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Ciclo Mestruale
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Con la pubertà inizia nella donna un periodo di cambiamenti che coinvolgono sia la sfera fisica, sia quella psichica ed emozionale. E’ un percorso sorprendente, imprevedibile, coinvolgente e problematico.

Il primo ciclo mestruale, generalmente compare intorno ai 13 anni. Segnala l’inizio della pubertà e l’avvenuta maturazione sessuale della donna, mentre la sua scomparsa verso i 47 anni (tra i 40 e i 60 anni), indica la fine dell’attività ovarica e l’inizio della menopausa. Ciò accade in quanto, i follicoli responsabili dell’ovulazione, si sono esauriti ed è cessata la produzione degli estrogeni.
Sembra che si possa determinare in modo più accurato (rispetto alla semplice data di nascita), l’arrivo della menopausa nella donna, mediante la misura del livello nel sangue dell’ormone antimulleriano (Amh), in quanto riflette il numero di follicoli presenti nelle ovaie.

Il ciclo mestruale della donna è essenzialmente controllato dall’Ipotalamo, Ipofisi e Ovaie, mentre i principali protagonisti sono gli ormoni, cioè sostanze chimiche che vengono rilasciate nel sangue, per stimolare o inibire l’attività degli organi bersaglio, al fine di regolare i processi che guidano lo sviluppo e il funzionamento dell’apparato riproduttivo e dei caratteri sessuali secondari.

L’ipotalamo controlla l’attività dell’ipofisi mediante il rilascio delle gonadotropine (GnRH). Il fine è di segnalare all’ipofisi che deve produrre l’ormone Follicolo Stimolante (FSH) e l’ormone Luteinizzante (LH) per stimolare l’ovaio, ghiandola a secrezione interna, affinché possa indurre la maturazione di un ovulo e quindi la sua espulsione durante la fase dell’ovulazione.
A seguito di questa stimolazione, l'ovaio inizia produrre anche due ormoni, l'estrogeno (cioè l’Estradiolo, ormone femminilizzante) e il progesterone, in grado di provocare cambiamenti nel sistema riproduttivo e di regolare il ciclo mestruale. L’estradiolo predomina nella prima parte del ciclo mestruale (cioè nei primi 14 giorni), mentre il progesterone nella seconda parte del ciclo, per svolgere l’importante funzione di protezione dell’endometrio, tessuto che riveste l’utero, dagli effetti degli estrogeni e di salvaguardare, nelle prime fasi della gravidanza, l’impianto embrionale.

Il ciclo Mestruale nella donna (o Ciclo Ovarico) è quindi un processo controllato dall’attività ciclica dell’Ovaio e regolato dalla produzione degli ormoni sessuali estrogeni e progesterone. Il ciclo si ripete sempre nel medesimo modo, al fine di strutturare l’apparato di riproduzione, per una eventuale gravidanza.
Durante il ciclo si verificano diversi cambiamenti fisiologici che coinvolgono l’apparato di riproduzione. Nelle donne che hanno un ciclo regolare, la durata media è di 28 giorni, ma viene considerato normale anche se varia da 24 a 34 giorni. La fase soggetta a variazione è quella preovulatoria, mentre dall’ovulazione alla mestruazione trascorrono sempre 14 giorni, in quanto gli eventi ormonali si controllano reciprocamente.

Il giorno 1 coincide sempre con il primo giorno della mestruazione, mentre il giorno 14 è sempre quello relativo all’ovulazione, in quanto non si considerano nel conteggio gli eventuali giorni di ritardo che possono verificarsi durante questo primo periodo del ciclo. Durante la giornata dell’ovulazione, la secrezione vaginale diventa più fluida (simile all’albume dell’uovo), la donna avverte un forte dolore in corrispondenza dell’ovaio, il desiderio erotico improvvisamente aumenta.
Il giorno che precede l’ovulazione, è segnalato mediante un picco di estrogeni, che induce un aumento dei Sali nella saliva, rendendo così possibile individuare facilmente il giorno dell’ovulazione mediante l’Eva-Test, che consiste nel misurare il livello dei Sali nella saliva. E’ possibile individuare anche il giorno che segue l’ovulazione mediante la misura della Temperatura Basale, da effettuare preferibilmente la mattina al risveglio, mediante uno speciale termometro da inserire nella vagina (la temperatura si innalza di circa mezzo grado). Considerando un normale ciclo di 28 giorni, la curva della temperatura basale presenta 3 fasi. Una prima fase di bassa temperatura (inferiore a 37°), che comprende il periodo mestruale e quello che segue (dura circa 13 giorni). Verso il 14° giorno si verifica una brusca diminuzione della temperatura, seguita il giorno successivo, da un brusco rialzo termico, che si completa nell'arco di 48 ore. La temperatura rimane poi elevata per la rimanente parte del ciclo.
Il picco di abbassamento segnala alla donna che l'ovulazione sta per avvenire. La temperatura si innalza quando il Corpo Luteo inizia a produrre progesterone.

Per comprendere come funziona la propria curva della temperatura basale è necessario annotare più cicli. I giorni utili per il concepimento sono i due giorni che seguono il picco di discesa della temperatura.

Verso il 28° giorno, se non è avvenuta la fecondazione, il corpo luteo che ha prodotto progesterone per 14 giorni si atrofizza ed inizia a regredire. Il progesterone diminuisce, la mucosa entra in una fase involutiva, termina la stimolazione sull’utero e l’endometrio inizia a sfaldarsi, dando origine al flusso mestruale.
Se invece è avvenuta la fecondazione, verso il 20 giorno del ciclo, il Corion (membrana più esterna dell'uovo fecondato) inizia ad inviare al corpo luteo, segnali simili a quelli dell’ormone LH, sostituendosi di fatto alla segnalazione luteinizzante dell’ipofisi, ormai inibita dall’alto livello del progesterone. Il fine è di impedire la regressione del corpo luteo e di preservare la mucosa uterina.

La produzione di progesterone, da parte del corpo luteo, aumenta nel corso della gravidanza. Infatti, verso il 4° mese la placenta diviene la principale fonte di produzione di progesterone. L’alto livello di progesterone è necessario per sostenere la mucosa uterina e inibire la maturazione di nuovi follicoli. In altri termini, l’Endometrio, subisce modificazioni prima per effetto degli estrogeni dovuti alla produzione ovarica e successivamente, dopo l’ovulazione, dal progesterone, che trasforma il tessuto in modo da poter accogliere un eventuale ovulo fecondato. Quindi, schematizzando gli estrogeni favoriscono la proliferazione della mucosa uterina, mentre il progesterone preserva la sua funzionalità.

Durante il periodo della gravidanza gli ormoni nella donna sono al servizio del desiderio e dell’amore, la libido subisce alti e bassi, il corpo e il desiderio si modificano. La trasformazione del corpo induce grandi cambiamenti sia psicologici che fisici. Può accadere per esempio che alcune donne si sentano estremamente femminili, altre prive di voglia di fare l’amore, per i dubbi, la fatica, la paura del parto o di far male al bambino, in quanto ignorano che il feto è perfettamente protetto.
In quest’ultimo caso è importante non rinchiudersi in se stessi e parlarne con il partner, al fine di trovare insieme soluzioni razionali, in quanto è importante evitare di allontanarsi, perché la gravidanza è solo una tappa nel progetto di una coppia. Tuttavia se perdura l’assenza di desiderio è importante che la donna cerchi di assumere un atteggiamento tenero e sensuale con il proprio partner, al fine di evitare di trasformare un evento lieto, in un’occasione per far emergere l’angoscia.

Durante la gravidanza, le forme del corpo rendono la donna estremamente sensuale, la vagina diventa più elastica e lubrificata, la circolazione del sangue rende il seno più sensibile, per cui la gravidanza può anche trasformarsi in una occasione per la coppia di inventare un diverso modo di vivere la sessualità, consolidando il progetto di vita insieme, rendendolo più solido con la nascita del figlio.

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Protagonisti del ciclo mestruale
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Ai fini riproduttivi, il controllo ormonale nella donna è dominato dall’ipotalamo, dall’ipofisi e dalle ovaie.

L'ipotalamo è una regione cerebrale, sede di importanti centri nervosi. Tuttavia una delle sue principali funzione è di controllare l'attività della ipofisi, mediante l’ormone ipotalamico denominato Fattore di Rilascio delle GonadotropineGnRH (Gonadotropin-Releasing Hormone), il cui compito è di comunicare all’Ipofisi gli ordini da inviare all’Ovaio. E’ il principale responsabile della periodicità del ciclo mestruale, in quanto controlla la secrezione ipofisaria delle gonadotropine, FSH (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone luteinizzante).

L'ipofisi è una piccola ghiandola situata alla base del cervello, connesso con un breve fascio di fibre nervose all’ipotalamo, regione cerebrale che ne controlla il funzionamento, attraverso il rilascio degli ormoni ipotalamici. L'ipofisi comprende due lobi, anteriore e posteriore, la cui funzione è di produrre un'ampia gamma di ormoni, al fine di poter controllare l'attività di diverse ghiandole e cellule endocrine. Nel caso del ciclo mestruale l’ipofisi, mediante le due gonadotropine FSH e LH, controlla indirettamente l’attività dell’ovaio, stimolando le ovaie sia a produrre gli ormoni sessuali, Estrogeni e Progesterone, sia di influenzare altre funzioni dell'organismo. Siccome la produzione ipotalamica del GnRH è ciclica, anche le gonadotropine ipofisarie LH e FSH e l’attività dell’ovaio, sono cicliche.

Le ovaie costituiscono l’organo riproduttivo femminile, localizzate nella cavità pelvica, ai lati dell’utero. Sono due ghiandole a secrezione interna dentro le quali, durante ogni ciclo mestruale, si sviluppa una cellula denominata ovulo. Durante la fase Follicolare, l’ovaia che contiene l’ovulo in maturazione, aumenta di dimensione.
Il numero di ovuli che l’ovaio contiene si determinata durante lo sviluppo fetale e si riducono nel corso del periodo di fertilità della donna, fino ad esaurirsi con la menopausa. Le ovaie svolgono due funzioni: custodiscono gli ovuli e producono gli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone).
Ogni mese, nelle donne che hanno cicli regolari, dopo 12-14 giorni dall’inizio della mestruazione, in una delle due ovaie, matura un ovulo che viene espulso durante l’ovulazione, per effetto della rottura del follicolo.
L’ovaio in risposta agli stimoli ipofisari, produce diversi ormoni, l’Estradiolo e il Progesterone. L’Estradiolo predomina nella prima parte del ciclo, mentre il progesterone nella seconda parte. L’Estradiolo è un ormone femminilizzante che determina lo sviluppo delle tipiche caratteristiche del sesso femminile (sviluppo dei genitali in senso femminile, sviluppo delle mammelle ecc), mentre il progesterone assolve all’importante funzione di protezione dell’endometrio dagli effetti degli estrogeni e svolge ruolo determinante nelle prime fasi della gravidanza, cioè durante l’impianto embrionale.

L'ovulo o ovocita , è una minuscola cellula del sistema riproduttivo femminile, contenuta in una struttura denominata follicolo. E’ una cellula la cui dimensione è di circa 150 micron, dotata di molti recettori per l’FSH,  Possiede un corredo cromosomico dimezzato rispetto alle altre cellule del corpo, cioè comprende 23 cromosomi autosomi e il cromosoma del sesso che è sempre X (il nome deriva dalla sua forma a X). Anche gli spermatozoi contengono 23 cromosomi, più il corrispondente cromosoma del sesso, che può essere X o Y.
La maturazione di un ovocita avviene nei primi 13-14 giorni circa del ciclo mestruale, in quanto avverte attraverso i suoi recettori l’innalzamento del livello di FSH. A causa di ciò, ad ogni mese un ovulo maturo viene rilasciato alternativamente da una delle due ovaie, nella rispettiva tuba di Falloppio, al fine di consentire la fecondazione, cioè l’unione tra il gamete femminile e quello maschile. Il fine è di formare lo zigote, cioè la prima cellula del nuovo organismo.
La fecondazione dell’ovocita consente di ricostruire nel nucleo della cellula, il corredo di 46 cromosomi. Questo processo di aggregazione delle 23 coppie di cromosomi consente di creare una nuova cellula il cui patrimonio genetico deriva metà da quello del padre e metà da quello della madre.

Il follicolo ovarico è una piccola sacca all'interno della quale ogni mese matura un ovulo. Nelle ovaie vi sono molti follicoli immaturi, ciascuno dei quali contiene un ovulo immaturo. Quando la concentrazione dell’ormone FSH diviene sufficientemente alta, inizia a stimolare la crescita di alcuni follicoli (da 10 a 20). Tuttavia, durante un ciclo mestruale, generalmente solo un ovulo raggiunge la maturità e quindi la sua espulsione nelle tube di Falloppio.
Dopo l’ovulazione, il follicolo dominante forma una struttura detta Corpo Luteo, che inizia a produrre progesterone e piccole quantità di estrogeni. Se la fecondazione non avviene il corpo luteo regredisce nel corso della seconda settimana dopo l’ovulazione, il livello di progesterone cala e si hanno le mestruazioni.

Gli spermatozoi sono cellule costituite da una testa, contenente il nucleo con i cromosomi, e da una lunga coda che muovendosi, consente la mobilità dello spermatozoo. La testa è lunga 4 micron, mentre la lunghezza totale è di circa 50 micron. Si muovono alla velocità di 2÷3 mm al minuto.
Gli spermatozoi, in grandissimo numero (da 5 a 600 milioni circa), quando vengono depositati all'interno della vagina iniziano un lungo viaggio. Aiutati dalla presenza del muco cervicale, che fornisce loro la possibilità di arrampicarsi, attraversano il canale cervicale, per poi entrare nell'utero e percorrere l’intera cavità uterina fino ad arrivare all’imbocco delle tube, nella speranza di incontrare un ovulo da fecondare. Gli spermatozoi vivono da 2 a 6 giorni, mentre l'ovulo ha una vitalità di sole 24÷48 ore.

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Ormoni nel ciclo Mestruale
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Durante la pubertà l’ipotalamo inizia a produrre l'ormone GnRH la cui funzione è di stimolare l'ipofisi a rilasciare gonadotropine(ormoni FSH e LH) che a loro volta stimolano le gonadi (ovaie e testicoli) a produrre gli ormoni sessuali, Estrogeni e Progesterone nelle donne, Testosterone negli uomini. La funzione degli ormoni sessuali è di regolare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e di controllare tutti i processi associati alla funzione riproduttiva.

Gli estrogeni (estradiolo e estrone) sono i più importanti ormoni sessuali femminili. Sono principalmente prodotti dalle ovaie durante la prima fase del ciclo mestruale (fase follicolare) e in minima parte dalle ghiandole surrenali. Immessi nel sangue raggiungono gli organi bersaglio, ovaie, utero e mammella, al fine di svolgere un ruolo fondamentale nella riproduzione sessuale. Agiscono anche su cute, ossa, fegato, cervello e cuore, regolando diversi processi biologici.
Un recettore per l’estrogeno è una proteina che si trova solo nelle cellule che sono un bersaglio per l’attività di questo ormone, alle quali si lega mediante un meccanismo del tipo chiave-serratura.

Il progesterone è uno dei principali ormoni sessuali femminili. Insieme agli estrogeni, regola quasi tutte le funzioni dell'apparato riproduttivo femminile. Durante il ciclo mestruale viene prodotto in minime quantità fino all'istante dell’ovulazione. Successivamente, a seguito della stimolazione dell'ormone ipofisario LH, il corpo luteo che si è formato nell'ovaio, inizia a produrre enormi quantità di progesterone necessaria per preparare l’endometrio (mucosa uterina) ad accogliere e nutrire l'ovulo fecondato. Durante la gravidanza, il progesterone continua ad essere prodotto in quantità elevate dalla placenta.

Le gonadotropine sono ormoni fondamentali per la funzione riproduttiva. Vengono prodotte dall'ipofisi, con l'obiettivo di stimolare le gonadi, ovaio e mammella nella donna e i testicoli nell'uomo. La produzione delle gonadotropine è regolata dalla sintesi a livello ipotalamo dall'ormone GnRH. Le principali gonadotropine sono:
Ormone Follicolo Stimolante (FSH). Nella donna svolge la funzione di stimolare la crescita e la maturazione del follicolo dominante, mentre nell’uomo controlla la produzione degli spermatozoi nei testicoli mediante il testosterone.
Ormone luteinizzante (LH). In entrambi i sessi stimola la produzione degli ormoni sessuali, estrogeni e progesterone nella donna, testosterone nell’uomo. Verso il 14° giorno del ciclo mestruale un picco di LH favorisce l’ovulazione e la formazione del corpo luteo. Quest’ultimo inizia a produrre progesterone, necessario per favorire l’impianto dell’ovulo e preservare la gravidanza nel caso in cui l’ovulo venga fecondato da uno spermatozoo.
Gonadotropina Coriomica (HCG) detto anche ormone della gravidanza. Viene prodotta prima dalla blastocisti (embrione al quinto giorno dalla fertilizzazione, costituito da un numero variabili da 100 a 300 di cellule) e successivamente dalla placenta, in quanto l’annidamento dell’ovulo nell’utero avviene circa otto giorni dopo il concepimento. Da quell’istante in poi, la quantità di HCG tenderà ad aumentare notevolmente fino al terzo mese di gravidanza, per poi stabilizzarsi (intorno alla sedicesima settimana) fino al parto. Nelle prime settimane di gravidanza l’HCG consente di mantenere attivo il corpo luteo, in modo che possa produrre il progesterone necessario durante la fase iniziale della gravidanza, fino a quando non subentra la placenta. Il periodo di massima concentrazione nel sangue dell’HCG coincide con l’insorgere delle nausee (primo sintomo della gravidanza che colpisce circa il 60% delle donne).

La prolattina è l’ormone ipofisario responsabile sia dello sviluppo della mammella, sia di avviare e mantenere la produzione del latte materno. Il bambino, succhiando il seno materno, stimola l’ipotalamo della donna che a sua volta segnala all’ipofisi di immettere nel sangue la prolattina. A seguito di ciò, l’ipofisi rilascia anche l’ormone Ossitocina che, contraendo le fibre muscolari intorno alle ghiandole mammarie, favorisce la fuoriuscita del latte. Le mammelle sono quindi un organo bersaglio della prolattina che ad ogni ciclo, stimola il tessuto mammario in previsione di una eventuale gravidanza. Non a caso, il seno della donna diventa più turgido e gonfio in prossimità delle mestruazioni. Se i livelli della prolattina, nella settimana che precede il flusso mestruale, sono tropo elevati, la stimolazione delle mammelle diventa eccessiva. Ciò causa una dolorosa e fastidiosa sensazione di tensione al seno. Anche se il lobo anteriore dell’ipofisi è la principale fonte di produzione della prolattina, questo ormone viene rilasciato da diverse altre cellule dell’organismo, dall’utero della donna gravida, dal cervello e dal sistema immunitario.

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Effetto Ormoni
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Anche se la donna non mostra segni esteriori sullo stato della sua fertilità, sembra che possa lanciare segnali attivati dagli ormoni sessuali, in grado di influire anche sulle sue corde vocali e sulla laringe. Infatti, sembra che in prossimità dell’ovulazione, cioè nel periodo di maggiore fertilità, la voce della donna assume una tonalità più sensuale, al fine di stimolare inconsapevolmente l’interesse del partner, in quanto l'espressione della sessualità nella donna, dal punto di vista biologico, è finalizzato alla riproduzione. Infatti, alcuni giorni prima dell’ovulazione la libido femminile si intensifica, l’interesse per il sesso aumenta, si incrementa la produzione dei feromoni che causano l’invio inconsapevole di messaggi, il cui fine è di sollecitare la risposta sessuale del partner, dando forma così ad un perfetto meccanismo di sincronizzazione fra l’istinto sessuale e la naturale necessità biologica della procreazione. I feromoni influenzano l’odore e il gusto che può trasmettersi anche attraverso “gustosi baci”.

Per meglio comprendere l’azione degli ormoni e il loro effetto sulla psiche della donna, possiamo immaginarli come individui dotati di ben definiti attributi caratteriali.
Nella donna, l’effetto degli ormoni è travolgente e imperioso. Infatti gli Estrogeni, in determinati periodi, sono sbrigativi, in altri aggressivi, seduttori, divoranti, potenti alleati di diverse sostanze chimiche cerebrali legate al piacere e al benessere, quali la Dopamina, la Serotonina, l’Ossitocina, l’Acetilcolina e la Norepinefrina.

L’Ossitocina, rende seducenti, accresce la fiducia, consente di percepire emozioni, induce una sensazione di soddisfazione, di piacere ad aiutare e a servire. Confortata dalla Vasopressina che spinge verso la socializzazione e le relazioni sentimentali. In generale il Progesterone tende a restare in secondo piano, ma quando interviene è una tempesta che rovescia gli effetti degli estrogeni, in quanto il Progesterone può essere metabolizzato in diversi modi, ciò significa che può alterare la produzione di Allopregnenolone e di Pregnenolone.

L’allopregnenolone è un antidepressivo per il cervello, ma se prodotto in quantità minori induce effetti ansiolitici, mentre se aumenta la produzione di Pregnenolone si manifestano sintomi di nervosismo, instabilità emotiva, perdita del controllo, agitazione, insonnia, difficoltà di concentrazione, affaticabilità, ansietà e depressione.
L’ubriacatura ormonale continua con la Vasopressina, che è in grado di indurre nella donna atteggiamenti tipicamente maschili. Il Testosterone è un seduttore, deciso, aggressivo, insensibile, mentre il Cortisolo e dinamico, scattante, molto sensibile fisicamente ed emotivamente.

Gli ormoni sessuali, Estrogeni, Progesterone e Androgeni, condizionano fortemente l’attività emotiva, cognitiva e neurovegetativa della psichica femminile, in modo particolare agiscono sulla regolazione dell’umore, non a caso, la depressione e quel senso di solitudine percepito, è generalmente causato da disturbi ormonali.
Le variazioni degli ormoni sessuali condizionano fortemente anche le emozioni fondamentali che regolano l’esperienza emotiva: desiderio, piacere, collera, rabbia, ansia, paura, timore, angoscia da separazione e da solitudine. Gli ormoni maschili rendono l’individuo più sensibile all’ipersessualità, potenziano l’aggressività che può manifestarsi sotto forma di collera e rabbia, mentre gli estrogeni rendono la donna più vulnerabile all’ansia, alla paura e all’angoscia da separazione.
Rispetto al progesterone, gli estrogeni e gli androgeni potenziano la capacità delle cellule neuronali a proteggersi dai fattori tossici ambientali, inoltre contribuiscono a migliorare l’efficacia comunicativa fra i neuroni, in quanto agiscono sulle spine dendritiche e sui ponti cellulari usati dalle cellule per comunicare; inoltre, negli individui geneticamente predisposti possono causare sensibili fluttuazioni dei neurotrasmettitori che regolano l’umore.

Le fluttuazioni neuro-ormonali, oltre ad alterare le manifestazioni psichiche, agiscono anche sul corpo. Ad esempio la caduta degli estrogeni, che segue la fase dell’ovulazione, causa una riduzione dei livelli di serotonina, il principale ormone responsabile della regolazione del tono dell’umore, ciò può causare in diverse donne un senso di depressione. Inoltre l’umore è anche influenzato dall’Endorfine, le molecole della gioia, che in assenza di estrogeni si riducono in modo significativo, si riduce anche la Dopamina, l’acceleratore biochimico del desiderio e della voglia di fare, per cui si riduce il desiderio sessuale, la capacità di concentrazione intellettuale e di espressione dei propri sentimenti. In altri termini si riduce la capacità di gestire in modo positivo e costruttivo i rapporti interpersonali, si incontrano maggiori difficoltà nel difendere i propri diritti e nello scegliere il comportamento che meglio si adatta in funzione delle circostanze.

Nei primi 14 giorni del ciclo, con l’aumentare degli estrogeni, aumenta anche la quantità di Testosterone che il cervello della donna usa, per cui migliorano le sue capacità di memoria, mentre dal 14 giorno in poi, gli improvvisi afflussi di Noradrenalina (sostanza chimica presente nel cervello) sono responsabili dell’aumento del ritmo cardiaco, del nervosismo, degli scatti di rabbia e di una diffusa sensazione di euforia e gioia. Tuttavia, con l’aumentare della Noradrenalina, diminuisce la Serotonina, che contribuisce a stabilizzare l’umore e a far emergere i sentimenti positivi.
Durante i primi 14 giorni del ciclo il rendimento del cervello raggiunge i massimi valori possibili, in quanto prevalgono le capacità creative, mentre nei restanti giorni prevale la razionalità.
Durante il flusso mestruale il livello degli ormoni sessuali (estrogeni, androgeni e progesterone) raggiungono valori molto bassi. Ciò può essere fonte di sconforto, depressione, paura, solitudine, disorientamento, assenza di energia e capacità progettuale, ma anche di suscettibilità, irritabilità, intolleranza, per cui le relazioni sociali diventano problematiche, aumenta la tendenza inconsapevole all’irrazionalità e all’aggressività. A questo stato psichico si associano anche i dolori causati dalle contrazioni uterine che seguono la fase di scollamento ed espulsione della mucosa uterina, resa superflua dalla mancata fecondazione.
Per fortuna, questo stato psichico di negatività è di breve durata, in quanto viene quasi subito intercettato dal sistema di autoregolazione degli ormoni ipofisari, che riprende a funzionare.

Inizia così la funzione di stimolo delle gonadi, che prepara i presupposti per un risveglio primaverile, prima di inondare la mente con una rinnovata carica psichica di positività, che contribuisce anche a rendere il corpo più soffice e sensuale.
Questa percezione diffonde una rinnovata sensazione di rinascita, che progressivamente si ricarica di una intensa energia esplosiva, che contribuisce a diffondere positività e fiducia nei riguardi dei progetti di vita. La diffusione di quel senso di comprensione e tolleranza contribuisce migliorare l’intimità e ad infondere un maggior senso di benessere alle relazioni.

Nelle donne che hanno un ciclo mestruale regolare, la durata media del ciclo è di 28 giorni, ma viene considerato normale anche se varia da 24 a 34 giorni. La fase soggetta a variazione è quella Preovulatoria, mentre dall’ovulazione alla mestruazione trascorrono sempre 14 giorni, in quanto gli eventi ormonali si controllano reciprocamente. Lo Psycoroscopo Mestruale considera che il ciclo dura sempre 28 giorni, per cui al 14 giorno il conteggio si arresta fino all’istante dell’ovulazione.

Data Inserimento Post 13/09/2008 20.34.36  |  Social Bookmark
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Fasi del Ciclo Mestruale
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L’attività ovarica è regolata dall’Ipofisi, ghiandola che controlla la maturazione e la liberazione dell'ovocita, attraverso la produzione degli ormoni FSH (follicolo stimolante) e LH (luteinizzante). Il ciclo Mestruale, cioè il periodo che intercorre fra due successive mestruazioni, è regolato da una complessa interazione di ormoni ovarici, ipotalamici e ipofisari, il cui fine è di:

  • indurre la maturazione degli ovociti che si trovano nei follicoli di Graaf,
  • formare le cellule uovo
  • accrescere le cellule follicoli
  • indurre la fuoriuscita degli ovuli dai follicoli
  • predisporre l’endometrio uterino ad accogliere un eventuale embrione (cellula uovo fecondata)

Neurone

 Il ciclo Mestruale può essere suddiviso in 4 principali fasi:

1. Fase Follicolare. E' la prima fase del ciclo, detta anche Fase Preovulatoria, in cui predomina la produzione di estrogeni rispetto al progesterone. Inizia il 1° giorno della mestruazione e termina verso il 14° giorno. Durante questo periodo, alternativamente in una delle due ovaie si ha la maturazione di un follicolo di Graaf.
Dal 6° al 14° giorno, il follicolo cresce ed inizia a produrre estrogeni che stimolano l’aumento di spessore dell’endometrio, al fine di formare la mucosa che riveste le pareti interne dell'utero. L’ipotalamo rilascia il GnRH, un ormone messaggero che segnala all’ipofisi di liberare le gonadotropine FSH e LH. Questi ormoni, trasportati dal sangue, raggiungono le ovaie, al fine di indurre la maturazione da 10 a 20 follicoli di Graaf, che aumentando il loro volume, iniziano a produrre estrogeni nel sangue. Questa concentrazione nel sangue degli estrogeni aumenta fino a raggiungere un picco massimo, tale da indurre un incremento di produzione dell’ormone che stimola la secrezione di FSH e la produzione di LH. Questo incremento viene captato dal follicolo di maggior dimensione che ha raggiunto la superficie dell’ovaio. Il picco di LH rompe il follicolo, da cui esce un ovocita che raggiunge le tube di Falloppio. Siamo circa al 14° giorno del ciclo mestruale.

Neurone

2. Fase di Ovulazione . Verso il 12 giorno del ciclo, l’elevata concentrazione dell’ormone ipofisario LH, inizia a stimolare l’attività dell’ovocita, necessaria per completare la fase di suddivisione meiotica e la formazione della cellula uovo. La meiosi prosegue fino ad uno stadio in cui si arresta, in attesa dell’eventuale penetrazione di uno spermatozoo (fecondazione). Nello stesso periodo si verifica anche la degenerazione del follicolo in corpo luteo.
Verso il 14° giorno del ciclo, l'ipofisi rilascia un picco dell’ormone Luteinizzante LH necessario per causare la rottura del follicolo di Graaf, consentendo così la fuoriuscita dell’ovulo. Verso il 15 giorno del ciclo, l’ovulo viene liberato nella cavità addominale e successivamente recuperato dalla tuba, all’interno della quale resta disponibile per circa 24-48 ore, al fine di incontrarsi con gli spermatozoi che dalla vagina, attraverso l'utero, possono eventualmente arrivare nella tuba.
Anche se l’ovulazione è un evento istantaneo, il periodo fertile dura 2 o 3 giorni, in quanto gli spermatozoi e l’ovulo, mantengono la loro capacità di fecondare per circa 72 ore. Questo periodo è quindi, quello di maggiore fertilità della donna.
Diverse donne non avvertono l’istante dell’ovulazione, mentre altre percepiscono un dolore nel lato basso dell’addome, a destra o a sinistra a seconda dell’ovaia coinvolta nel processo di maturazione dell’ovulo.

Neurone

Subito dopo l’ovulazione, ciò che resta del follicolo scoppiato si trasforma in una ghiandola denominata Corpo Luteo che con l’aiuto degli ormoni prodotti dall’ipofisi, inizia a produrre, per circa due settimane, il progesterone necessario durante le prime fasi di una eventuale gravidanza. Inoltre contribuisce ad aumentare ulteriormente lo spessore dell’endometrio.
L'ovulo fecondato (detto zigote), dopo circa 30 ore inizia a dividersi rapidamente dando luogo ad una massa di cellule dette blastocisti, che attraversa la tuba si porta nell'utero. Questo viaggio dura circa 6 giorni. Successivamente, l'embrione si annida nell’endometrio (rivestimento interno dell'utero) ed inizia la produzione di un ormone denominato gonadotropina corionica HCG, il cui fine è di inibire la mestruazione e consentire quindi il proseguimento della gravidanza. Non a caso, i test di gravidanza si basano sulla presenza o assenza di HCG nell'urina.

3. Fase Luteinica (o Premestruale) . Durante questa fase, oltre agli estrogeni, l’ovaio inizia a produrre anche il progesterone, al fine di trasformare l’endometrio in un tessuto adatto ad accogliere un eventuale ovulo fecondato. Sotto l’azione del progesterone la mucosa raggiunge il massimo dello spessore e le ghiandole il massimo di attività secretiva.
Tra il 15° e il 28° giorno il progesterone induce un aumento delle ghiandole endometriali, che si arricchiscono di sostanze nutritive, preparando l’utero ad accogliere l’eventuale uovo fecondato. Nel caso di avvenuta fecondazione, verso il 20° giorno l’uovo si impianta nella cavità dell’utero ed ha inizio la gravidanza. Mediante il neurotrasmettitore Dopamina, l’ipotalamo inibisce la liberazione di Prolattina da parte dell’ipofisi, in quanto deve essere liberata solo durante la gravidanza, sia per inibire la secrezione di FSH e quindi bloccare l’ovulazione, sia per contribuire a stimolare l’allattamento. Se invece l’ovulo non è stato fecondato si ha il preludio della mestruazione. Gli ormoni sessuali diminuiscono e si formano le sostanze prostaglandine, che stimolando la muscolatura dell’utero, causano i dolori tipici della sindrome premestruale.

4. Fase Mestruale. Se intorno al 24 giorno del ciclo, non si è verificato l’annidamento di un embrione, si ha una fase involutiva, dominata da una rapida caduta dei livelli di progesterone, a causa dell’esaurimento funzionale del Corpo Luteo. Questa rapida diminuzione del progesterone innesca quel processo che causa il distacco dell’endometrio. Dal 1° al 6° giorno del ciclo l’endometrio si sfalda ed inizia la fuoriuscita del sangue.
Durante questa fase vengono eliminati l’ovulo non fecondato e i lembi della mucosa, per cui le pareti dell’utero si assottigliano. Contemporaneamente, nell’ovaio inizia la crescita di alcuni follicoli, mentre aumenta la secrezione di FSH, prodotto dall’ipofisi, che nella donna determina la maturazione del follicolo e stimola la produzione di ormoni estrogeni da parte dell’ovaio. Inizia così un nuovo ciclo mestruale.

Data Inserimento Post 03/05/2000 9.34.36  |  Social Bookmark
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Fasi Psycoroscopo Mestruale
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Ai fini dello Psycoroscopo Mestruale, il ciclo può essere suddiviso nelle seguenti sette Fasi:

Fase Follicolare Iniziale (1°- 3° giorno). In questo periodo si verifica un incremento dell’ormone FSH, al fine di promuovere lo sviluppo del follicolo ovarico, mentre l’ormone LH inizia progressivamente ad aumentare solo verso la 4°-5° giornata. In questi primo periodo del ciclo il rapporto FSH/LH è positivo.

Fase Follicolare Media (4°-7° giorno). In questo periodo, a seguito dell’effetto della fase precedente, si determina un lento e progressivo incremento degli estrogeni, con conseguente diminuzione di FSH e lieve aumento di LH. Il rapporto FSH/LH diventa quindi negativo. L’aumento di LH provoca aumento della sintesi degli androgeni da parte delle cellule della teca interna, mentre nella granulosa s’incrementano le reazioni di armonizzazione.

Fase Follicolare Preovulatoria (8°-11° giorno). In questa fase si ha un forte incremento degli estrogeni, mentre l’endometrio assume l’aspetto proliferativo.

Fase Periovulatoria (12°-14° giorno). In questa fase si verifica il picco dell’Estradiolo, che precede di circa 50-70 ore quello dell’LH e di 80-90 ore l’ovulazione. L’ovulazione varia da donna a donna. Tipicamente avviene fra l’11° e il 21° giorno del ciclo, mentre trascorrono sempre 14 giorni prima della mestruazione successiva. Durante questa fase l’endometrio raggiunge la massima espressione proliferativa.

Fase Luteinica Iniziale o Luteotropa (15°-21° giorno). I livelli di LH e FSH iniziano a diminuire. Entro 3 giorni dall’ovulazione, dal residuo del follicolo, si genera il corpo luteo che inizia a produrre estrogeni e progesterone, determinando la tendenza all’incremento fino al picco del progesterone. Questa nuova unità endocrina contribuisce a garantire l’equilibrio ormonale necessario per creare le condizioni ottimali per l’impianto dell’uovo. L’endometrio assume l’aspetto secretivo.

Fase Luteinica Media (21°-24° giorno): presenza del corpo luteo con picco massimo del progesterone. Gli ormoni FSH e LH raggiungono i livelli più bassi di tutto il ciclo mestruale, con l’endometrio tipicamente secretivo.

Fase Luteolitica Tardiva (25°-28° giorno): se i bassi livelli di LH non vengono sostituiti dall’equivalente ormone placentare (la gonadotropina corionica), il corpo luteo regredisce, a causa della rapida diminuzione di estradiolo e progesterone, per cui l’endometrio si sfalda producendo il flusso mestruale.

L’aumento di FSH ed LH, per il feedback negativo indotto dal crollo dei valori di estradiolo e progesterone, costituiscono l’evento che innesca un nuovo ciclo mestruale.

Nota: Articolo in fase di realizzazione

Data Inserimento Post 03/06/2008 17.14.36  |  Social Bookmark
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