Non c'era una volta, all'inizio dei tempi, alcuna vita sulla terra. Solo Dio esisteva.
Un giorno Dio decise di creare la vita, il giorno, la notte, gli animali e l'uomo. Disse: sia luce e la luce fu. Il giorno successivo Dio separò l'aria dalla terra consentendo al cielo di coprire, come una grande cupola, tutte le cose. Giunse il terzo giorno, Dio pazientemente raccolse le acque in un unico luogo, formando così il mare, la terra e quindi la ricoprì di alberi e fiori. Al quarto giorno Dio creò il sole, la luna e le stelle, per distinguere la notte dal giorno e per scandire lo scorrere dei giorni, delle stagioni e degli anni. Al quinto giorno Dio disse: oh cacchio non c’è nessun essere vivente sulla terra. Dio ordinò ai pesci di riempire i mari e agli uccelli di volare nel cielo. Nel sesto giorno Dio ricoprì la terra di animali di ogni razza, specie e forma.
A questo punto Dio si soffermò ad ammirare ciò che aveva creato e sospirò soddisfatto. Ora qualcuno dovrà coltivare questa terra e dominare ogni cosa, quindi raccolse un pugno di polvere dal suolo, plasmò l’uomo e soffiando nelle sue narici gli donò la vita.
L'universo era ormai finito, tutto appariva ordinato, bello e perfetto. Dio consacrò il settimo giorno come quello del riposo affinché gli uomini avessero almeno un giorno alla settimana per riposarsi dal lavoro e per dedicare i loro pensieri al Creatore.
Nella pianura di Eden Dio creò un meraviglioso giardino e lì pose Adamo. Nel giardino crescevano alberi bellissimi, tra cui l'Albero della vita e della conoscenza, del bene e del male; la terra era ricca, fiorente, irrigata dall'acqua dei fiumi. Dio condusse Adamo e tutti gli animali in questa pianura, ma Adamo era incredulo perché non vedeva intorno a sé nessuno che gli fosse simile. Dio, fece scendere su di lui un senso di torpore e mentre dormiva gli tolse una costola, con cui creò una donna affinché vivesse con lui in quel meraviglioso paradiso. Al risveglio Adamo guardò la nuova venuta e disse: questa è carne della mia carne e ossa delle mie ossa, per cui sarà la mia sposa per l’eterno. Da quel giorno Adamo ed Eva vissero insieme amandosi l'un l'altro, curando quel bellissimo giardino.
Ogni sera Dio ritornava in quel giardino per dialogare con la più perfetta delle sue creature: Adamo. Dio aveva donato ad Adamo ed Eva ogni cosa, ma aveva imposto loro un solo divieto: quello di non toccare l'Albero della conoscenza, del bene e del male, altrimenti per loro sarebbe stata la morte.
Un giorno, il più strisciante degli animali che viveva nel paradiso, si avvicinò ad Eva e le chiese: È vero che Dio vi ha proibito di mangiare i frutti degli alberi del giardino? Con ingenuità Eva rispose: possiamo mangiare tutti i frutti, tranne quelli dell'Albero della conoscenza, del bene e del male, diversamente per noi sarà la morte. Il serpente, ma dai non ne morirete affatto! Di sa che se voi mangiate quel frutto, diventate simile a Lui, per questo vi ha proibito di farlo.
Eva guardò l’albero, vide che i suoi frutti erano favolosi e pensò: sarà bello diventare saggi e belli come Dio, così raccolse un frutto, lo assaggiò. Adamo gridò: puttana Eva cosa fai? Eva, con dolcezza rispose: dai Adamo, mangiane un po’ anche tu, è buonissimo. Adamo non seppe resistere e ne mangiò un pezzetto anche lui. Provarono subito, per la prima volta, un senso di imbarazzo per la propria nudità, per cui raccolsero istintivamente una foglia di fico per coprirsi. Al senso di imbarazzo segui quello di vergogna per la loro azione. Ingenuamente si nascosero fra gli alberi, per evitare il giudizio di Dio.
Adamo dove sei, gridò Dio: io non centro è stata Eva, rispose Adamo; ed Eva disse: il serpente mi ha ingannato, il serpente rispose ed io cosa centro? Così Adamo ed Eva, per una ingenua stronzata, furono cacciati dal paradiso terrestre e da quel giorno conobbero fatica, dolore e persero il dono della vita eterna. I cattivi pensieri iniziarono a dominare la loro mente e a conoscere la sofferenza, l'invidia, l'ingiustizia, la cattiveria.
Peccato una favola forse dolce e bella che termina nel peggiore dei modi, per una stupida stronzata… puttana Eva. Forse le cose sono andate diversamente.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Non è la conoscenza o l'ignoranza in sé che rende libero o schiavo l'individuo, ma la sua voglia di consapevolezza.
Il primo problema da risolvere è quello di dover scegliere tra Fede e Ragione, evitando di cadere nella trappola intellettuale architettata dai Regnanti della Chiesa, il cui interesse è di affermare, con volgare autorità, il primato della fede sulla ragione, al fine di accrescere il loro dominio economico, il loro potere di controllo, esercitato attraverso l’intolleranza verso chi non la pensa secondo i loro discutibili principi.
Il primato della fede sulla ragione è possibile solo in assenza di ragione, cioè nei casi di irrazionalismo. Ciò non significa rinuncia a credere in Dio, ma rinuncia alla strumentalizzazione attuata dai Regnanti della Chiesa, che hanno trasformato il concetto naturale di fede, in forzata devozione per le divinità. Il bisogno dei Regnati (Re, Imperatori, Politici, Autorità Religiose) è sempre stato quello di creare una società che si ispiri ad una necessità di sottomissione, disponibile ad accettare una soggezione servile, una libera e condivisa scelta di schiavitù e sottomissione. Quel traguardo è stato raggiunto anche fornendo una motivazione formalmente religiosa, in quanto solo in questo modo si poteva legittimare nel tempo, l’esercizio di una consensuale sottomissione. Infatti, la pratica della religione, implica per accettazione incondizionata ed inconscia, sentimenti di impotenza, angoscia e dipendenza, che creano problemi alla realizzazione dell’Io.
Le religioni, come le superstizioni, sono nate in modo inconsapevole dall’ignoranza e dall’ingenuità, al fine di fornire spiegazioni fantastiche e mitologiche, sugli eventi irrazionali, ma hanno tradito il loro effetto benefico quando una Casta ha compreso che poteva usare il Sentimento Religioso, per imporre il proprio dominio, mediante la pretesa di regolare e controllare lo svolgersi della vita quotidiana altrui, al fine di acquisire privilegi. La religione ha avuto la forza di dominare le menti, solo perché, il concetto di fede è più facile da accettare, rispetto alle riflessioni che richiedono l’uso della ragione. Quindi la fede non è migliore della ragione, ma è solo un concetto molto più semplice. Forse non è casuale che ancora oggi oltre il 50% della popolazione mondiale ha un’intelligenza al disotto della norma, la sfiga è che neppure l’intelligenza riesce a controllare i sentimenti, perché è difficile lottare contro l’inconscio.
Essere ignoranti non vuol dire essere privi delle capacità e delle possibilità di conoscere la realtà, ma occorre avere la volontà a sapersi liberare dai pregiudizi e dai condizionamenti che, la comunicazione malvagia, perpetra quotidianamente sul nostro inconscio. Un’evoluzione degli individui sarà possibile solo quando si riuscirà a raggiungere un tipo di esperienza, in cui l’ignoranza non è più avvertita come angoscia, ma come consapevolezza individuale in grado di integrarsi con quella collettiva, in modo da costruire una esperienza socialmente più significativa, caratterizzata da un sentimento religioso e da una politica più vicina ai bisogni umani, in grado di armonizzare l’esistenza.
In altri termini, con lo sviluppo della facoltà di astrazione e quindi dell’intelletto, l’uomo per giustificare il suo stato di soggezione nei confronti della natura, inizia ad inventarsi motivazioni irreali, dando vita così al Sentimento Religioso, cioè un fantasioso riflesso della debolezza della mente umana nei confronti dell’ignoto maggiormente temuto, al fine di divinizzarlo e volgerlo a suo favore. All’inizio, a causa della sua spontaneità, non veniva avvertito come oppressivo. Con il trascorrere del tempo, alcuni furboni, compresero che potevano sfruttare questa debolezza umana per acquisire privilegi. Questa malefica intuizione diede origine ad un processo di trasformazione da Religione Naturale, in Religione Rivelata. La Religione Naturale, privata delle rappresentazioni fantastiche, perse la sua primitiva ingenuità e si trasformò in superstizione, mentre la Religione Rivelata liberò l’uomo dall’ingenuità di credere nella sua debolezza nei confronti della natura e gli fece credere che, questa debolezza, fosse voluta da Dio.
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23/01/2010 20.34.36 | Social Bookmark
La tradizione biblica fa risalire l'origine al 4004 a.C.
Oggi è noto con assoluta certezza che questa data è totalmente priva di fondamento.
La vita può svilupparsi ovunque, se vi è acqua e una fonte di energia.
L’universo si è creato dal nulla, o meglio da un punto infinitamente piccolo. Circa 15 miliardi di anni fa, in una voragine di tenebre senza confini e senza tempo, l’universo era formato da un vuoto dotato di altissima energia, in cui non vi era materia. Aveva un volume nullo, la temperatura era infinita, tutta la materia e l’energia erano contenute, in forma dissociata, in un piccolissimo punto, caratterizzato da enormi densità, pressione e temperatura.
In questo Universo Iniziale erano presenti, in uguali proporzioni, solo particelle di materia e antimateria, in un continuo processo di distruzione reciproca e di disintegrazione in radiazioni. Era tutto così compresso che perfino la luce non riusciva a propagarsi. All’improvviso inizia il conto alla rovescia, in quel piccolissimo punto che è l’Universo Iniziale, la temperatura diminuisce di circa 10 miliardi di gradi, questo violento abbassamento causò il Big Bang, una incredibile esplosione, che diede origine all’universo.
Dopo circa due minuti da quella esplosione iniziale, la temperatura diminuisce ulteriormente fino a circa un miliardo di gradi. Durante questa transizione si creò un piccolissimo eccesso di materia sull'antimateria. I protoni e neutroni cominciano ad unirsi, creando nuclei di deuterio, che combinandosi con altri protoni e neutroni, formarono nuclei di elio (i nuclei degli atomi attuali si sono formati a partire da questa materia prima). La diminuzione della temperatura rese impossibile la creazione di nuove coppie particella-antiparticella, consentendo il prevalere della materia rispetto all’antimateria, mentre il resto scompariva in radiazione. Da quell’istante in poi l’universo cominciò ad espandersi e a raffreddarsi, consentendo la formazione di zone più dense, in cui l’attrazione gravitazionale fra le particelle di materia, rese possibile la loro aggregazione e l’avvio di un moto rotatorio che diede origine alle galassie.
Con il trascorrere del tempo, il continuo e naturale processo di collisioni fra gli atomi, innescò reazioni di fusione nucleare primordiale. Con il procedere del processo di espansione l’universo diventava sempre più pesante, mentre la materia condensandosi diede origine alle stelle e successivamente alle galassie. L’Universo Iniziale, lentamente comincia a trasformarsi in quello Attuale, nel quale vi è la materia, l’energia, il tempo e lo spazio così come lo conosciamo oggi. La scienza ha dimostrato che:
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In presenza di elevate temperature possono verificarsi reazioni di fusione che trasformano i protoni in nuclei di elio.
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Se si aggiungono, nuclei di protoni, a nuclei di carbonio è possibile creare elementi più pesanti, fino ad arrivare al ferro (in laboratorio è stato realizzata una reazione in grado di produrre carbonio, a partire da tre nuclei di elio).
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L’universo è composto quasi totalmente da idrogeno ed elio (occupano circa il 99% dello spazio), ciò può essere possibile solo ipotizzando un periodo in cui l’universo era caldissimo e molto denso.
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Le galassie distanti a qualche miliardo di anni luce da noi, sono più "giovani" di quelle più vicine a noi.
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Infine, l’universo attualmente continua ad espandersi, per cui se è in atto un processo di espansione, è ragionevole pensare che tutta la materia e l’energia all’origine era contenuta in un agglomerato incredibilmente denso e caldo.
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Siccome l'Universo è in continua espansione, è inevitabile accettare l'idea che si possa creare materia dal nulla, in modo da garantire una densità costante.
Queste ed altre considerazioni consentono di poter affermare che l’ipotesi del Big Bang sia la più ragionevole fra quelle proposte. Con il Big Bang inizia la creazione dell’universo e quindi la sua espansione. Questo processo dura da oltre 10 miliardi di anni.
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04/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Per comprendere il presente occorre conoscere il passato
Circa 4.6 miliardi di anni fa, impatti e fusioni di piccoli pianeti situati intorno al sole iniziarono quel lento processo che portò successivamente alla formazione della Terra. All’inizio gli eventi furono solo di natura fisico-chimici, consentendo così la formazione dell’ambiente. Solo successivamente, attraverso uno spontaneo e naturale processo di clonazione, gli eventi si trasformano in biologici, dando vita allo sviluppo di diverse forme viventi, caratterizzate da diverse modalità di riproduzione, fino a giungere a quella sessuata.
L’evoluzione della vita vegetale ed animale subì una ulteriore evoluzione, con lo sviluppo della coscienza, che rese possibile una funzione mediatrice della vita istintiva, che iniziò a creare i presupposti per lo sviluppo e l’evoluzione dell’uomo rispetto ad altre forme viventi.
Le prime forme di vita.
Circa 4 miliardi di anni fa, iniziarono a formarsi, partendo da sostanze inorganiche, i primi composti organici, tra cui gli amminoacidi(componenti delle proteine). Ciò fu possibile perché le condizioni terrestri di allora erano molto diverse da quelle attuali. Violenti sconvolgimenti geologici modellavano la Terra, mentre nell’atmosfera erano presenti metano, ammoniaca, anidride carbonica e azoto. I fulmini fecero reagire questi gas, favorendo la formazione spontanea di proteine, che essendo più pesanti dell’aria, precipitarono in mare. Queste proteine, a stretto contatto l’una con l’altra, diedero origine a Molecole Prebiotiche(dette zuppa primordiale). L’aggregazione di queste molecole, probabilmente si realizzò sull’argilla, in pozze d’acqua poco profonde, dando vita così ai primi organismi viventi, i Procarioti Eterotrofi.
I fossili più antichi ritrovati risalgono a circa 3.500 milioni d’anni fa, fra questi vi sono le alghe azzurre e batteri. Le alghe azzurre sono Organismi Autotrofi, cioè capaci di produrre il proprio nutrimento assorbendo l’energia solare. Questo processo chimico, noto con il nome di fotosintesi clorofilliana, consentì la produzione d’ossigeno, fino allora assente nell’atmosfera. La stragrande maggioranza degli organismi Autotrofi sfruttarono la loro insita possibilità di creare reazioni di fotosintesi, ossia reazioni che utilizzavano la luce del sole e l’anidride carbonica per produrre sostanze organiche. Quindi, tutta l'energia che alimentava i primitivi esseri viventi non era altro che, energia proveniente dal Sole che, gli Organismi Autotrofi, fissarono sotto forma di energia chimica, nei glucidi (zuccheri o saccaridi).
In questo ambiente primordiale si svilupparono anche diversi tipi di Organismi Eterotrofi, denominati Batteri, che non erano in grado di produrre da soli il proprio nutrimento. Gli Organismi Eterotrofi, cioè Animali, Batteri, Protisti (organismi che non sono considerati animali o piante) sfruttarono l’energia chimica, prodotta dagli organismi Autotrofi, per cibarsi direttamente o attraverso forme alimentari più complesse.
Sulla Terra si svilupparono quindi, due diverse forme di vita: quella Autotrofache diede origine alla formazione delle piante e quella Eterotrofache diede origine agli animali primordiali.
Per quasi tre miliardi di anni, sulla Terra furono presenti solo organismi unicellulari molto semplici, solo successivamente si formarono organismi pluricellulari, caratterizzati da una struttura estremamente primitiva. Lo sviluppo di questi organismi subì nel tempo, una notevole evoluzione, fino a trasformarsi in Homo sapiens.
La riproduzione in biologia è un processo attraverso il quale gli organismi viventi, generano nuovi organismi, al fine di perpetuare la specie nel tempo. Le prime forme (organismi Procarioti), utilizzavano una modalità riproduttiva priva di sessualità (Riproduzione Asessuata), cioè che non coinvolgeva la meiosi e la fecondazione, in quanto si otteneva per suddivisione di un organismo semplice in due cellule geneticamente e morfologicamente identiche tra loro e alla cellula madre, di massa pari a circa la metà di quella originaria. Queste due cellule successivamente potevano ulteriormente suddividersi, all’incirca ogni venti minuti. La trasmissione alle cellule figlie dello stesso patrimonio genetico è possibile in quanto, prima della suddivisione, il DNA contenuto nel cromosoma della cellula, fa una copia di se stesso, in modo da poterlo trasmettere alle due cellule figlie. Durante questa operazione di copia, si verificarono frequenti errori (detti mutazioni genetiche), che furono per un lungo tempo l’unica fonte di variabilità genetica. Quindi, gli organismi portatori di novità genetiche, interagivano con l’ambiente che operava un’azione selettiva, promuovendo l´affermazione di caratteristiche favorevoli ed eliminando quelle inadatte. In altri termini, la variabilità e la selezione naturale furono le due principali forze responsabili dell´evoluzione.
I vantaggi della riproduzione Asessuata sono una maggiore rapidità e successo riproduttivo (utile in un ambiente primordiale), mentre gli svantaggi sono che, tutti gli organismi figli sono geneticamente identici tra loro e al loro genitore, per cui, nell’ipotesi di cambiamenti ambientali, questa assenza di variabilità rappresenta un pericolo per la specie. Inoltre, se non intervengono eventi traumatici, predazione, distruzione e se non viene a mancare il nutrimento, gli organismi unicellulari sono immortali, nel senso che continuano a svilupparsi e a dividersi.
Riproduzione Sessuata
Circa 750 milioni di anni fa vi fu un forte impulso evolutivo, per effetto della formazione degli organismi pluricellulari e della Riproduzione Sessuata. Mentre nella Riproduzione Asessuata una cellula si divide in due, nella Riproduzione Sessuata due cellule si fondono insieme per formarne una sola. Con la fusione, in un’unica cellula dei due patrimoni genetici, si svilupparono nuovi organismi, diversi dai genitori che li avevano generati. Quindi la Riproduzione Asessuata consentì la diffusione della specie, mentre quella sessuata rese possibile la diversificazione.
Gli organismi primitivi, dotati della possibilità di muoversi, iniziarono a distribuirsi su ampi territori e a suddividersi in popolazioni. Nei tempi lunghi, per effetto della pressione selettiva esercitata dall’ambiente, si verificarono notevoli trasformazioni. Questi organismi primitivi, per procurarsi il cibo, per conquistare nuovi territori, per riprodursi e per adattarsi ai cambiamenti climatici, furono costretti a competere fra loro e a lottare contro l’ambiente. Solo i più forti e quelli che meglio si adattarono, riuscirono a sopravvivere. Inoltre, le grandi distanze, resero possibile l’isolamento riproduttivo e quindi la formazione di nuove specie.
Nell’evoluzione delle formi viventi, l’isolamento riproduttivo è ritenuto fondamentale per la formazione di nuove specie, a partire da una esistente. I fattori che possono concorrere a creare l’isolamento sono le barriere geologiche/geografiche o differenti stili di vita. In altri termini, una razza isolata, inizia ad evolversi progressivamente seguendo una sua distinta direzione evolutiva fino a quando non si viene a creare un isolamento riproduttivo. Ciò significa che le differenze che si sono accumulate durante il processo evolutivo, sono tali da impedire un eventuale accoppiamento e quindi la possibilità di produrre prole fertile. L’isolamento può realizzarsi secondo diversi meccanismi di pre-accoppiamento dovuti a fattori ecologici o a modifiche nei comportamenti di corteggiamento che impediscono il riconoscimento del partner, oppure di post-accoppiamento, come ad esempio la sterilità del mulo, risultato dell’accoppiamento di un cavallo con un’asina. Secondo recenti studi sono necessari tredici generazioni per interrompere il flusso genico fra due gruppi appartenenti alla stessa specie.
Anche se normalmente si parla di riproduzione sessuata, la sessualità dovrebbe essere considerata un’attività totalmente separata dalla riproduzione, perché fare sesso non è indispensabile per il processo riproduttivo, in quanto la differenzazione dei gameti maschi (spermatozoi) e femmina (uova), non sono una caratteristica universale della sessualità. Inoltre si prevede che nel futuro ci sarà un ulteriore indisponibilità alla riproduzione sessuata secondo l'attuale idea di famiglia, per effetto dalla diffusione dell'inseminazione artificiale, della clonazione umana e per una crescente frattura comunicativa e sociale, fra le diverse generazioni.
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26/01/2010 20.34.36 | Social Bookmark
C’era una volta il nulla… e poi venne l’essere umano.
Un incredibile salto nel Tempo Geologico, per giungere all’Era Precambriano, cioè un periodo che comprende quella fase della storia della terra antecedente a circa 544 milioni di anni fa. Durante questo periodo, che inizia circa 4.5 miliardi di anni fa, la superficie della terra subì notevoli e importanti variazioni.
La crosta terrestre si suddivise in zolle, dando inizio al processo di deriva dei continenti. Gli oceani, che si erano formati da poco divennero dimora dei primi batteri Aerobici e dei Ciano Batteri, ritenuti responsabili della generazione dell’ossigeno e quindi dell’immissione di questo gas nell’atmosfera, ponendo così le basi per l’evoluzione dei primitivi organismi marini, dipendenti dall’ossigeno. L’immersione degli organismi nell’acqua semplificò notevolmente il veicolare, nelle primitive cellule, degli elementi nutrizionali. Con la diffusione degli organismi foto sintetizzanti, si determinò un sensibile calo dell’anidride carbonica e un aumento dell’ossigeno, tale da consentire la formazione di uno strato di ozono che, bloccando le letali radiazioni ultraviolette, favorì ulteriormente lo sviluppo degli organismi viventi.
Verso la fine dell’Era Precambriano esisteva solo una vita batterica, priva di nucleo cellulare e quindi di un patrimonio genetico, la cui riproduzione era soggetta solo alle leggi dell’auto clonazione (in genere, i batteri si riproducono per scissione, ogni 20-40 minuti). Grazie alla loro semplicità erano in grado di sintetizzare autonomamente le sostanze nutritive necessarie alla loro sopravvivenza e di riuscire, nello stesso tempo, ad adattarsi a vivere in ambienti apparentemente inospitali, in un’atmosfera povera d’ossigeno.
Durante questo autonomo processo evolutivo si verificò uno straordinario evento, la comparsa della respirazione cellulare, che attuando una combustione delle sostanze nutritive, consentì una produzione di energia biologica circa 20 volte superiore rispetto alla semplice glicolisi anaerobia. Lo sviluppo della respirazione cellulare, creò la necessità di uno sfruttamento delle risorse, dando inizio ad una nuova fenomenologia ambientale, cioè la predazione, consistente nella ricerca attiva di energia e di elementi nutritivi. Ciò introdusse notevoli cambiamenti nei rapporti esistenti tra questi primitivi microrganismi, dando inizio a fenomeni di competizione diretta, che introdusse il bisogno dell’omicidio a scopo alimentare e quindi la suddivisione dei microrganismi in predatori e prede.
L’ultima grande conquista, in questa fase iniziale fu che, alcune cellule, nel loro autonomo processo di riproduzione, restarono unite dando origine così alla pluricellularità, ciò garantì una maggiore stabilità strutturale delle cellule (consistente nell’aumento delle dimensioni e della loro capacità rigenerativa) e funzionale (suddivisione delle attività tra i differenti gruppi cellulari), creando così primitive forme di organi e di tessuti.
A seguito di questo processo di aggregazione cellulare si formarono le primitive forme di vite, note come invertebrati, cioè prive di scheletro. Siamo ancora molto lontani dalle forme di vita attuali.
Le prime forme di vita.
Solo con l’inizio dell’Era Cambriano (circa 544 milioni di anni fa) che si ebbe una vera e propria esplosione biologica, che diede inizio a primitive forme di vita, provviste di nucleo cellulare, molto diversificate. Si formarono i Celenterati (oggi rappresentati da polipi e meduse), gli Echinodermi, gli Ostracodi, i Gigli di Mare, le Stelle Marine, le Spugne.
In questo periodo comparvero gli Artropodi, cioè i primi esseri viventi a dotarsi di un esoscheletro in grado di sorreggere il corpo molle, anche se privi di capacità motorie o racchiusi in conchiglie. Ovviamente se li confrontiamo con gli esseri viventi attuali essi appaiono essere molto semplici, tuttavia evolvendosi si trasformarono in animali privi di vista in grado di scavare nella sabbia o svilupparono enormi occhi posti sopra la testa. La loro scomparsa lasciò il posto ad altri Artropodi meglio sviluppati paragonabili agli attuali granchi, gamberi o simili.
All’inizio gli organismi viventi possedevano solo dei fotorecettori in grado di distinguere fra luce e buio, quindi non erano in grado di delineare immagini. Con il trascorrere del tempo questo dispositivo si sviluppa ulteriormente fornendo al primo predatore un organo in grado di fornirgli una qualche visione del mondo circostante. Ciò portò una grande rivoluzione, in quanto questi organismi diffusero il Terrore nelle specie allora viventi, che per sopravvivere dovettero sviluppare altri sensi, adottare nuove strategie e soluzioni difensive fatte di corazze, aculei o ghiandole velenifere. Ciò portò al moltiplicarsi esponenziale delle forme di vita, alcune bizzarre altre meglio organizzate che sono riuscite a sopravvivere fino ad oggi.
Successivamente comparvero gli antenati dei Vertebrati, i Cordati, che nella fase larvale si muovevano nuotando, ma da adulti perdendo la coda (rudimentale colonna vertebrale) erano costretti a restare sul fondo. Tuttavia, alcuni Cordati riuscirono a conservare la coda anche da adulti ed iniziarono a vivere nuotando in superficie. Queste forme di vita primitive erano prive di mascelle ed avevano un’unica narice. Una importantissima svolta, nell’evoluzione dei vertebrati, si ebbe per effetto della trasformazione delle arcate branchiali anteriori in mascelle. Questo evento trasformò una parte della vita animale in carnivori. Su alcune di queste forme viventi si formarono sia le branchie sia rudimentali forme di polmoni, che consentirono loro, durante i periodi di secche, di potersi spostare da una pozzanghera ad un’altra, respirando aria. Ciò segnò la nascita dei primi vertebrati terrestri: gli Anfibi.
Siamo nel periodo Carbonifero, circa 355-300 milioni di anni fa, quando l’Euroamerica era disseminata di paludi e l’Europa si trovava in una zona dell’Equatore ricca di foreste tropicali comprendenti equiseti, licopodi e felci. Queste piante, cadendo al suolo ricoperto di acquitrini, nel giro di alcuni milioni di anni si trasformarono in carbone. In questo ambiente gli anfibi acquisirono le loro caratteristiche definitive. Infatti alcuni si adattarono completamente alla vita acquatica, con zampe piccolissime ma con una possente coda adatta per il nuoto, altri divennero più simili ai serpenti, altri ancora si allontanarono dall’acqua preferendo aree più asciutte delle foreste. Queste forme terrestri svilupparono poderose zampe, adatte all’atto del camminare.
Siamo giunti nel periodo Permiano, circa 300 milioni di anni fa, in cui le paludi tropicali si prosciugarono. I rettili che si erano adattati alla terraferma cominciarono a deporre le uova in buche scavate nel terreno. Fra i rettili dominavano i paramammiferi, un gruppo di rettili carnivori. In questo periodo comparvero anche le prime forme di erbivori. Il loro avvento costituì un evento importante nell’evoluzione dell’alimentazione.
La conquista della terraferma.
Siamo nel periodo Devoniano, circa 410 milioni di anni fa, quando Antropodi, Vermi e Pesci iniziarono ad invadere i fiumi, mentre in vaste regioni ricoperte da acque poco profonde, cominciarono a sopravvivere alcune alghe, dando vita ad una delle primi piante terrestri la Boyofite. Queste piante svilupparono un rigido stelo attraverso il quale, un sistema di vasi, trasportavano l’acqua nel corpo della pianta. Iniziò così la colonizzazione della terraferma da parte dei vegetali provenienti dal mare. L’energia solare consentì ai vegetali di produrre da sé il proprio alimento, combinando chimicamente l'acqua con l'anidride carbonica. Questo sistema portò alla comparsa di due nuove strutture: uno strato esterno impermeabile, per impedire il disseccamento delle cellule e una struttura interna di supporto, per mantenere la pianta eretta.
Circa 360 milioni di anni fa, ci fu un ulteriore grande cambiamento nella vita vegetale. Diverse piante, si erano ormai dotate di spore maschili e femminili che cadendo in acqua, andavano a formare un embrione che trascorreva la prima parte della sua esistenza in acqua. Alcune di queste macrospore femminili, attaccate alle pianti genitrice, furono fertilizzate da microspore maschili trasportate dal vento, formando così i primi semi. Da quel momento le piante non ebbero più bisogno di riprodursi in acqua, iniziando così ad occupare stabilmente la superficie terrestre emersa.
Vaste aree della terra erano ormai ricoperte da foreste e da una ricca vegetazione, gli animali non tardarono a comparire. La terraferma era allora suddivisa in tre masse continentali: Euroamerica, Siberia, e Cina. In ognuna di queste regioni, si ebbe un indipendente processo evolutivo.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Dove regna l’incomprensibile si inserisce la Religione
Per meglio comprendere l’effetto della Repressione sessuale e dei condizionamenti sociali associati, occorre fare un salto indietro nel tempo fino a giungere intorno al 3000 a.c. in cui fu stabilito da parte di qualche furbone del tempo, che la sessualità doveva essere regolata dalla Religione, in quanto erano gli Dei, attraverso i sacerdoti e gli stregoni, ad indicare le norme da seguire, mediante l’interpretazione della volontà divina.
Anche la medicina era di esclusiva competenza dei Sacerdoti in quanto basata sull’assunto teologico che, qualsiasi disturbo fisico o mentale fosse causato dal peccato, cioè da un’offesa al divino indotto da potenze malefiche (diavolo). Quindi, poiché le malattie erano causate dagli Dei, i sacerdoti erano su mandato divino, gli unici in grado di esercitare la pratica medica. Tuttavia, non possedendo alcuna conoscenza medica, nelle cure usavano rimedi empirici e rituali esorcistici, per invocare l’intervento divino che, nella sua misericordia, poteva donare la guarigione.
La Chiesa si propagandava quindi come grande esperta di Umanità, vicina ai bisogni dell’uomo. Dove regnava l’incomprensibile, subito si inseriva la Religione e quindi i Sacerdoti unici in grado di interpretare la volontà divina.
I Greci, grazie al loro progresso culturale e civile, svilupparono la convinzione che non erano le leggi divine che dovevano regolare i comportamenti sessuali, per cui riuscirono a realizzare un’ideale di vita più umano e naturale, che non si basava su divieti morali imposti dalla religione. Quindi svilupparono l’idea di una sessualità associata alle forze del piacere e quindi cercarono di individuare le condizioni migliori, per realizzare una sana e moderata attività sessuale, in grado di limitare gli eccessi.
A questa idea di libertà, si oppose, con una morale sessuofobica e repressiva, la religione con i suoi sacerdoti, filosofi e medici, che riuscirono a creare un’idea della morale in grado di inibire l’attività sessuale. Su questa base successivamente si sviluppò la morale sessuofobica del Cristianesimo.
Nei secoli successivi il pensiero greco-romanoiniziò a privilegiare il rapporto coniugale rispetto ad altri tipi, mentre le scuole classiche di medicina diffondevano l’idea di un effetto benefico dell’astinenza sessuale, in quanto ritenevano che l’emissione del seme maschile poteva nuocere alla salute. Diabolico, con un’idea molto semplice, basata sull’ignoranza, riuscirono ad inibire la sessualità della donna e quindi a contenere l’esuberanza sessuale dell’uomo. A quei tempi non esistevano ancora norme giuridiche che riguardassero la sfera sessuale. Il primo ad introdurre leggi sui comportamenti privati dei cittadini fu Augusto che regnò nel periodo compreso fra il 63a.c. e il 14d.c. Durante questo periodo furono emanate alcune leggi che definirono, l’accoppiamento di un uomo con una donna diversa dalla moglie, come rapporto illecito e lo qualificarono come stupro.
Tuttavia l’impero romano fu anche caratterizzato da concezioni sessuali estremamente libere.
Con la decadenza dell’impero romano e con l’adozione del Cristianesimo come religione ufficiale, il dominio viene assunto dal potere papale, controllato dalle famiglie baronali romane, che si contendevano il governo spirituale temporale della Chiesa, mediante membri della propria famiglia, insediati come Papi. Il Cristianesimo intanto aveva reso i principi concernenti la sessualità, nuovamente di dominio religioso e si adoperò affinché si praticasse una vigorosa repressione sessuale. Durante tutto il Medioevo il mondo cristiano, fu pervaso da un incontrastato dominio sessuofobico della Chiesa che, in nome di un trionfo dell’ideale monastico, instaurò un legame tra carne e peccato, al fine di poter predicare la mortificazione del corpo. Di questa scellerata e disumana imposizione furono vittime soprattutto le donne. Infatti la Chiesa riprese, in una prospettiva teologica, la tradizione misogina (cioè, il disprezzo per la donna) della cultura greco-romana, trasformando il peccato originale da peccato di orgoglio, in peccato sessuale, mentre la donna e il corpo divennero le peggiori incarnazioni del male.
Quindi la Chiesa arrivò fino a disprezzare il matrimonio e a considerare il sesso come la principale fonte di peccato e si adoperò per imporre legislazioni sempre più severe nei confronti dei comportamenti sessuali. Infatti le streghe, i demoni, gli ossessi erano individui che venivano condannati quasi esclusivamente per questioni sessuali. Il motivo di questo scellerato disprezzo nasceva dalla convinzione della Chiesa che considerava l’amore una passione negativa, una malattia dei sensi che turbava l’animo, che allontanava l’uomo dalla religione.
Con il Rinascimento inizia a crearsi un nuovo e più profondo interesse per l'attività sessuale che inizia ad essere considerata un sentimento d'affetto e non più un’attività necessaria solo per la riproduzione della specie. All’immagine nefasta della donna creata dalla Chiesa, si oppose quella creata dall’aristocrazia del tempo, in cui il rapporto d’amore, il desiderio e la passione erotica furono sublimati e la donna iniziò ad essere considerata come un essere superiore. La repressione della sessualità quando è priva di sublimazione, crea un disagio sociale ed emotivo in chi è costretto a subirla. Infatti diversi individui, vorrebbero avere dei normali rapporti sessuali con il proprio partner, però spesso non riescono perché, quando intimamente toccati, pensano di praticare atti disdicevoli, per cui finiscono per sottrarsi alle attenzioni. Spesso queste persone oltre ad aver subito l’ingerenza della morale sessuofobica della Chiesa, hanno dovuto sopportare anche una terroristica e bigotta educazione in ambito familiare e sociale, che ha compromesso la loro capacità ad amare e vivono la loro esistenza con un perenne senso di colpa.
La Chiesa, in quasi tutta la sua storia, ha sempre disprezzato e terrorizzata la donna, che per difendersi da questi attacchi ha dovuto sempre dimostrare una devozione quasi morbosa nei confronti del Credo Religioso. Ancora oggi questo timore, attraverso l’inconscio collettivo, condiziona molte donne e li costringe liberamente a seguire le odiose imposizioni della Chiesa. La desertificazione della Chiesa e il massiccio calo delle vocazioni, preoccupa i potenti della Chiesa che aiutati da diversi furbi e bigotti politici italiani, hanno ripreso con vigore ad aggredire le libertà individuali (aborto, divorzio, ecc.) mediante le loro idiozie rivestite di un ipocrito moralismo, il cui fine è anche di porre uno stupido rimedio ai disordini sessuali di certi ambienti religiosi, a cominciare dalla pedofilia, per giungere fino all’omosessualità delle Suore e dei Preti.
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05/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Origine della Spiritualità, descrive lo sviluppo nell’individuo del bisogno della Spiritualità, delle Credenze, delle Religioni, dei Sentimenti e dell’Emozioni.
Il rituale religioso è determinante e fondamentale nello sviluppo della personalità, dell’etica e della morale, indipentemente dal credere o meno in un Essere Spronnaturale. Liberare l’energia sessuale era un bisogno primario dei primi organismi viventi, in quanto necessario per alimentare la riproduzione e quindi l’istinto di conservazione della specie. Non era importante la sopravvivenza e quindi il desiderio di alimentarsi, ma la necessità di moltiplicarsi.
Siamo all’origine della specie.
All’inizio non esistevano regole, per cui il desiderio sessuale si alimentava solo attraverso l’istinto e non considerava la disponibilità e il desiderio dell’altro di subire l’aggressione. Successivamente, il bisogno di sicurezza impose la nascita dei primi gruppi organizzati, dando vita alle società primitive, basate sul possesso e su una rigida gerarchia in cui i dominatori, grazie alla loro forza e alla loro capacità di manifestare violenza, cattiveria e perversione, obbligarono i deboli a subire e ad essere dominati.
Con lo sviluppo della corteccia cerebrale iniziarono a manifestarsi le prime forme di adattamento non programmate geneticamente, quindi gradualmente divenne possibile la riflessione, la comunicazione, l’emissione e la decodifica dei suoni, dando vita alla prima forma rudimentale di linguaggio. Si svilupparono i primi rituali, le arti magiche, mediche, artistiche e il bisogno di comprendere i cambiamenti e di attribuire alle cose un significato. L’incomprensibile divenne mistero, si diffusero le credenze i miti e quindi il bisogno del sacro.
Le innovazioni, anche se primitive, crearono le prime forme di pensiero simbolico e quindi un linguaggio sempre più articolato. Le società primitive si strutturarono, si formarono le prime attività sociali individuali e una suddivisione sessuata del lavoro, segnando la fine di un’organizzazione sociale basata sulla predazione e il passaggio a quella di produzione. Iniziò lo scambio delle idee, delle usanze, dei beni e la differenziazione in base alla distribuzione dei ruoli sociali. Spesso la natura non favoriva lo sviluppo delle culture, per cui nacquero le prime preoccupazioni di tipo agrarie. Alcuni individui privi di forza, svilupparono una rudimentale forma di furbizia e inventarono il Mito della fertilità e i primi Riti propiziatori.Nacque la prima rudimentale forma di Spiritualità e l’idea dell’Onnipotenza Soprannaturale. Questi individui furono chiamati prima Stregoni e successivamente Sacerdoti.
Lo Stregone diventava quindi la figura attraverso il quale il primitivo poteva intercedere con il soprannaturale, al fine di ottenere ciò che non poteva procurarsi con la sua opera. Tuttavia le richieste dello stregone non venivano quasi mai soddisfatte. Per evitare l’ira dei capi, i furboni si inventarono i Rituali Religiosi. Attraverso queste pratiche di disumana crudeltà (uccisione di bambini, donne o pericolosi avversari), oltre a soddisfare le istintive perversioni consistenti nell’infliggere atroci sofferenze fisiche, servivano anche ad invocare l’indulgenza e l’aiuto del Soprannaturale. In questo modo, se nulla accadeva, la colpa non era dello Stregone, ma della volontà del soprannaturale di lasciare l’individuo libero di gestire la sua esistenza o dall’inadeguatezza del sacrificio.
Si sviluppò così il Senso di colpa e quindi il bisogno di chiedere il Perdono, che ovviamente poteva anche non essere concesso, per diversi motivi. Poiché l’individuo normale non riusciva in alcun modo a comunicare con il Soprannaturale, fu costretto a rivolgersi allo Stregone per Confessare i suoi bisogni, nella speranza di poter ottenere in modo indiretto ciò che lui non era riuscito a realizzare. Purtroppo le divinità erano tante e in concorrenza fra di loro, per cui bisognava scegliere chi invocare. Per attirare l’attenzione di una particolare divinità occorreva offrirgli qualcosa, ma siamo in un’era in cui le richieste riguardavano direttamente o indirettamente, il soddisfacimento di beni materiali (ad es. la pioggia, ecc.).
I Furboni, per accrescere il loro potere, si inventarono l’idea del Sacrificio e quindi della Penitenza da ripetere periodicamente, in questo modo si creava una dipendenza fisica e psicologica fra il credente e lo Stregone.
Facciamo un notevole salto nella storia per arrivare a circa 1350 anni prima della nostra era. Nell’antico Egitto si verificò un evento straordinario, un uomo Amenofi IV diventò faraone. In soli 17 anni di regno e con l’aiuto di sua moglie Nefertiti, realizzò un’incredibile rivoluzione, liquidò le numerose divinità, i loro templi e i loro sacerdoti e creò una nuova religione con un SOLO DIO che chiamò Aton. Inoltre si proclamò come unico intercessore presso questo nuovo Dio; è il primo Papa della storia. In onore al Dio Aton, cambiò il suo nome in Akhenaton e fece costruire una nuova capitale in pieno deserto.
Le difficoltà di comunicazione e le notevoli distanze, contribuirono a creare credenze e bisogni diversi, per cui si svilupparono diversi tipi di società, con differenti usi, abitudini e tradizioni.
Siamo quasi giunti all’inizio della nostra era, in cui crolla il bisogno umano di richiedere al Soprannaturale beni materiali, in quanto l’organizzazione sociale si è notevolmente evoluta ed è, da sola in grado di soddisfare quasi a tutte le necessità materiali. I nostri Stregoni del soprannaturale vivono giorni di terrore, in quanto devono sostituire i vecchi bisogni con un qualcosa di nuovo. Un piccolo popolo senza terra, vagava da tempo alla ricerca di un territorio dove fermarsi, al fine di poter vivere un’esistenza migliore. Non riuscendo a trovarlo, cominciarono a percepire un senso di inquietudine e ad essere turbati dal timore di non riuscire a raggiungere quel territorio che la tradizione gli aveva promesso. Per liberarsi dall’ansia prodotta da questo timore, cominciarono a sognare o forse è meglio dire a sperare nella venuta di un uomo speciale, in grado di guidarli verso la Terra Promessa. Ovviamente non poteva essere un uomo qualsiasi, ma doveva essere una persona con una precisa missione e uno scopo ben definito, cioè un individuo Unto di olio (cioè il Messia) per volere o su indicazione di Dio.
Il tempo trascorreva, ma il Messia non arrivava, per cui cominciò a svilupparsi in questo piccolo popolo un senso di sfiducia nei riguardi del messaggio che gli veniva trasmesso dalla tradizione. Per attenuare l’ansia prodotta da questo senso di sfiducia, si sviluppa in questo popolo un nuovo concetto, la Fede, cioè credenze assunte in base alla sola convinzione personale o indotte da un’autorità che ne garantisce l’autenticità, indipendentemente dall’esistenza o meno di prove. Il concetto di Fede si riferisce anche a colui che ha fiducia, che confida e si affida. I tempi ormai sono maturi, il credo religioso comincia lentamente a migrare dal bisogno di ottenere dal Soprannaturale beni materiali, verso un sogno o l’illusione di un mondo migliore, la Terra Promessa prima e il Paradiso poi.
I Furboni da sempre sono riusciti a vendere ciò che non hanno mai posseduto. Mi chiedo: presto inizierò il viaggio verso l’aldilà ed Io non ho fornito indicazione e non ho scelto, chi mi indicherà la strada? Chi mi accoglierà? Dio, San Pietro, il Diavolo, Maometto, Allah, Budda, Aton, Brahma, Totem, ecc. Litigheranno fra di loro? Sarò Io a scegliere dove andare? Sarà il caso a decidere?
Il mio auspicio è che nel vedermi si spaventino e mi rispediscono sulla Terra, ovviamente non in questo paese di merda.
Nell’immaginare il mio ultimo viaggio mi chiedo, senza ironia ma con un sorriso: a chi devo credere? E se chiudendo gli occhi e trovo solo il nulla?
Forse è giusto che ognuno di noi abbia la sua verità.
Io credo che bisogna guardare ai diversi aspetti della nostra esistenza, con la serenità di un sorriso, senza farsi troppo condizionare dalle ideologie, dalle religioni e dalle credenze, perché non bisogna mai privarsi del gusto e del piacere del ragionare, ma soprattutto occorre saper rispettare le diverse verità.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Da tempo ho acquisito una consapevolezza, che mi ha liberato dalle ideologie e dalle verità imposte. Ho cercato di aprire gli occhi, per poter individuare la verità dai fatti e non dalle parole degli Imbonitori, dei Venditori di Illusioni e dei Mistificatori della Verità. Ritengo che le persone debbano essere libere di scegliere come vivere l’amore verso un’altra persona, senza essere discriminate, perseguitate o scomunicate dagli arroganti del potere, a condizione che questa condivisione avvenga fra persone consapevoli, che hanno liberamente deciso di vivere insieme (i DICO tutelano con una legge, questa libertà).
L’amore è un sentimento di condivisione e di libera scelta, che non può basarsi su una volontà imposta o sul ricatto psicologico, diversamente diventa perversione dei sentimenti. Chi ama non ha bisogno di un contratto civile/morale imposto, per assicurare fedeltà e amore per tutta una vita. Detesto chi vuole imporre il Credo, con l’arroganza e non con il convincimento e la libera scelta individuale. Le attuali alte gerarchie ecclesiali usano un liguaggio aggressivo, lanciano anatemi e ridicole scomuniche, contro tutti quelli che non la pensono e non desiderano vivere secondo i loro dettami imposti. Non era mai successo di vedere una protesta (family day) per negare i diritti alle persone, per discriminare, per seminare e propagandare la cultura dell’odio e del razzismo.
Vorrei evidenziare un’aspetto incomprensibile: il Vaticano nega il matrimonio ai preti e quindi a se stesso, mentre con arroganza vuole imporlo agli altri. Come possono parlare di figli, di famiglia e di matrimonio, se da sempre hanno ripudiato per se, questi sentimenti e questa istituzione, costringendo diversi preti a vivere relazioni o rapporti clandestini? Perché questa arroganza viene praticata solo in Italia, mentre negli altri paesi il Vaticano osserva un silenzio tombale? Forse il motivo è che vi è una parte della discutibile classe politica italiana, bisognosa di voti?
Infine, trovo incomprensibile negare l’estema unzione a Welby e darla a Pinochet. E’ questo il volere di Dio? Io credo di No. La mia speranza è che presto possa venir fuori una nuova generazione di potenti in grado di anteporre il benessere della comunità e il suo rispetto, agli interessi di una casta.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Occorre riscoprire il gusto del ragionare mediante argomentazioni e senso critico che si basi sul pluralismo tollerante e sul rispetto del pensiero degli altri, in modo da poter approfondire le argomentazioni contrapposte, che eviti quel confronto basato sulla rissa e sulla ridicolizzazione del dialogo, usato come strumento di meschina persuasione televisiva, che oggi siamo costretti a subire da parte di una nutrita schiera di piccoli servi.
Oggi la politica è quel senso del disgusto.
Se guardo a sinistra sono deluso, se guardo a destra mi viene da vomitare. Non riesco più a sopportare l’arroganza del Potere della Chiesa, che ormai in modo spudorato vuole sostituirsi alla classe politica italiana, in nome di una arrogante autorità morale, è di un ingannevole senso della famiglia, utilizzato per imporre inumane credenze mediovali, che servono solo a mascherare quel desiderio di dominio. Ad esempio, la storia di Welby meritava un rispetto che diversi arroganti individui gli hanno negato, soggiocati dal loro desiderio di essere sempre e comunque servi di un potere, che con il trascorrere del tempo dimostra una crescente invadenza nella spiritualità e nelle scelte individuali.
Non mi ha sorpreso la decisione della Chiesa nel negare ad un uomo, che aveva deciso di raggiungere Dio, il passaporto per partire. La Chiesa ritiene non degni di Dio anche, i gay, transessuali, le donne divorziate (anche se hanno subito violenze), mentre mostra indulgenza nei riguardi di criminali, di potenti corrotti, di politici che hanno favorito guerre e carestie. Non riesco ad immaginare una Chiesa come istituzione divina, che utilizza punizioni spirituali, per soggiogare gli individui, piuttosto che elargire la salvezza dell’animo.
Secondo San Paolo: “Cristo risiede nel cuore dei suoi discepoli, in virtù della fede”, ma allora negare il sacramento dell’estrema unzione, che secondo la dottrina serve a purificare, significa negare a Cristo la possibilità di raggiungere suo padre. Ciò significa anche negare la ricerca di Dio, secondo gli insegnamenti di Gesù, sostituendola con inumani Riti Ecclesiastici. Quindi paradossalmente la Chiesa come istituzione, si sostituisce a Dio. E’ un colpo di Stato Terreno.
Credo sia ora che la Chiesa, la smetta di ritenere di essere in Italia, l’unica portatrice di salvezza in grado di decidere sull’Etica e sulla morale degli individui, indipendentemente dalla loro volontà e in nome di una fede imposta attraverso restrizioni dogmatiche. L’individuo deve essere libero di gestire in autonomia, la propria spiritualità, mediante verità rivelate attraverso la lettura del Vangelo, non secondo imposizioni dogmatiche.
Una mente libera può accettare ideologie e dogmi? No.
L’ideologia è una credenza utilizzata o subita dagli individui, il cui fine è di influire sul comportamento. Ha lo scopo di persuadere, di incanalare le azioni e di costruire una realtà per una intera classe sociale. L’ideologia costituisce quindi un insieme di ideali, dottrine e principi su cui si cerca di organizzare una società. In origine, i dogmi venivano utilizzati per indicare opinioni formulate dai filosofi come base per una dottrina filosofica. Successivamente la chiesa si appropriò di questo termine, modificandone in parte il significato in: affermazioni di rivelazione implicita o esplicita di Dio, che non possono essere negate. Fu usato per definire i principi fondamentali di una religione, che non potevano essere in alcun modo messi in discussione dai fedeli. Il rifiuto di un dogma fu ed è considerato una eresia che può portare alla scomunica.
Ma allora i dogmi sono uno strumento per attuare un regime in nome della fede? Si.
Mi guardo intorno e vedo bambini denutriti, uomini che in nome della religione commettono atroci delitti, pochissime persone che vivono nel lusso più sfrenato (soprattutto nella Chiesa), mentre la quasi totalità degli individui lotta per sopravvivere, persone innocenti che soffrono, ed Io dovrei credere in Dio in nome di una fede che si giustifica mediante i dogmi? No, mi rifiuto di credere che esiste un Dio così cattivo, ma se per ipotesi dovesse esistere preferisco non incontrarlo, MAI.
Ma allora sorge spontanea la domanda, a cosa servono i dogmi?
La risposta mi appare ora molto semplice: ad accrescere il potere della Chiesa. In questa visione assume un significato chiaro anche il culto dei Santi. Fu creato da una religione primitiva basata sul corpo (magia pagana), non suggerita da Gesù, ma fatta propria dalla chiesa in anni successivi, al fine di creare fonti di aggregazione e di guadagno. Dallo studio della bibbia risulta che vi è un unico santo, il Signore dei Cieli. Infatti il culto dei Santi, orientate sulle persone, in origine era ritenuto un sacrilegio. Perché condannare due persone che credono in Dio, per il semplice motivo che hanno deciso di vivere insieme, senza la benidizione dei dogmi della Chiesa?
Perché negare la possibilità ai preti di sposarsi? La condanna serve a rafforzare la negazione: infatti, tutto ciò che i preti riescono a realizzare durante l’esercizio della loro missione è di fatto proprietà della chiesa.
Un prete sposato, con moglie e figli crea problemi di eredità.
Perché la chiesa manifesta una condanna senza appello nei confronti dell’omosessualità. L’omosessualità si diffonde facilmente quando persone dello stesso sesso vivono a lungo insieme, specialmente nel periodo in cui esplode il desiderio sessuale (adolescenza). I preti vivono in seminari per moltissimi anni, le suore in conventi. Il bisogno di tenerezza e di carezze è una forte ed intensa esigenza emotiva. Giustificare l’omosessualità potrebbe creare problemi di gestione e di imbarazzo, mentre è molto più semplice controllare, condannare ed inibire in nome di sacri e dogmatici principi. In cosa spero? In una Religione e in una Chiesa più vicina ai principi del Vangelo e all’esigenze dell’essere umano, ed una ferma condanna nei confronti della corruzione e dei criminali. Una utopia?
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark
Vogliono farci credere che la filosofia oggi non serve, mentre in realtà è uno strumento che può aiutare ad orientarci nel nostro vivere quotidiano, in quanto ci consente di riflettere in solitudine, mediante l’atto del meditare. Infatti, contrariamente alle religioni che si alimentano di verità rivelate (imposte come dogmi e non con il senso vangelico della donazione), alla scienza che si basa sulle certezza e alla politica che si fonda sulla menzogna, la filosofia è la base della scienza, in quanto non ha verità precostituite in modo ingannevole, ma è obbigo di pensare, di argomentare su tempi lunghi, di ragionare, di capire, al fine di impedire quel dominio delle menti che oggi viene realizzato mediante l’imposizione della conoscenza, il controllo dell’informazione e la diffusione di ideologie basate sull’odio, sulla menzogna quotidiana, sull’uso di parole che diffondono con arroganza l’illusione della parola libertà.
La dimora della libertà non è nell’edificio di chi impone le sue idee agli altri che possono solo ubbidire, al fine di evitare l’intervento dei manipolatori della menzogna che iniziano a seminare dubbi e false verità. Per la filosofia, la libertà è condividere con la ragione le esperienze e i modi di pensare degli altri che non devono, con furbizia, essere qualificati avversari o nemici, solo perché hanno opinioni che sono in contrasto con i propri interessi.
In Italia vi è una indiscussa regia di manipolazione delle coscienze e delle convinzioni, che costantemente semina odio, diffonde una cultura che separare e si lega all’interesse di pochi. Una cultura che opprime lo sviluppo e la crescita di una coscienza solidale, al di là delle opinioni e che si manifesta come verità imposta che ci libera dall’obbligo del pensare.
Non possiamo accontentarci di vivere semplicemente alla giornata, nell’illusione di possedere la libertà di agire e di pensare, occorre ribbellarsi ai manipolatori delle menti e alle ideologie distruttive e sviluppare il nostro punto di vista sulla realtà, mediante il confronto aperto e non ideologico, con gli altri. In altri termini, occorre sviluppare il nostro punto di vista, mediante verità e compromessi che tengono conto del punto di vista altrui, in quanto la nostra capacità di previsione è piuttosto limitata e spesso modellata dal delirio di onnipotenza o dal bisogno di obbedire.
Il delirio, dona agli arroganti il diritto di poter prevaricare, il bisogno spinge i deboli a rinunciare alla verità ed ad abbandonarsi al servilismo più umiliante. Il desiderio di prevaricare si manifesta perché i sentimenti hanno abbandonato la ragione, anche se la ragione senza le emozioni non può andare molto lontano. Quindi, il giusto equilibrio si diffonde solo se la ragione e la passione riescono a convivere anche in presenza di conflitti. Diversamente è come dire ti lascio pensare, se pensi ciò che io desidero, mentre convincere vuol dire incontrarsi sulla ragione, non sentirsi umiliati dal torto, in quanto la ragione non prevede un vinto o un vincitore, ma idee diverse che potrebbero anche incontrarsi.
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03/06/2008 0.00.00 | Social Bookmark