumana cultura etica-religiosa, fondata su aride premesse sessuofobiche, ha contribuito a creare nel tempo una visione distorta del piacere sessuale e delle relazioni sentimentali, che ha prodotto notevoli guasti relazionali ed ha contribuito al diffondersi di diversi disturbi psicofisici e a creare i presupposti per lo sviluppo di diverse perversioni.

Inoltre la possibilità di sperimentare le relazioni e la sessualità è stata storicamente, per effetto della morale comune, concesso all’uomo, ma negato alla donna. Apparentemente ciò sembra aver favorito la sessualità maschile e inibito quella femminile, in realtà ha creato una serie di difficoltà che hanno reso più difficile realizzare quel necessario sincronismo fra sentimento, emozioni, desiderio e piacere, indispensabile per poter realizzare un’ottimale relazione di coppia. Quindi una donna, condizionata ad accettare il piacere solo se legittimato dal sentimento, incontrerà difficoltà ad abbandonarsi al desiderio, mentre un uomo educato in un ambiente prevalentemente maschilista, incontrerà difficoltà nel coniugare il sesso con i sentimenti e quindi tenderà ad integrare alla relazione con la donna che ama, un rapporto con un’altra donna, nella speranza di riuscire ad ottenere migliori esperienze di piacere, attraverso rapporti sessuali extraconiugali.

Spesso l’infedeltà si sviluppa anche attraverso un coinvolgimento emotivo, che precede il desiderio di avere rapporti sessuali e si manifesta mediante un profondo legame affettivo con l’amante. In quest’ultimo caso, spesso non prevale il bisogno di perdere i confort della famiglia, ma il timore di perdere l’amante, nell’istante in cui diventa moglie. Da queste difficoltà si sviluppa una incomprensione sensoriale che difficilmente riesce a coordinarsi con le emozioni di entrambi i partner.

E’ fondamentale durante lo sviluppo ricevere un’adeguata educazione sentimentale e sessuale, in quanto l’innamoramento è anche la possibilità di scoprire una sana sessualità e un adeguato piacere, necessari per creare sintonia, nella fusione dei corpi, sublimati da una forte componente emotiva ed affettiva. Ciò può contribuire a migliorare la propria immagine, a disporsi con serenità al giudizio e soprattutto a percepirsi come individuo in grado di amare e di saper risvegliare nell’altro un interesse, fondamentale per una dolce e serena esistenza affettiva. Infatti, spesso l’assenza di autostima può essere causa di esperienze tormentate e fallimentari, che difficilmente l’individuo riesce ad individuare fra le sue difficoltà.

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Piacere femminile
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Il piacere femminile oscilla fra la convinzione di essere un tabù e l’auspicio di trasformarsi in una fonte d’ispirazione. Un desiderio erotico che viaggia fra amore, sesso, emozioni ed affetto. Un piacere che nasce dall’eccitazione e dal desiderio, ma spesso provoca imbarazzo e vergogna, mista a timore o incapacità a sapersi abbandonare alle sensazioni. Un piacere che può risolversi solo attraverso una reazione fisiologica spontanea, quindi naturale nella sua essenza, per cui non dovrebbe essere considerato e percepito come un qualcosa di cui vergognarsi, in quanto processo fisiologico naturale.

Un'adeguata educazione sessuale, dovrebbe fornire corrette informazioni sulla natura dei sentimenti, delle emozioni e sulla struttura e funzionalità degli organi sessuali, sia in una visione orientata al piacere, sia in quella destinata alla procreazione. Purtroppo, secondo diverse statistiche, circa il 70% degli uomini e delle donne hanno una conoscenza molto grossolana del loro corpo. Spesso l’argomento viene percepito come un tabù, per cui crea un blocco emotivo, che ne limita la conoscenza.

Gli organi genitali maschili e femminili hanno una comune origine. Solo dopo la sesta settimana, gli organi genitali nel feto, iniziano a differenziarsi sotto l’azione degli ormoni. Infatti vi sono diverse analogia fra i genitali maschili e femminili. Le ovaie sono simile ai testicoli, il clitoride al glande e ai due corpi cavernosi del pene, le grandi labbra allo scroto, le piccole labbra al bulbo uretrale, la vagina della donna alla piccola vagina maschile presente all’interno della prostata.

La differenzazione sessuale quindi, è l’insieme dei processi biologici che determinano lo sviluppo degli organi genitali interni, necessari per la produzione degli ormoni e la maturazione delle cellule della riproduzione (ovociti e spermatozoi), degli organi genitali esterni (vagina, vulva, pene, scroto) e dei caratteri sessuali secondari (seno, distribuzione della peluria e del grasso nel corpo, timbro della voce, ecc.). Contrariamente all’uomo, il desiderio nella donna si risveglia prevalentemente per effetto delle emozioni cullate dai sentimenti, che attivano ben definite aree della mente, che in un certo senso cominciano a dialogare con il corpo. Senza questa fase emotiva iniziale il rapporto potrebbe essere percepito dalla donna come intrusivo e non gradito, quindi tradursi in assenza di interesse sessuale, che spegne il desiderio, provoca imbarazzo, induce sentimenti negativi e frustranti che potrebbero essere percepiti come difficoltà o incapacità a saper raggiungere l’orgasmo.

Nell’uomo, il piacere generalmente si concentra nell’area urogenitale, cioè negli organi genitali e in quelli dell’apparato urinario, mentre nella donna può estendersi a tutto il corpo. Secondo l'attuale modello neurofisiologico, è errato sostenere che il piacere nella donna possa essere solo clitorideo o solo vaginale, in quanto l’orgasmo vaginale è considerato una variazione del piacere clitorideo, che si manifesta per effetto dello sfregamento dei corpi durante il rapporto. Queste stimolazioni, attraverso la struttura clitoridea interna, costituita da corpi cavernosi simili a quelli del pene, premendo sulla vagina, ne aumentano la sensibilità. Inoltre, il pene muovendosi nella vagina, che è sprovvista di terminazioni nervose, produce il movimenti delle piccole labbra, che a loro volta stimolano il clitoride e le sue radici.

L’unica funzione del clitoride è di procurare piacere, in quanto è l’unica parte del corpo in cui vi è la più vasta concentrazione di recettori sensoriali. Sono oltre 8 mila (il doppio rispetto a quelli del pene) che catturano il contatto, registrano la pressione, rilevano il dolore e le variazioni di temperatura. Diversi test sperimentali hanno rilevato che circa l’80% delle donne ha bisogno di una stimolazione clitoridea per raggiungere l’orgasmo. Infatti la stimolazione è fondamentale per consentire la tumescenza del clitoride, cioè il suo rigonfiamento per accumulo dei liquidi che escono dai vasi. Durante il periodo di tumescenza, la sensibilità del clitoride diventa dieci volte più grande, consentendo il raggiungimento di livelli altissimi di godimento.

Il potenziale orgasmico nella donna è quindi effetto della tumescenza del clitoride, che è indipendente dal numero di orgasmi ed è lento nell’annullarsi, ciò le consente di percepire la sensazione di non aver ancora scaricata la tensione, che rafforza la sua convinzione di poter andare oltre. Il ripetersi dell’orgasmo accentua la persistenza della tumescenza, mentre il numero ne acuisce l’intensità.

Il piacere erotico nella donna è qualcosa di speciale, in quanto è l’unico in grado di associare tre diversi fenomeni: culmine, esplosione e ripetizione. Infatti, una successione di stimolazioni di una zona erogena della donna, provoca una sensazione di piacere che è leggermente superiore a quella provata in precedenza. Il susseguirsi di queste stimolazioni, provocano sensazioni di intensità gradualmente crescenti, fino a quando non si raggiunge un livello in cui esplode una particolare sensazione di piacere, la cui intensità è la somma di tutte le piccole sensazioni provate in precedenza. Questa esplosione è l’orgasmo, un piacere che percorre l’intero corpo, per esplodere nella mente. La sua durata è in genere breve, mentre la sua estensione supera i limiti della zona stimolata, per raggiungere gran parte del corpo.

Questa sensazione di piacere ha la possibilità di ripetersi, consentendo alla donna di rinnovare all’infinito, il piacere. In diverse donne la penetrazione assume una dimensione cerebrale che le consente di estendere l’orgasmo a tutto il corpo o di procurarle un’attenuazione delle sensazioni. In altri termini, la penetrazione rappresenta un’attività necessaria per validare la relazione sessuale sia per un fine biologico sia per motivi socialmente valorizzanti.

Ad innescare la sensazione erotica e a trasmettere quel senso di sicurezza, rilassamento e benessere, necessario per accendere il desiderio, possono contribuire i sentimenti e le emozioni, lo sguardo dolce, le parole affettuose che rassicurano, quelle sensazioni che riescono provocare iniziative stimolanti, a colpire l’immaginario erotico fatto di fantasie romantiche in grado di riempire la mente di pensieri, desideri e immagini, di scambi corporei in grado di anticipare il gusto delle sensazioni visive e tattile. Inizia così quella fase di progressiva aumento del desiderio che rende il corpo più recettivo a fornire sensazioni di piacere e a trasmettere alla donna un diffuso senso di benessere. Segue un istante in cui il piacere si stabilizza, al fine di consentire il consolidamento dell’eccitazione e di spostare l’interesse erotico dal corpo verso gli organi genitali. All’improvviso si manifesta un ulteriore aumento delle sensazioni, che innescano un’attività di migrazione delle emozioni verso un processo fisiologico, che implica anche una temporanea eclissi della coscienza. E’ l’istante in cui comincia a prevalere l’attività motoria-muscolare, che consente al flusso delle sensazioni che in precedenza fluivano verso i genitali, di invertire la direzione e di irradiarsi verso l’intero corpo, per esplodere all’interno della mente.

E’ una risposta riflessa difficile da controllare, un’attivazione automatica di un insieme di processi neurofisiologici che comportano un aumento della pressione del sangue, un eccesso di secrezione salivare, sudorazione, congestione facciale, arrossamento cutaneo, una serie di contrazioni muscolari automatiche (da 3 a 15, ogni 0,8 secondi), un battito cardiaco accelerato, una respirazione ansimante e rallentata.

Mentre nell’uomo l’orgasmo è una spinta ad uscire dal proprio corpo, nella donna è uno slancio ad aprirsi per accogliere il partner dentro di se. Molto difficile da realizzare è l’orgasmo simultaneo in quanto il ciclo di risposta sessuale della donna ha un tempo che è 4 volte superiore rispetto a quello dell’uomo, ciò rende molto difficile raggiungere quella sincronia che conduce all’orgasmo simultaneo Affinché il tutto avvenga nel migliore dei modi è importante conoscere i diversi messaggi involontari, associati all’orgasmo della donna e quali parte del suo corpo sono sensibili alle carezze necessarie per trasmettere quel senso di sicurezza, rilassamento e benessere, necessario per accendere il suo desiderio.

Durante la fase di eccitazione aumenta la lubrificazione, i capezzoli diventano turgidi, la vagina inizia a contrarsi, la respirazione accelera, il collo, il viso e le spalle si arrossano, le piccole labbra si dilatano e i piedi si piegano all’indietro, mentre le zone del corpo che trasmettono alla donna un senso di benessere sono: la testa (bocca, collo, sopraccigli, base dell’orecchio), la colonna vertebrale, l’interno della coscia, il dorso dei piedi, il seno e i capezzoli. Per concludere, diverse donne hanno un qualcosa in più, una piccola zona, un'esplosivo dono della natura, noto come il Punto della Beatitudine.

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Tutte le cellule del corpo sono sessuate
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Ogni cellula del nostro corpo possiede 46 cromosomi, suddivisi in due coppie di 23, di cui 22 non sessuali detti Autosomi e una coppia denominata Cromosomi Sessuali(XX e XY). Uno di questi, nelle cellule dell’uomo, è il Cromosoma Y, che causando una variazione nella produzione degli ormoni sessuali che circola nel sangue, modella sessualmente il nostro corpo, agisce sul cervello e crea le differenze fra i due sessi. Inoltre, due diversi tipi di ormoni sessuali l’androgeno e l’estrogeno, presenti in quantità diversa in entrambi i sessi, contribuiscono a determinare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili e femminili. Questo sviluppo si accentua durante il passaggio dall’età infantile alla pubertà.

Il centro del desiderio sessuale è prevalentemente localizzato in una specifica parte del cervello, denominata Area Limbica. Questa area si attiva durante il periodo dello sviluppo puberale e resta attiva per l’intera esistenza. Le fantasie erotiche e l’attrazione verso l’altro sesso, cioè lo stimolo interiore che risveglia il desiderio sessuale, risiede in questa area e si attiva mediante messaggeri chimici che provengono dalle aree vicine, dalla corteccia cerebrale e dagli ormoni che circolano nel sangue. La perfetta interazione di questi meccanismi e la capacità di modulazione degli ormoni, sono quindi i principali responsabili della biochimica dell’amore.

L’effetto benefico degli estrogeni (ormoni sessuali femminili) sulla libido non è una conseguenza della stimolazione diretta di parti sensibili del corpo, ma è causato da quella particolare sensazione di benessere, percepita da alcune aree del cervello. Gli androgeni (ormoni sessuali maschili) invece hanno un effetto benefico diretto, per cui sono i principali responsabili del risveglio del desiderio, delle fantasie erotiche e quindi dell’esplosione dello stimolo interiore all’attività sessuale.

La sessualità nella donna non è una semplice attività, come accade nell’uomo, il cui fine è quasi esclusivamente quello di procurarsi il piacere, ma rappresenta un complesso fenomeno in cui intervengono anche cause non strettamente erotiche sessuali. Infatti, la sessualità nella donna è fortemente condizionata dalle innumerevoli tempeste ormonali che sono alla base, di quel complesso processo neuro-chimico, che regola la sua libido. Inoltre, come in tutti gli individui, il bisogno di intimità, dipende anche da fattori psicologici e cognitivi, dal bisogno di affetto inteso come intimità emotiva, dall’aggressività espressa in modo diretto o indiretto, dalla necessità di scaricare tensioni cognitive o di ottenere vantaggi di natura diversa. Infine anche la storia personale, un rapporto non sereno con il proprio corpo, un alto livello di ansia o di stress, le abitudini, i ricordi, le esperienze passate, le vecchie relazioni, la tristezza, la solitudine, l’ansia possono condizionare l’agire erotico, inibire il desiderio sessuale e creare difficoltà ad abbandonarsi.

Durante il periodo della gravidanza, in molte donne, si ha una progressiva riduzione del desiderio, accentuato dall’ostacolo del pancione, dalla diminuzione degli estrogeni e dall’aumento del livello del progesterone, che agisce da sedativo, mentre dopo il parto il desiderio si attenua a causa dell’aumento della prolattina. Anche lo stress e l’uso di antidepressivi contribuiscono all’aumento della prolattina, e quindi ad un calo di desiderio, mentre la depressione e la menopausa, sono responsabili di una progressiva riduzione degli estrogeni e degli androgeni, che causano quindi una diminuzione del desiderio erotico. Ulteriori cause di disturbo possono derivare dai forti condizionamenti sociali, morali e religiosi che la donna subisce, che contribuiscono ad accentuare l’inibizione e la libera espressione di desideri ed emozioni. Inoltre, l’errato convincimento che l’appagamento sessuale maschile sia prioritario rispetto a quello femminile, il timore di essere criticate, sminuite o abbandonate, le obbliga spesso ad accettare rapporti anche in assenza di desiderio. Ciò contribuisce a creare rabbia repressa e frustrazione che l’allontanano dalla ricerca di una propria dimensione sessuale. Infine, eventuali problemi di lubrificazione vaginale possono, durante il rapporto, causare un senso di fastidio che induce la mente a spegnere il desiderio, al fine di evitare il dolore, inoltre la mente può, in diverse situazioni, attuare anche un meccanismo di difesa, che consiste nel consigliare alla donna di evitare un eventuale rapporto sessuale, anche se giustificato da motivazioni affettive o istintuali.

L’incidenza degli ormoni nella donna non è solo negativa. Infatti il desiderio si accende, per esempio, durante il periodo dell’ovulazione, cioè a metà ciclo, al fine di favorire la riproduzione. Il desiderio sessuale si risveglia con il crescere del legame affettivo, con il consolidarsi della stima e della fiducia nell’altro, con la capacità a saper risvegliare il celato senso della passione. Inoltre può rafforzarsi con l’autostima, con una buona immagine di sé, con la qualità delle relazioni che è in grado di stabilire con le persone che la circondano.

Ritenere la sessualità, una esperienza privata, è fonte di vergogna che nasce da una disinformazione strategica, che consente alla pornografia e alle perversioni di diffondersi in modo incontrollato, dando la possibilità, alle menti distorte, di trasformarsi in pericolosi e perversi malati sessuofobici. Questi atteggiamenti sessuofobici disturbanti e disfunzionali, nei riguardi del sesso, sono il risultato di cattiva o assente educazione sessuale e dal vivere in ambienti che hanno fortemente condizionato e compromesso uno armonico sviluppo erotico sessuale.

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Il senso dell´Intimità
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L’interesse dell’uomo per una donna si accende sotto la spinta del desiderio fisico, inteso come veicolo di sensazioni che gradualmente migrano, dal prevalente interesse per il corpo, verso la personalità di Lei, mentre nella donna l’interesse viene ricambiato quando, la sensazione del sentirsi amata, riesce a liberarla dalle inibizioni imposte dalle regole morali e sociali. Questa liberazione è indispensabile per consentirle di aprirsi al desiderio fisico. Quindi, partendo da bisogni totalmente opposti, una relazione sentimentale inizia a fiorire quando, le diverse esigenze, riescono a raggiungere un soddisfacente compromesso psicologico e fisico, attraverso il senso dell’Intimità.

Questo percorso di avvicinamento non sempre riesce a realizzarsi in modo equilibrato, a causa di differenti esigenze psicologiche o di spudorata opportunità. La differente intensità del desiderio sessuale, rispetto all’aspettativa sentimentale, al senso di libertà, al bisogno di affermazione intesa come volontà di potenza, al prevalere dell’impegno o dell’amore sociale, possono contribuire a sviluppare Stili o modi diversi di amare.

Se in rapporto prevale in modo eccessivo, il bisogno di una vicinanza fisica, la relazione si caratterizza come Amore Passionale, mentre se prevale la condivisione di sentimenti ed interessi, rispetto al bisogno sessuale, la relazione si trasforma in Amore Platonico. L’Amore Disinvolto, nasce quando l’attenuazione del Sentimento e l’assenza di gelosia favoriscono un rapporto libero, in cui entrambi decidono di avere anche differenti partner, mentre al suo opposto vi è l’Amore Possessivo, in cui prevalente è il bisogno autoritario di possesso assoluto dell’altro, che spesso non è apprezzato per le sue qualità, ma rappresenta la soddisfazione di un bisogno di pura affermazione di potenza e di malvagio autoritarismo. L’Amore Riflessivo, nasce quando l’individuo non è in grado di vivere forti emozioni, in quanto è prevalente in lui l’impegno sociale, mentre al suo opposto vi è l’Amore Altruistico, in cui dominante è quella forma di Amore che non necessita di essere ricambiato.

Questi diversi stili di amore, spesso tendono a combinarsi fra loro, a volte in modo casuale, a volte in modo inconscio o inconsapevole, caratterizzando le relazioni secondo necessità e bisogni temporanei o duraturi. Ritenere caratterizzante di una relazione solo le motivazioni sessuali, i bisogni fisiologici e i sentimenti è un errore, in quanto anche la cultura, il contesto sociale, le abitudini, l’assenza dell’intimità e la motivazione all’Amore, possono contribuire al successo o compromettere una relazione. Tuttavia, in questo caos motivazionale è possibile, attraverso l’Intimità, intesa come vicinanza emozionale, semplificare il processo di avvicinamento e di consolidamento di una relazione. L’intimità si trasforma quindi in un legame di affetto, di reciproca fiducia, rispetto e attenzioni, in grado di alimentare il desiderio di comunicare sentimenti, sensazioni ed emozioni, al fine di consentire all’altro di conoscere il profondo dell’essere, senza il timore di venir tradito, mediante un utilizzo malvagio delle debolezze narrate. L’intimità può trasformarsi così in una straordinaria relazione sentimentale, in cui trasferire affetto e sentimenti, in cui diviene possibile risolvere conflitti e paure, attraverso una comunicazione non difensiva delle sensazioni e dei sentimenti.

Aprirsi all’altro vuol dire far cadere le proprie difese, al fine di consentire di farci conoscere nell’intimo, nella consapevolezza che l’altro è in grado di rispettare i nostri sentimenti. Diverse persone non riescono ad amare perché temono il senso dell’intimità in quanto, per motivi inconsci, è fonte di ansia e sensi di colpa. Quindi si donano atteggiamenti artificiosi che possono indurre a far perdere interesse per il partner, ad impegnarsi in una seria infinita di relazioni occasionali, a legarsi in modo morboso ad un amore razionalmente impossibile, a rendere difficile o impossibile la nascita di una nuova relazione. Spesso anche la pratica esclusiva della masturbazione o del sesso mercenario, sono artifici adottati per spegnere il desiderio di condividere tenerezza ed affetto.

Il timore dell’intimità può avere effetti destabilizzante anche in persone che vivono una relazione stabile. In questi casi ne risente maggiormente il rapporto sessuale che lentamente tende a spegnersi, mentre aumentano le probabilità di un tradimento. L’intimità è possibile solo se vi è fiducia, rispetto e quel senso di sicurezza che si alimenta attraverso la stima, necessaria per consentire soprattutto alla donna, di abbandonarsi al desiderio sessuale. E’ un modo per dire mi fido di Te.

Nell’intimità, si comunica anche con il corpo, in quanto la nudità e le carezze possono trasmettere quelle sensazioni che è impossibile comunicare attraverso le parole. In questo caso il sesso diventa un modo per comunicare la condivisione, il piacere, l’eccitazione, il potere, il timore della dipendenza e la capacità di saper esprimere tenerezza, attraverso il contatto fisico o mediante messaggi verbali. Tuttavia l’intimità non può essere un’aspettativa troppo idealizzata, in quanto potrebbe essere fonte di frustrazioni e delusioni, che potrebbe condurre alla rinuncia dell’altro.

L’intimità non si acquisisce in modo spontaneo ed automatico, ma è un percorso che l’uomo e la donna devono compiere insieme, è un qualcosa che è influenzata della storia personale dell’individuo, dal senso dell’intimità vissuta durante l’infanzia e dall’onestà non spinta all’eccesso. Inoltre, dipende dall’intensità e dalla capacità di saper comprendere i sentimenti; dal grado di fiducia che si ha nei confronti dell’altro; dall’impegno, inteso come conseguenza dell’affetto, di rafforzare il rapporto intimo sia nei giorni felici, sia in quelli di difficoltà

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Sesso e intimità
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La sessualità è un’opportunità per accedere all’amore

Quando si parla di educazione sessuale ci si riferisce quasi esclusivamente alla conoscenza del corpo e alle tecniche per esercitare un’arte il cui fine è godere di un piacere fisico, mentre vengono quasi totalmente trascurati aspetti emozionali, atteggiamenti e motivazioni che sembrano apparentemente essere estranei alla sessualità. Parlare di educazione sessuale significa mettersi in relazione, al fine di comprendere e valorizzare la propria dimensione sessuale, intesa come consapevolezza delle proprie scelte, nel rispetto della libertà degli altri.

Esiste un differente atteggiamento e una sostanziale diversità fra l’uomo e la donna. E’ noto che per l’uomo è più importante il sesso, mentre per la donna è prioritario il sentimento. Questa fondamentale differenza è in parte determinata dall’educazione, dalla morale, dalle regole sociali e in parte da motivazioni psicobiologiche. Riuscire a comprendere e accettare queste differenze, significa raggiungere un soddisfacente livello di intimità e di comprensione, che può condurre a modificare i pregiudizi, di non sentirsi criticati nelle preferenze e di evitare di pretendere dal partner ciò che può essere per l’altro, causa di disagio.

Per l’uomo la sessualità è l’opportunità per risvegliare le emozioni, al fine di acquisire la consapevolezza dei propri sentimenti e di percepire il bisogno di amare. Quindi, è attraverso la sessualità che gli uomini possono scoprire i sentimenti, percepire le emozioni al fine di ottenere un appagamento emotivo.

Comprendere questa caratteristica, può aiutare la donna ad acquisire una visione diversa della sessualità e dell’atteggiamento dell’uomo. Infatti, l’uomo spesso non cerca solo il sesso, ma attraverso il sesso, inteso come veicolo di sensazioni, può scoprire i sentimenti per accedere all’amore. L’uomo, quando incontra una donna che gli piace, prova una immediata pulsione sessuale, in quanto rapida ed automatica è la produzione degli ormoni responsabili dell’eccitazione, quindi senza una regolare e soddisfacente attività sessuale, il legame sentimentale con la sua partner si indebolisce, fino a quasi scomparire, anche se può perdurare il sentimento di affetto.

La sessualità può essere quindi per l’uomo quel filtro magico che ravviva l’entusiasmo e rafforza l’amore. Per la donna è il bisogno di sentirsi amata, che risveglia il desiderio fisico. Questa esigenza di tenerezza è spesso ignorata, equivocata o non compresa dall’uomo. Tuttavia, quando la donna raggiunge la certezza di essere amata, il suo atteggiamento diviene più rilassato e disponibile ad abbandonarsi ai piaceri fisici. Quindi, solo dopo essere stata rassicurata sui sentimenti e soddisfatta sul piano emotivo, che la donna diventa più affettuosa ed inizia ad aprirsi al desiderio fisico, in quanto l’attrazione verso un uomo, non si traduce subito nel desiderio, perché il piacere nella donna cresce (diversamente dall’uomo) molto lentamente.

La donna privata dalle attenzioni romantiche e non soddisfatta sessualmente, attenua la sensualità e l’erotismo, in un certo senso è come se dimenticasse il desiderio, mentre se riceve le attenzioni che gradisce, si apre totalmente al suo partner ed inizia ad avvertire il desiderio sessuale. Per la donna quindi, l’eccitazione non è solo piacere del godimento, ma anche certezza di vivere e risvegliare amore ed affetto. Quindi l’attrazione non nasce per sfogare la voglia di far sesso, ma è un’opportunità per condividere un sentimento, da cui scaturisce il desiderio del piacere. Il sesso è quindi l’espressione dell’amore, che è diverso dalla voglia di fare sesso, forse per questo motivo la donna in genere, non è costretta a ricorrere a fantasie erotiche per eccitarsi. Infatti per poter raggiungere un sufficiente appagamento, deve percepire l’emotività del suo partner.

Nell’uomo, la vista ha un ruolo fondamentale, infatti attraverso lo sguardo si attiva l’attrazione che istintivamente si trasforma in desiderio di guardare il corpo di Lei, mentre per la donna il corpo dell’uomo non rappresenta un interesse primario, in quanto desidera innanzitutto conoscere la persona. Quindi gli uomini sono colpiti prima dall’aspetto estetico e solo successivamente il loro interesse si trasforma in voglia di conoscere anche la persona. Questa sostanziale differenza fa credere alla donna che l’attrazione fisica che l’uomo manifesta sia dovuta alla sua superficialità, mentre in realtà è che entrambi vogliono giungere allo stesso traguardo anche se percorrono sentieri diversi. Infatti con il consolidarsi del rapporto, l’interesse dell’uomo, gradualmente migra dal corpo verso la personalità di Lei, in quanto è attraverso la conoscenza che può crescere l’intimità, l’amore e quindi la probabilità di una migliore esperienza erotica, in grado di accendere quella passione che può evitare di trasformare il sesso, in noioso e meccanico esercizio fisico.

Quindi, la voglia di sesso non finalizzata solo al piacere, può aiutare a far crescere il sentimento dell’amore. Infatti, una relazione può elevarsi solo se è alta la fiducia reciproca e si è accettati per quello che si è, non per quello che l’altro vorrebbe. E’ il desiderio che consente all’altro di sentirsi accettato, sono le carezze che attraverso il contatto consentono all’uomo di risvegliare la tenerezza e le sue romantiche inclinazioni. L’uomo inizia a dimenticare le esigenze della donna, quando in lui si attenuano sentimenti ed emozioni. A causa di ciò, cresce il suo bisogno di sfogarsi sessualmente, che attenua la sua voglia di tenerezza.

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Sesso e Sentimenti
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Il sentimento è la fonte con cui alimentare il desiderio sessuale

La percezione della solitudine può essere causa d’ansia, perché accentua quel senso del sentirsi indifesi ed incapaci di riuscire a penetrare in un contesto sociale. Per evadere da questa prigione, l’individuo usa la creatività o il lavoro, oppure la sessualità o la parola Amare. Diversi individui, sono incapaci di sfuggire a quel senso di solitudine che li avvolge, per cui cercano di esorcizzare l’ansia e l’isolamento affettivo, mediante l’illusoria soluzione sessuale, basata sull’azione puramente meccanica della penetrazione, privata della fondamentale e indispensabile componente affettiva sentimentale. Questo modo di praticare il sesso può donare all’individuo, un temporaneo senso di soddisfazione fisica, senza tuttavia riuscire a risolvere nessuno dei problemi di insoddisfazione psicologica.

Un rapporto sessuale privo di sentimento, nasce per soddisfare un puro bisogno fisico. Rappresenta una forma di perversione, in quanto implica un atto di violenza egoistica, anche se vi è accondiscendenza dell’altro, che in un certo senso è costretto, per motivi diversi, volontariamente a subire l’aggressione. Questo tipo di rapporto non potrà mai creare quel legame che può consentire di superare il baratro che divide ed impedisce al sentimento, di donare il più alto dei piaceri, in quanto la fusione dei corpi è fittizia ed orgiastica e quindi non potrà mai condurre al vero orgasmo.

Diverse donne usano, come meccanismo di compensazione della loro percezione dell’abbandono, l’arma della seduzione, per attirare l’attenzione. L’essere seduttrice, quando non è usato per conquistare sulla base di un sentimento, ma per un bisogno, può solo produrre avventure di breve durata, che rafforzano il timore dell’abbandono e contribuiscono a creare nella donna quel senso della diffidenza, che può compromettere la loro capacità ad amare e a costruire relazioni erotiche, alimentati dal potere afrodisiaco del sentimento. La sessualità si trasforma quindi in una sorta di illusorio dominio, che è nemico del desiderio, mentre il vero potere sessuale non è solo condivisione del desiderio di fusione dei corpi, ma è anche una relazione sentimentale che concretizza un incontro di emozioni, fantasie, sentimenti, storie personali, desideri e pudori, che implicano il riconoscimento dell’altro, perché senza una relazione sentimentale non può esistere la vera sessualità. Una relazione sentimentale dovrebbe essere quindi, la conquista quotidiana del piacere a stare insieme in assoluta libertà e non la premessa di un obbligo che nasce dal bisogno di fare sesso o creare un legame quasi indissolubile nel tempo.

La sessualità è condizionata da educazione, ideologie, religione, moralità, abitudini, norme sociali, ecc. Una diffusa imposizione sessuofobica religiosa, ritiene che il desiderio sessuale sia un bisogno che nasce per soddisfare un istintivo e animalesco comportamento, che per motivi morali e sociali occorre reprimere, anche quando fra le persone esiste una condivisa e consapevole volontà. Una criminale imposizione dottrinale, che viene giustificata in nome di una teologica stupida e perversa morale. 

Un’educazione sessuale severa e repressiva ricevuta nell’infanzia, limita e compromette i bisogni, generare sensi di colpa, paure e timori infondati, che si accentuano con cattive ed errate informazioni sulla sessualità. Questa errata educazione può creare, in diversi individui, una forte dipendenza da sesso, quasi un’ossessione che oscilla fra il desiderio e la depressione, che impedisce all’individuo di poter placare il suo impulso erotico.

L’incomprensione e l’incompatibilità dell’idea della sessualità fra l’uomo e la donna, nasce da una errato principio educativo, che diffonde l’idea che l’uomo necessita di un soddisfacimento prevalentemente fisico (voglia di sesso), mentre la donna di uno prevalentemente emotivo (desiderio di amore). Per superare questa incomprensione occorre modificare l’origine del desiderio, che non deve nascere da un bisogno visivo di tipo voyeuristico, ma svilupparsi attraverso i sentimenti e il sentire dell’altro. La sessualità sublimata dal sentimento consente di armonizzare le emozioni con il corpo, al fine di poter realizzare quella divina fusione, che consente di annullare le differenze. Rifiutare il sesso vuol dire compromettere quel dolce sentimento che chiamiamo amore, vuol dire aver fatto proprio quell’inutile senso di colpa indotto da quella vile e meschina morale sessuofobica che è la principale causa delle più odiose forme di perversioni.

Una sessualità che si alimenta di sentimento, è un rapporto anche se occasionale, che richiede un senso di fiducia e di confort psicologico che può essere raggiunto solo attraverso il semplice atto del Toccarsi, prima che si trasformi in dolci carezze. Il tatto può favorire, sia il fiorire di sentimenti e sensazioni, sia la capacità a saperli comunicare, per consentire di eliminare il naturale senso del pudore e il disagio legato alla nudità. Mediante le carezze si riesce ad agire sui meccanismi del cervello, al fine di migliorare l’armonia con se stessi e quindi con il partner, in modo da creare quella dolce alchimia fra piacere fisico e gioia emotiva, che favorisce la complicità di coppia, stimola le sensazioni di benessere, facilita la complicità ed alimenta il livello di spontaneità.

Amare una persona non vuol dire imprigionarla con una sorte di contratto, ma dialogare per cercare di comprendere, senza imporre le proprie convinzioni e regole morali. Amare una persona è diverso dal desiderio di possederla per poter attenuare l’ansia creata dalle proprie debolezze. Amare vuol dire riuscire a liberarsi dai pregiudizi e dalle imposizioni di ordine morale non condivise, specie quando riguardano la sfera individuale. La morale spesso alimenta l’odio, mentre la rabbia impedisce la ricerca della verità, mediante una onesta e razionale forma di dialogo. Amare è una facoltà che non si dimostra con un valore di intensità esclusivo, dichiarato mediante affermazioni: sei mia, amo solo Te, in quanto si può amare solo se vi è assenza di esclusività e di possesso, che trasforma inevitabilmente una persona in un oggetto di esclusiva proprietà.

In altri termini occorre evitare di considerare l’altro come oggetto di piacere, da cui trarre godimento, evitare di sentirsi prigionieri di un legame, in quanto i sentimenti non devono soffocare la pulsione sessuale, ma la devono condividere. E’ solo nella libera scelta di desiderare di stare insieme che l’amore può trasformarsi in essenza miracolosa ed esprimere il più alto senso dell’intimità.

Provo un senso di disgusto quando l’autorità politica e religiosa vuole imporre alle persone, con leggi e dogmi, l’obbligo a stare insieme anche se ormai si odiano, perché in questo modo si distruggono i valori su cui si regge il vivere civile e si mortifica il sentimento dell’Amore. Queste persone, se sono in buona fede, confondono l’Amore con il desiderio di possedere, il bisogno di stare insieme, la necessità della dipendenza. In realtà predicare l’indissolubilità dell’unione, serve a rafforzare il convincimento della fede e a consolidare la dipendenza dell’individuo dal bisogno.

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La scoperta del Piacere
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Una convinzione molto diffusa ritiene che il sesso sia penetrazione o appagamento di un piacere e che un rapporto debba terminare con un orgasmo, non con la soddisfazione di un bisogno. Questa convinzione spesso obbliga la donna a fingere un orgasmo, per esprimere un bisogno di concedersi il piacere, per il timore di non essere considerata una buona amante, perché si vergogna di esprimere i suoi desideri, ma soprattutto per un senso di rispetto verso il suo partner, per evitare di ferirlo nel suo orgoglio.

Questa esigenza di normalità, spesso obbliga la donna a negare l’esistenza di un bisogno al femminile, necessario per vivere una sessualità più adeguata alle sue esigenze. Una sessualità considerata un dovere, piuttosto che una possibilità di libertà nell’esprimere sensazioni ed emozioni. In questa visione di normalità il desiderio di una vita di coppia, il piacere di stare con l’altro, i motivi razionali, economici e sentimentali, sono spesso considerati più importanti dell’orgasmo. Amare una persona è diverso dal desiderarlo. Una donna è soddisfatta, perché percepisce di essere amata, apprezza i gesti di tenerezza e di passione in quanto gli consentono di percepire il calore di una presenza importante, ma spesso l’assenza di un erotismo al femminile, la obbliga a desiderare che il rapporto finisca nel minor tempo possibile.

In una relazione occorre ricercare un adeguato modo per una sincera confessione, per un dialogo senza accuse o aggressioni, fatto di spiegazioni, nella certezza che la sincerità possa essere apprezzata piuttosto che ferire, nella convinzione che quando non si riesce a confessare la propria insoddisfazione, probabilmente nel rapporto di coppia, non vi è più comunicazione. Occorre ricercare occasioni per stabilire un dialogo, per parlare delle proprie emozioni, sentimenti e desideri, in quanto esprimere i propri bisogni, è un percorso indispensabile per l’evoluzione di un rapporto, in cui deve prevalere il dare e il ricevere, senza alcun obbligo. Spesso la donna si sente prigioniera di un rapporto monotono e ripetitivo in quanto non avviene nulla di nuovo o di creativo, quindi inevitabilmente finisce per annoiarsi.

La chiave del piacere femminile è in primo luogo un’adeguata conoscenza del corpo della donna, è entrare nelle sue emozioni, è percepire le sue sensazioni e i suoi bisogni. Solo se il partner conosce ciò che fa godere la sua donna, se è in grado di capire, quando sente il bisogno di tenerezza, quando quello di possesso nel senso erotico del termine. Nella donna, l’orgasmo non è un riflesso visibile e automatico come nell’uomo, ma è una conquista che occorre saper apprendere, in quanto le modalità per raggiungerlo sono diverse e cambiano a secondo delle circostanze. Non è il raggiungimento di un traguardo, ma un percorso attraverso le emozioni che possono guidarla verso il piacere.

L’autoerotismo è un modo semplice per scoprire le proprie zone erogene, ma è anche molto importante riuscire a liberarsi dalle inibizioni, dai sentimenti di pudore, angoscia e vergogna, per riuscire a comprende se stessa e per trasmettere queste scoperte al proprio partner. Ovviamente è indispensabile una comprensione libera da pregiudizi e giudizi, che eviti di compromettere la volontà della donna di comunicare i suoi desideri e le sue voglie. Spesso ci si chiede se è normale masturbarsi anche quando si ha un partner. L’autoerotismo è una delle prime esperienze sessuali, è il primo contatto di intimità, è un efficace modo per scoprire il proprio corpo, i suoi meccanismi erotici, le relative reazioni per apprezzare i possibili piaceri, piuttosto che la loro negazione.

Abbandonarsi all’energia sessuale è un modo per generare quel benessere interiore in grado di influire positivamente su i diversi aspetti del nostro vivere quotidiano, consentendoci di entrare in intimità con il nostro corpo e con quello del nostro partner. L’autoerotismo è un gioco sessuale da condividere con il proprio partner, è un piacere privatissimo, è un percorso privilegiato verso il piacere, è un’attività intima in grado di procurare piacevoli sensazioni, è un modo per rilassarsi, è una valida alternativa ai periodi di astinenza, è una variante alla penetrazione in grado di liberare l’immaginario erotico. Purtroppo spesso è imbarazzante parlarne. Occorre farsi coraggio, in quanto non vi sono particolari motivi per soffocare o inibire il proprio erotismo, occorre inserirlo con intelligenza anche nel rapporto di coppia, in quanto può consentirci di superare quelle situazioni in cui il partner, non riesce a soddisfare i nostri bisogni sessuali. Tuttavia occorre evitare che divenga la principale fonte di piacere.

Per una donna la soddisfazione sessuale è il risultato di tante piccole cose. Occorre tempo e impegno per scoprire ciò che può donare piacere, ma soprattutto è importante far conoscere al partner la nostra sessualità nascosta. L’educazione imposta dalla famiglia, dalla società e dalla religione trasmette un errato timore e senso di colpa, che contribuisce ad inibire l’erotismo. Occorre quindi sviluppare il proprio immaginario ed alimentare il desiderio di vivere nuove esperienze erotiche, in grado di creare situazioni che eliminano l’inibizione, in modo da favorire il crescere progressivo dell’eccitazione e del desiderio. Le prime volte è difficile accarezzarsi, in quanto non si è in grado di alimentare le proprie fantasie, che vengono istintivamente respinte, per motivi romantici, per pudore o senso di colpa. Una fantasia erotica è immaginaria, ma se realizzata diventa esperienza, alcune volte piacevole ed eccitante, altre volte deludente. Occorre acquisire la sensibilità ad adeguare il nostro immaginario erotico alla realtà, tenendo conto delle differenze che vi sono fra le fantasie erotiche maschili e quelle femminili. Infatti, mentre negli uomini sono rivolte quasi esclusivamente verso la realizzazione di un rapporto, nelle donne servono ad aumentare gradualmente il desiderio e l’eccitazione.

La sessualità è qualcosa di complesso, spesso regolata da manifestazioni corporee, da sensazioni, da condizionamenti psicologici, da esperienze sensoriale che consentono di tradurre il desiderio in eccitazione.

L'ostacolo più difficile da superare è sicuramente quello di informare il partner sulle proprie voglie, in quanto il sesso è un argomento che genera imbarazzo. Cambiare i ritmi e le modalità del rapporto sessuale favorisce l’intesa con il proprio partner e consente di acquisire una maggiore conoscenza del proprio corpo. Infatti, in alcune donne prevale il fattore psicologico, quindi desiderano sentirsi amate e coccolate. Per eccitarsi hanno bisogno di tempi lunghi, quindi preferiscono posizioni che consentono di guardare il partner, di baciarlo, in altre invece prevale il fattore fisiologico, quindi hanno bisogno di trovare la posizione, il modo e la tecnica più idonea per poter raggiungere l’orgasmo.

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Paradossalmente, l’errore che generalmente si commette, è di scegliere il proprio partner perché si è innamorati. Il matrimonio è un progetto di una esistenza che dovrebbe basarsi sulla condivisione di valori, piuttosto che di passioni che sono inevitabilmente destinate ad attenuarsi nel tempo. Ciò non significa rinuncia ai sentimenti, che devono necessariamente essere un collante emotivoDeclino dell’Amore Emotivo
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Paradossalmente, l’errore che generalmente si commette, è di scegliere il proprio partner perché si è innamorati. Il matrimonio è un progetto di una esistenza che dovrebbe basarsi sulla condivisione di valori, piuttosto che di passioni che sono inevitabilmente destinate ad attenuarsi nel tempo. Ciò non significa rinuncia ai sentimenti, che devono necessariamente essere un collante emotivo

L’individuo ha un indispensabile e forte bisogno di vivere quelle sensazioni, che solo le emozioni, i sentimenti, l’affetto e la sessualità, sono in grado di produrre, ingredienti che la ragione non potrà mai fornire. Tuttavia, l´idea dell´innamoramento guidato dalle forti e incontenibili pulsioni sembra ormai socialmente in declino.

Ciò significa che occorre riflettere sulla validità dei modelli attuali, che sono anche influenzati da un nuovo senso della solitudine, da una crescente incapacità dell’individuo a costruire rapporti e da una forma impersonale di comunicare, basata prevalentemente su un contatto mediato e non diretto. Quindi è aumentato il rischio dell’isolamento che nel tempo diventa intollerabile, tale da spingere l’individuo verso un obiettivo che è di ricerca per colmare un vuoto interiore, piuttosto che di condivisione e di affetto. Occorre apprendere a vivere le emozioni in modo diverso, cioè a saperle dosare con una ragionevole dose di razionalità e riflessione, diversamente è alto il rischio che i sentimenti possano travolgere l’individuo, rendendolo schiavo di passioni distruttive.

Lo studio del cervello e l’individuazione delle diverse aree che vengono coinvolte durante le fasi dell’innamoramento e del periodo successivo, consentono di dare una interpretazione diversa di quelli che sono i comportamenti adottati, durante l’evolversi di una relazione sentimentale. Innanzitutto è importante distinguere fra il termine Sessualità, che occorre riferire agli aspetti psicologici, sociali e culturali del comportamento e il termine di Attività Sessuale, riferito prevalentemente alle tecniche, alle pratiche sessuali e al piacere che ne deriva dall’esercitare tale pratica.

Recenti studi hanno rilevato quanto sia fondamentale la sessualità, per la costruzione dell’identità personale e dello sviluppo in senso sociale ed evolutivo dell’individuo, in quanto la sessualità nell’individuo, non è l’espressione di comportamenti istintivi, ma contribuisce a determinare la personalità, per cui condiziona i comportamenti razionali, influenza le relazioni sociali, culturali ed educative. Attraverso la sessualità, l’individuo esprime le sue emozioni, condiziona in modo determinante la sua capacità a costruire una solida ed efficace relazione affettiva, sentimentale.

Sorge spontanea una domanda: perché l’attività sessuale si esprime attraverso forme che variano fra una dimensione erotica sentimentale e la perversione? La risposta a questo interrogativo è che il Piacere Sessuale è una dimensione personale di ogni singolo individuo, in quanto è determinato dall’esperienze vissute e dai condizionamenti sociali ed educativi a cui è stato sottoposto. Tuttavia, il Piacere Sessuale, è anche un’esperienza fisiologica, per cui è importante, per comprenderne la vera essenza, considerare le attività neuro-psicofisiologiche che generano quel piacere, percepito come sessuale, la cui qualità non dipende da recettori periferici specifici, simili a quelli delle altre sensazioni, ma da come vengono elaborate dal sistema nervoso centrale a livello corticale, nella globalità dell’esperienza interiore e sensoriale dell’individuo.

Quanto detto consente di comprendere il perché della variabilità individuale della sessualità, in quanto è esperienza prevalentemente psichica. Infatti, anche se la genetica determina la struttura fisica, le funzionalità dipendono dall’esperienze che modellano l’individuo, in cui la sessualità rappresenta una particolare dimensione della mente, che è individuale. Ciò spiega anche il differente immaginario erotico degli individui e le memorie ad esso associate che inevitabilmente condizionano l’innamoramento, l’attrazione sessuale, l’eccitazione e quindi la qualità del piacere che ne deriva.

La sessualità umana coinvolge anche diverse zone neuronali che elaborano le emozioni, per questo motivo si hanno manifestazioni somatiche che si evidenziano soprattutto a livello genitali.
Generalmente l’individuo costruisce le sue relazioni in base al sesso, ed è accolto nella società in base alla sua appartenenza biologica in una dei due sessi e durante la crescita costruisce la sua identità sessuale sulla base dei rapporti con l’ambiente culturale in cui è inserito ed è fortemente condizionato da fattori genetici ed educativi, tuttavia i suoi comportamenti, la sua identità sessuale è fortemente condizionata dalla sua identità di genere, che determina il modo in cui esprime la propria sessualità, che influenza il suo modo di essere.
Le differenze fisiche tra maschi e femmine, sono biologicamente determinate, mentre la mascolinità e la femminilità, anche se costruite a livello biologico, sono fortemente influenzate dal contesto sociale.

Con il termine sesso, invece ci si riferisce a caratteristiche biologiche che riguardano i cromosomi, le gonadi, gli ormoni, mentre con il termine genere ci si riferisce alle caratteristiche come la femminilità, la mascolinità,che riflettono i processi di socializzazione e di sviluppo psicologico. All’inizio tutti i bambini si identificano con la madre, ma mentre i maschi durante lo sviluppo si differenziano da essa, in quanto spinti da influenze biologiche a formare una identità maschile caratterizzata da una maggiore autonomia e individualità, le femmine, nella formazione del proprio Sé, restano più strettamente connesse a quelle della madre, per cui ne assumono maggiormente le inclinazioni.

Questi primi orientamenti di genere sono poi, più o meno rafforzati socialmente e consolidati dalla capacità dei genitori a saper sollecitare un’autonomia emotiva, nello sviluppo della dimensione psichica dei loro figli. Ciò significa che dall’analisi del temperamento e del carattere della madre, dal modello familiare che esprime, è possibile acquisire utili elementi per predire come la figlia svilupperà il suo percorso futuro e quindi individuare quegli elementi che possono fornire una indicazione sul ruolo che assumerà e sulla sua capacità ad esprimere il sentimento di amore. Un antico detto popolare dice: guarda la madre e scoprirai la figlia.

La passione, l’innamoramento possono durare una vita solo se l’individuo è in grado di trasformali in affetto e condivisione emotiva, solo se si è in grado di esprimere una intimità priva di giudizi e pregiudizi, se si è in grado di moderare le inevitabili frustrazioni che il vivere comune produce. Quando si è innamorati la razionalità si spegna e impedisce all’innamorato di individuare quegli aspetti della personalità che nel tempo inevitabilmente travolgeranno il vivere quotidiano della coppia.

Nell’individuo, specie nel periodo adolescenziale e giovanile, spesso prevale la ricerca di sensazioni forti, in quanto quelle strettamente connesse con le esperienze quotidiane, risultano noiose e non in grado di suscitare livelli sufficienti di gratificazione, attenzione ed interessi. La noia e quel senso di vuoto prevale, perché l’individuo non è più in grado di provare interesse e piacere, nelle sue quotidiane attività. Questo disagio psichico, può spingerlo verso la ricerca di nuovi e più intensi stimoli, spesso trasgressivi, ma comunque a forte impatto emozionale. Questa tendenza alla ricerca di sensazioni forti, sembra essere legata all’attività di enzimi neuro-regolatori del sistema limbico (Monoamine) e a quelli di alcuni neurotrasmettitori (quali ad esempio la Dopamina e la Norepinefrina), che vengono sollecitati da un bisogno strettamente correlato alla personalità dell’individuo, che risulta essersi connessa a particolari esperienze comportamentali.

Infatti alcune dimensioni relative al temperamento, cioè ricerca della novità, evitamento del pericolo in quanto fonte di ansia, dipendenza dal premio e persistenza, rispecchiano principalmente influenze genetiche, la cui regolazione coinvolge i seguenti sistemi neuronali:

  • attivazione comportamentale, sollecitato dalla Dopamina
  • inibizione comportamentale, sollecitato dalla Serotonina
  • mantenimento comportamentale, sollecitato dalla Noradrenalina

mentre le dimensioni relative al carattere, quali:

  • autodirezione, cioè capacità di guidare se stesso
  • cooperatività, cioè capacità ad essere di supporto per gli altri
  • autotrascendenza, cioè capacità di liberare se stessi, dai limiti della propria personalità

sono strettamente legate al concetto del Sé, che risente del livello di accudimento ricevuto dai propri genitori, durante il periodo critico di sviluppo della personalità (specialmente da 0 a 6 anni) e successivamente dalle esperienze sociali vissute dall’individuo.
Queste fondamentali componenti determinano la qualità d’amore che un individuo sarà in grado di esprimere, che è indipendente, anche se condizionata, dal partner scelto.

Data Inserimento Post 26/05/2010 6.48.45  |  Social Bookmark
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